Terni, passo indietro del Comune per l’area Staino: revoca variante

L’adozione c’era stata nel 2022, poi il ricorso al Tar e il mancato sviluppo. La zona è da oltre 8 mila metri quadrati

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di S.F.

La situazione attuale

L’esclusione dal piano delle alienazioni – valeva 2 milioni di euro – e valorizzazioni, approvato lo scorso autunno perché, in sostanza, non conveniva a livello economico nel rapporto costi/benefici. Questa la ragione principale per il quale il Comune di Terni ha deciso di revocare la variante parziale al Prg parte strutturale e parte operativa per vocabolo Staino, adottata dal consiglio comunale su proposta dell’allora esecutivo Latini il 31 genanio 2022 e poi mai approvata. Di mezzo ci fu anche un ricorso al Tar. Per procedere serve l’ok dell’assise.

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Lo stop e gli spettacoli viaggianti

In sostanza l’amministrazione, tra una riunione tecnica e l’altra, ha deciso di tornare sui propri passi rispetto a quanto deciso due anni fa. Tutto a causa dell’onerosità derivante – se la variante fosse andata in porto con tutti gli atti necessari – dalla necessità di trovare nuove aree per la protezione civile e soprattutto gli spettracoli viaggianti. Su quest’ultimo fronte due ne erano state ipotizzate: quella lungo via Alfonsine (il Prg già prevede questa destinazione d’uso) e in via Sant’Efebo, a San Valentino. Con un problema: in entrambe le circostanze l’esborso necessario per palazzo Spada sarebbe stato notevole, non conveniente. «Risulta privata ed è necessario rinnovare, tramite variante al piano regolatore generale i vincoli espropriativi ed acquisirla tramite esproprio», viene sottolineato in merito alla zona di Cospea.

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Cosa era previsto

L’area oggetto di variante – ora da revocare con specifico passaggio in consiglio comunale – è tra il fiume Nera, viale Centurini e strada dello Staino. Due anni ci fu il via libera alla trasformazione da parchi urbani a servizi generali (parte strutturale) e da verde pubblico attrezzato a parco/gioco/sport ad attrezzature di interesse comune per una superficie complessiva di 8.125 metri quadrati e utile coperta di 6.500 mq, già prefissata nel documento unico di programmazione. Ora c’è il dietrofront. Se ne sono occupati in particolar modo la responsabile del procedimento Cinzia Màttoli e il dirigente all’urbanistica Claudio Bedini.

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