Ergastolo con isolamento per diciotto mesi: questa la pena chiesta martedì mattina dalla procura della Repubblica di Spoleto – la requisitoria è stata del pm Roberta Del Giudice e del procuratore capo Claudio Cicchella – nei confronti di Dmytro Shuryn, il 33enne di nazionalità ucraina accusato dell’omicidio – aggravato dai futili motivi – del 21enne di nazionalità bengalese Bala Sagor, per tutti ‘Obi’, avvenuto nel settembre del 2025 a Spoleto.
Il processo è in corso a Terni di fronte alla Corte d’Assise presieduta da Simona Tordelli, con l’uomo accusato anche di vilipendio e occultamento di cadavere per aver fatto a pezzi e nascosto in più luoghi la salma del giovane, con l’obiettivo – secondo l’accusa – di cancellare le prove di quanto compiuto.
Dopo l’accusa, in aula hanno parlato la parte civile – l’avvocato Paola Picchioni in rappresentanza dei familiari della vittima – e quindi la difesa dell’imputato, assistito dall’avvocato Donatella Panzarola. La decisione della Corte giungerà nell’udienza già fissata per il prossimo 4 giugno.
Il povero Obi era stato ucciso con una coltellata sferrata al collo dal cuoco ucraino, all’interno della cantina dell’abitazione di quest’ultimo, in via Pietro Conti a Spoleto. Il contesto era quello di una lite per futili motivi legata al prestito di una piccola somma di denaro – 150 euro – che Bala Sagor rivoleva indietro.
Il 33enne, con il vizio del gioco, si è visto rigettare martedì mattina in udienza la richiesta di perizia psichiatrica avanzata dal suo difensore, per valutare l’eventuale incidenza della ludopatia sui drammatici fatti oggetto del processo. Dmytro Shuryn era stato arrestato dai carabinieri nell’ambito dell’indagine coordinata dalla procura spoletina.
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