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Home » Terni, Bandecchi attacca gli operai: «Chi non ha voglia, si dimetta». Reazioni Uil, Cgil, Cisl e Csa

Terni, Bandecchi attacca gli operai: «Chi non ha voglia, si dimetta». Reazioni Uil, Cgil, Cisl e Csa

Lunedì 10 minuti di fuoco faccia a faccia in Comune: il primo cittadino scatenato. I sindacati al contrattacco: «Si alimenta paura, intimidazioni»

di Simone Francioli
15 Luglio 2025
in Altre notizie
Tempo di lettura: 7 minuti di lettura
Bandecchi durante l'attacco

Bandecchi durante l'attacco

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di S.F.

Riunione convocata in fretta e furia per un po’ – eufemismo – dare un bel po’ di ‘sberle’ verbali pubbliche alla squadra degli operai comunali. Protagonista il sindaco Stefano Bandecchi che, con le sue modalità comunicative, nel primo pomeriggio di lunedì ha deciso di attaccare a spron battuto in aula consiliare davanti a dirigenti e giornalisti. Il mirino è sulla direzione governo del territorio, o quantomeno una parte dei dipendenti attiva su questo fronte.

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Bandecchi durante l’attacco

Bene, cosa sarebbe successo? Bandecchi, evidentemente avvisato del fatto che qualcosa non sta andando nel verso giusto, si è scatenato sulla squadra degli operai in riferimento alle manutenzioni stradali. In particolar modo sull’utilizzo dei mezzi acquistati dal Comune per i lavori in amministrazione diretta. Il problema? A suo dire l’efficacia e l’efficienza dei dipendenti, schierati in aula – non tutti, c’è chi è legittimamente in ferie o ha altre problematiche – di fronte a lui. A fianco del primo cittadino due dirigenti: Federico Nannurelli (governo del territorio, il datore di lavoro dei lavoratori in questione) e Cataldo Renato Bernocco (affari istituzionali), più il funzionario con elevata qualificazione Stefano Carloni (spesso il responsabile dei procedimenti per le ordinanze riguardanti le strade). Più tardi è arrivata di corsa Grazia Marcucci, dirigente ad interim alle risorse umane. 

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Lo schieramento

«Siete entrati per mia volontà, per mie scelte. E posso anche decidere di rimandarvi a casa», il succo del discorso di Bandecchi in uno dei momenti più edulcorati. Che ha chiesto ai presenti che lavoravo facessero prima e la motivazione che li ha spinti ad entrare in Comune tramite concorso. Poi l’attacco: «O si lavora come penso io e per ciò che desidero, oppure voi la stabilità (la replica alla risposta dei lavoratori, ndr) ve la faccio vedere io. Siete mia responsabilità, costate 3.400/3.500 euro all’ente. Ai cittadini ternani». In aula anche il vicesindaco Riccardo Corridore.

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I dirigenti Marcucci e Nannurelli a confronto dopo l’episodio

Un appuntamento senza domande – all’unica fatta il sindaco non ha risposto – e con i lavoratori in silenzio: «Gente sbattuta da una parte e dall’altra, e ora siete diventati tutti principi in Comune. Qualcuno non ha voglia di fare niente». Nel mirino anche l’uso dei permessi per la Legge 104 e chi si assenta per varie motivazioni: «Chi mi vuole prendere per il c… si è fatto un nemico. Mia madre sta morendo, ora lo sapete, ma io sto lavorando. Sì, la 104 esiste, ma non mi fate incazzare. So diventare più stronzo di voi», ha alzato i toni l’imprenditore livornese. Di mezzo anche il quando lavorare: da quanto appreso c’era stata la proposta dei vertici di agire di notte e non di giorno con le alte temperature del periodo. Evidentemente si sono creati malumori anche su questo argomento. 

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Bandecchi durante l’attacco

Poi l’ultima sferzata su un tema che, è chiaro, tiene un po’ in apprensione il sindaco. D’altronde sono stati spesi un bel po’ di soldi per l’acquisto: «Ho bisogno che le macchine comprate inizino ad essere usate, vi faccio vedere come si può diventare stronzi. Da domani devono lavorare tutti i giorni, chi non ha voglia firmasse le dimissioni. Altrimenti saranno c…». Ovviamente, in un contesto del genere, è difficile attendersi una replica ‘in diretta’ dei coinvolti. Ed è altrettanto complicato pensare che dal mondo sindacale non ci possa essere una reazione ad una sorta di mortificazione pubblica. C’è una certezza: la squadra voluta dal sindaco, ora è diventata un problema. Vedremo gli sviluppi.

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Nel pomeriggio arrivano le prime reazioni sindacali. In questo caso della Uil Fpl: «Abbiamo appreso che il sindaco ha incontrato gli operai, direttamente, in assenza delle rappresentanze sindacali. Ci è stato riferito che l’incontro ha avuto toni particolarmente accesi. Pur non condividendo né il metodo né il contenuto dell’intervento, non possiamo dirci sorpresi: si tratta di uno stile comunicativo che ormai conosciamo bene. Riteniamo però che non giovi alla causa dei lavoratori nemmeno un irrigidimento pregiudiziale, né l’innalzamento dei toni, così come richieste che non possono tecnicamente essere accolte, come il reinquadramento dei lavoratori in posizioni che non esistono più da oltre due anni: significa illudere i lavoratori e rischiare, come sembra stia avvenendo, di compromettere il clima di confronto, dando l’impressione di voler sollevare strumentalmente problemi più che trovare soluzioni. Dopodiché il sindacato c’è e farà la sua parte, nel pieno rispetto delle prerogative datoriali dell’Amministrazione ma con fermezza nella difesa dei diritti dei lavoratori e delle prerogative sindacali. Confidiamo, quindi, che ogni iniziativa datoriale avvenga nel rispetto delle procedure previste dalla normativa e dal CCNL vigenti, sia in materia contrattuale che, soprattutto, in materia di sicurezza sul lavoro. Abbiamo avviato un confronto diretto con i lavoratori per raccogliere informazioni puntuali e verificate, mettendoci a disposizione per svolgere un’assemblea sindacale che consenta a tutti di chiarirsi, informarsi e confrontarsi: solo partendo dalla consapevolezza – conclude la Uil – dei propri diritti e doveri sarà possibile definire, insieme, soluzioni realmente condivise, nel rispetto del ruolo del datore di lavoro ma anche della dignità e dei diritti di ogni lavoratore».

Martedì si è mossa anche la Cisl Fp, che esprime «profonda preoccupazione e ferma condanna per il tenore delle dichiarazioni espresse durante l’incontro del 14 luglio tra il sindaco Stefano Bandecchi e i lavoratori della squadra manutenzioni del Comune di Terni. Frasi come ‘senza di me restavate a casa vostra’, ‘la stabilità non esiste’ o ‘chi vuole prendere in giro me e i cittadini si è fatto un nemico’ – rivolte a lavoratori che ogni giorno garantiscono servizi essenziali alla cittadinanza – hanno suscitato indignazione tra i dipendenti, anche tra quelli non presenti all’incontro. Il rispetto per le persone, indipendentemente dal ruolo e dall’inquadramento lavorativo, è un principio imprescindibile in ogni ambiente e tali toni rischiano di generare un clima di sfiducia e tensione che compromette il benessere organizzativo e l’efficacia del lavoro quotidiano. Questo episodio riaccende un malessere diffuso tra i lavoratori, già emerso nei mesi scorsi e che aveva portato, su iniziativa della stessa Amministrazione comunale, alla costituzione del “Tavolo per l’innovazione”, con l’obiettivo di individuare strategie per gestire il disagio dei lavoratori, in accordo con i sindacati. In questo contesto, la Cisl Fp Umbria aveva proposto e promosso una rilevazione delle criticità lavorative attraverso la compilazione di appositi questionari, iniziativa purtroppo ad oggi ancora inattuata. Riteniamo fondamentale ribadire che lo stile del confronto interpersonale e la conduzione delle relazioni siano elementi cruciali che influenzano profondamente la convivenza in ogni contesto, e in particolare negli ambienti di lavoro. Un clima di diffidenza e sfiducia, come quello che rischia di ingenerarsi dopo eventi di questa natura, può seriamente compromettere la serenità e la dedizione necessarie per un’azione lavorativa efficace ed efficiente. In vista del prossimo incontro con il sindaco Stefano Bandecchi – conclude la Cisl Fp – chiediamo con forza il ripristino di un dialogo basato sul rispetto della persona, indipendentemente dal ruolo e dall’inquadramento lavorativo, e la prosecuzione dei lavori del Tavolo per l’innovazione, ritenendoli fondamentali sia per la serenità dei lavoratori che dell’intero Comune di Terni. Non è alimentando la paura che si aumenta l’efficienza della macchina comunale».

C’è poi la Fp Cgil: «In modo del tutto inatteso, abbiamo saputo – le parole di Andrea Pitoni – della convocazione diretta degli operai comunali da parte del sindaco, i quali sono stati poi affrontati con metodi evidentemente intimidatori. Questo metodo è inaccettabile e tende a esautorare ulteriormente il ruolo del sindacato, in un’ottica di destrutturazione del lavoro. Episodi del genere indicano, ora più che mai, quanto sia necessario anteporre un meccanismo di difesa, attraverso il sindacato, a questo sistematico attacco al mondo del lavoro. I dipendenti pubblici, che non possono subire questi attacchi scomposti, possono stringersi intorno al soggetto collettivo del sindacato. Non è possibile, in questi termini far prevalere gli orientamenti dei satrapi locali, ma, al contrario, è necessario costruire politiche strutturali, in un quadro democratico, per il miglioramento delle condizioni di lavoro. Il metodo applicato dal sindaco è ancora più inqualificabile se pensiamo al fatto che i dipendenti pubblici, retribuiti con livelli stipendiali contenuti, garantiscono servizi essenziali per la collettività». Il segretario della Fp Cgil poi ricorda il fatto che fossero «stati precedentemente convocati al tavolo delle trattative sindacali, con all’ordine del giorno, tra l’altro, la disciplina dell’orario multiperiodale. Erano presenti i dirigenti del settore, in merito alle manutenzioni stradali, i quali, dopo ampia discussione sul tema in questione, si erano impegnati a proporre alle controparte un modello di orario sperimentale in merito alla possibilità, per gli operatori esperti, di applicazione di turni notturni, per una dichiarata necessità di efficientamento del processo lavorativo. Questo era il quadro vigente, in attesa della successiva convocazione sul tema in questione, poi arrivata per il 18 luglio».

Infine il Csa Ral: «L’attacco che il sindaco Bandecchi ha scagliato contro i lavoratori di Palazzo Spada è inaccettabile, sia nei modi che nel merito. Se l’amministrazione ha delle rimostranze, esistono modi e istituti preposti proprio per confrontarsi, a cui noi saremo ben felici di partecipare. I toni utilizzati dal sindaco – spiega Sergio Silveri, segretario provinciale Terni del Csa Ral – sono inaccettabili, perché inquisitori e fuori luogo. Il sindaco infatti, da quanto si vede e legge sui media, ha umiliato i lavoratori con domande dal chiaro tono intimidatorio, chiedendo per esempio quanto guadagnino, e fuori luogo, visto che ha sostenuto di poterli licenziare seduta stante. Per di più in una assemblea convocata con pochi minuti di preavviso, non dando modo ai rappresentanti sindacali di poter essere presenti. Un comportamento del tutto fuori luogo, ancor più in un contesto di amministrazione pubblica. Entrando nel merito della questione sollevata dal sindaco, nessun lavoratore del comparto operai del Comune ha mai mancato nel rispetto dei contratti e delle norme sottoscritte con l’amministrazione comunale. A prova di questo, anche il fatto che il sindaco abbia parlato genericamente di presunte mancanze, senza citare situazioni specifiche. Semplicemente perché non esistono. I dipendenti – concludono – infatti operano nel rispetto dei contratti e delle norme previste e, se i risultati auspicati dall’amministrazione non vengono raggiunti, non ce la si può prendere di sicuro con l’anello più debole della catena, ossia i lavoratori. Detto questo, come sindacato siamo a completa disposizione per il confronto con l’amministrazione: nel caso ci sia bisogno di rivedere l’organizzazione del lavoro, siamo pronti a sederci a un tavolo per presentare eventuali istanze. In modo pacifico, cordiale e costruttivo».

Nel pomeriggio di lunedì è il vicesindaco Riccardo Corridore a rendere nota la scomparsa – il primo cittadino ne aveva fatto cenno durante l’incontro – della mamma di Bandecchi. Al sindaco e ai familiari giungano le condoglianze da parte della redazione di umbriaOn.it.

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