di S.F.
«La proposta comporta riflessi diretti, futuri e certi sulla situazione finanziaria-economico e/o patrimoniale dell’ente con riduzione delle entrate per la minore aliquota degli interventi urbanistico-edilizi. Che potranno essere compensati con il prefisso scopo incentivante dell’aumento numerico degli interventi edificatori o, qualora questo non si realizzasse, con le corrispondenti minori spese in parte corrente del bilancio». È uno dei passaggi chiave della maxi delibera di giunta a Terni (16 pagine) che, in estrema sintesi, va a mettere mano sul contributo straordinario per le varianti urbanistiche o titoli edilizi in deroga. A firmare l’atto di indirizzo sono l’assessore Marco Iapadre per la parte politica e il dirigente alla pianificazione territoriale/Suap/edilizia privata Claudio Bedini per quella tecnica.
2024, L’AGGIORNAMENTO DEL DPAC (PROGRAMMAZIONE ATTIVITA’ COMMERCIALI)

Il nodo centrale è la disciplina per la determinazione del contributo straordinario – la questione è complessa – in caso di varianti urbanistiche e di deroghe a norme urbanistico-edilizie. Ora palazzo Spada aggiorna tutto «con le attuali esigenze di sviluppo della collettività e con gli indirizzi dell’amministrazione, oltre che di riordino degli atti amministrativi e regolamenti in vigore». D’altronde era uno degli obiettivi inseriti nel Documento unico di programmazione. C’è un altro passaggio dove, in parole semplici, viene definito lo scopo di tutto ciò. In sostanza l’obiettivo è «riorganizzare e regolamentare la disciplina comunale sul tema con il raccordo agli altri regolamenti del Suape e Paip che sono coinvolti nel procedimento edilizio».
URBANISTICA/ARCHITETTURA A TERNI: LE RECENTI NOVITA’

Con previsione di «misure incentivanti alle trasformazioni urbanistiche-edilizie rispettando i criteri del recupero degli edifici o aree per nuove attività e con esso il conseguente miglioramento della qualità edilizia e dello strategico sviluppo socio-economico della popolazione». Al momento viene ricordato che, in caso di approvazioni di varianti urbanistiche richieste da soggetti attuatori privati, c’è l’applicazione del contributo straordinario versato al Comune per una somma pari al 100% «dell’incremento del valore di mercato che il terreno consegue tra lo stato preesistente e quello a seguito della variazione urbanistica». Bene. Ora tale percentuale viene ridotta.
ESTATE 2025, LA VARIANTE PER IL TULIPANO

Nel documento viene puntualizzato che c’è una «situazione di grave crisi delle attività produttive, con specifico riguardo solo a quelle industriali/artigianali, direzionali, turistico ricettive» e di conseguenza c’è bisogno di «misure di sostegno e di incentivazione per favorire la crescita economica ed occupazionale riducendo i costi alle imprese che si vedrebbero costrette, data l’entità dei contributi finanziari da versare in tali casistiche, anche a rinunciare agli investimenti con conseguenti riflessi indiretti di mancati introiti nel bilancio comunale». In definitiva la misura è volta ad «incentivare-sostenere l’occupazione e contrastare il declino economico in atto». Una decisione per coloro che manterranno in esercizio l’attività economica. In caso di cessazione in tempi stretti ci sarà la corresponsione integrale «a tutela di potenziali fenomeni speculativi o elusivi sul piano tributario ed a garanzia di equità fiscale». Si arriva al dunque.
LA VARIANTE URBANISTICA PER L’AREA EX ‘TERNANELLO’

Viene stabilito un corrispettivo dell’80% (non più del 100%) dell’incremento del valore di mercato che il terreno consegue tra lo stato preesistente e quello post variazione urbanistica. Con «eventuali diverse percentuali in funzione della collocazione territoriale, valenza ambientale e finalità diverse dalla rigenerazione urbana». La riduzione del contributo straordinario è solo per attività produttive/artigianali/direzionali/turistico ricettive per «l’insediamento ex novo o ampliamento della propria attività produttiva esistente. ferma restando l’attuale disciplina per tutte le altre destinazioni». Esempio concreto in essere? Il complesso Tulipano.
LA MARETTA URBANISTICA PER VOCABOLO STAINO
La riduzione del contributo straordinario deve «mantenere un bilanciamento tra gli interessi pubblici di acquisizione all’ente dei benefici delle rendite fondiarie conseguenti alle trasformazioni urbane nonché delle finalità di tutela da possibili speculazioni immobiliari». Dunque l’80% rappresenta il «rapporto a garanzia del valore pubblico secondo cui si confrontano e si concertano le scelte urbanistiche tra il settore produttivo privato e la pubblica amministrazione secondo il modello convenzionale privatistico». Citata anche l’attenzione al consumo di suolo e la salvaguardia ambientale. Ci sarà anche la possibilità di «riscatto del beneficio di riduzione dal 100% al 80% del contributo straordinario per la libera commercializzazione del bene entro i 10 anni
decorrenti dalla agibilità dell’immobile». Tuttavia non prima di aver messo sul piatto garanzie finanziarie.
LE RICHIESTE DI VARIANTI AL PRG

Il versamento sarà monetario su un apposito capitolo di bilancio. La direzione governo del territorio – area patrimonio – si occuperà delle stime di plusvalore delle varianti urbanistiche; restano fuori da questa modifica i contributi per gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. Viene infine stabilito che le nuove disposizioni «saranno applicabili a tutti procedimenti amministrativi in corso o che saranno presentati dopo l’entrata in vigore delle medesime». Sono due i pareri tecnici favorevoli all’atto.
Il primo è di Bedini stesso: «Riferito alla conformità alle norme urbanistico-edilizie e, nel rispetto delle prerogative dell’organo politico, non si esprime sull’opportunità di riduzione dell’aliquota del contributo». La dirigente alle risorse finanziarie, Grazia Marcucci, scrive invece di «riflessi potenziali diretti e indiretti indicati nonostante trattasi di atto di indirizzo. Non vi è esposta una quantificazione degli stessi e pertanto si intende ad invarianza economico finanziaria». Con valutazioni successive.






