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Home » Terni, su debiti esclusi dal dissesto 6 astenuti. Resta nodo della giustizia ordinaria

Terni, su debiti esclusi dal dissesto 6 astenuti. Resta nodo della giustizia ordinaria

di Simone Francioli
11 Settembre 2023
in Altre notizie, Politica
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
Il consiglio comunale dell'11 settembre

Il consiglio comunale dell'11 settembre

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di S.F.

Bordoni e Corridore

Chi si aspettava dell’ulteriore bagarre è rimasto deluso. E non c’era nemmeno il sindaco Stefano Bandecchi, quantomeno in aula. Fatto sta che il primo consiglio comunale post caos del 28 agosto – giovedì si era svolto il question time con l’imprenditore livornese in loco – è andato via senza particolari tensioni: focus sui due punti amministrativi all’ordine del giorno, vale a dire la presa d’atto sui debiti esclusi dalla liquidazione del dissesto finanziario e la regolarizzazione dei 55.800 euro di somma urgenza per l’abbattimento dei pini in viale Centurini.

I 197 DEBITI ESCLUSI PER OLTRE 15 MILIONI: COSA ACCADE

Masselli

Dissesto, tribunale e debiti

Lunga fase di interrogazioni – il vicesindaco Riccardo Corridore ha risposto subito in particolar modo sulla vicenda Tpl, ma non solo, tuttavia il consigliere Cinzia Fabrizi ha fatto presente che da regolamento non dovrebbe essere proprio così – e poi l’avvio delle discussioni sui punti programmati. L’assessore al bilancio Michela Bordoni ha riepilogato in sintesi la vicenda che, come noto, coinvolge 197 posizioni e oltre 15 milioni di euro: il Tuel non lascia margini di manovra e queste esclusioni vanno individuati i responsabili a livello amministrativo. Fatto. L’alternativa (va fatto entro oggi) era il commissario ad acta. «Atto dovuto ed estremamente importante, rappresenta un momento necessario all’uscita del Comune dal dissesto», ha ribadito l’esponente dell’esecutivo Bandecchi. A parlare di più ci hanno pensato i consiglieri di opposizione.

I 197 DEBITI ESCLUSI: DIOCESI, ANAS, CCP, MUNICIPIA E AGENZIA ENTRATE

Filipponi

Responsabilità amministrative

Al solito – sono protagonisti anche in III commissione consiliare – su tematiche del genere si fanno avanti Orlando Masselli (FdI) e Francesco Filipponi (FdI): «Con questa delibera andiamo a dire chi in quel momento aveva la responsabilità amministrativa rispetto a quegli accadimenti. Ciò in vista di una futura e possibile responsabilità – ha ricordato l’ex assessore al bilancio – oggettiva di fronte alla giustizia ordinaria. Non viene impegnato l’organo politico in questi casi, ma quello dirigenziale». Nessuno degli esclusi ha fatto ricorso al Tar. Il capogruppo Dem si è confrontato sul tema con la dirigente Grazia Marcucci e poi ha preso la parola: «Da dicembre ci sono stati almeno due casi di pubblicazione di sentenze di I grado nelle quali il Comune risulta condannato a riconoscere quelle posizioni debitorie. La Marcucci mi ha detto che è già previsto il riconoscimento come debito fuori bilancio in queste circostanze». Francesco Maria Ferranti (FI) è pessimista: «Lunghe conseguenze del dissesto e forse nemmeno con questa amministrazione si riuscirà a chiudere l’iter». Da parte sua c’è l’astensione, stessa decisione per il Pd. A chiudere la discussione Marco Cecconi (FdI): «Il Pd ci ha lasciato il dissesto, il centrodestra ha reinquadrato ic onti consegnando all’attuale maggioranza anche 1,5 milioni di euro di cassa liquida. Poi loro lo hanno utilizzato per decoro e altro. L’Osl è stato più volte criticato e mi sarei aspettato che la maggioranza permettesse l’arrivo di un commissario per intervenire». Voto e partita chiusa, si astengono anche Valdimiro Orsini (Terni Masselli sindaco) e Claudio Fiorelli (M5S). Responsabili individuati.

Dissesto Terni, esclusi da liquidazione: primo ok. Debiti fuori bilancio da 9,6 milioni

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