Nuovo ospedale Terni ed il nodo fondi: «Project? Ancora in fase di esame»

Santa Maria e Ast al centro del confronto sul Dup 2023/2025: «Bisogna capire se sfruttare tutte le potenzialità del project financing o svilupparlo diversamente»

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di S.F.

Le evidenti difficoltà dell’azienda ospedaliera di Terni, il tanto discusso progetto per il nuovo ospedale ed il maxi accordo di programma per l’Ast da quasi 1 miliardo di euro. Sono le principali tematiche tirate in ballo giovedì mattina per l’audizione del sindaco Leonardo Latini in merito al documento unico di programmazione 2023/2025. Chiaro che il nodo sanitario è quello più attenzionato tenendo in considerazione i problemi – non solo del pronto soccorso – esistenti da tempo.

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L’ospedale di Terni

Pnrr, bilancio, Fal, investimeti

Il primo cittadino ha fatto un breve riepilogo parlando delle varie tematiche contenuto nel documento, come ad esempio gli «oltre 70 milioni provenienti dal Pnrr da coordinare con gli altri fondi per il territorio arrivati grazie alla collaborazione con la Regione». In totale il sindaco ha parlato di «quasi 200 milioni di interventi nei prossimi anni». C’è da fare i conti con il dissesto: «Lo sforzo è stato collegare gli obiettivi operativi con il quadro economico-finanziario dell’ente, il bilancio è ‘ingessato’. C’è stata poi la crisi energetica e dobbiamo ripianare la massa passiva con una programmazione ventennale». Citato anche il Fal, il Fondo anticipazione di liquidità ed i problemi che potrebbero comportare la novità emersa di recente. Argomento sul quale ha già attivato l’alert la dirigente alle attività finanziarie Grazia Marcucci. Per quel che concerne Ast, Latini ha ribadito dello «storico accordo di programma» in vista per i 970 milioni da mettere in campo.

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La minoranza

Dubbi, opzioni e incertezze

In pressing su due temi il M5S: «Che strada si sta prendendo per il nuovo ospedale? Project financing o altro? Inoltre per l’accordo di programma Ast si parla solo di idrogeno, ci sembra marginale rispetto all’impatto ambientale», ha sottolineato il consigliere M5S Luca Simonetti. Il collega Federico Pasculli ha aggiunto che «la situazione dell’ospedale la conosciamo tutti, vogliamo capire se si va avanti sul project o meno». Latini non ha dato troppi spunti: «Per noi è fondamentale – la replica del sindaco – cercare di capire come poter essere un punto di riferimento per servizi sanitari di alto livello». Citata la conferenza di servizi dei sindaci che manca dal 2015 in tal senso. «Il nuovo ospedale è più attrattivo per le professionalità e l’efficientamento dal punto di vista logistico». Regna l’incertezza per ora: «Ci sono due opzioni. Uno è il project financing ancora in fase di esame da parte dell’azienda ospedaliera. Deve essere completato per una serie di ragioni. C’è la chance di un altro percorso che è legata alla possibilità di intercettare risorse diverse grazie al Dpcm del governo di Draghi (settembre 2022) per la realizzazione di infrastrutture attraverso l’Inail. Chiaro che servono i fondi, la volontà di farlo è stata più volta ribadita. Bisogna capire se sfruttare tutte le potenzialità del project financing o svilupparlo diversamente. Avendo realizzato alcune cose in project, non ho alcun tipo di preclusione verso una progettualità del genere. C’è il vantaggio della velocità ad esempio. L’ospedale resta un punto nodale per ciò che riguarda la tutela della nostra comunità dal punto di vista sanitario». Si passa all’acciaieria.

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L’Ast

Si torna al quasi miliardo di euro previsto per l’Ast: «Per l’accordo di programma si è in attesa di un pronunciamento della Commissione europea per la disciplina degli aiuti pubblici di Stato, dovrebbe essere rivista in maniera più ampia e sulla base di ciò potrebbero esserci delle vie migliori per ottenere la finanza agevolata per gli investimenti e avere un’efficace decarbonizzazione del ciclo produttivo di Ast. Si spera di arrivare a breve alla definizione». Simonetti in replica ha ricordato al sindaco del pericolo depotenziamento dell’azienda ospedaliera ternana, mentre Paolo Angeletti (Terni Immagina) ha fatto presente che sia per il futuro Santa Maria che per Narni/Amelia il futuro è incerto. Di fatto – parlando di fatti concreti – questo è.

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