di S.F.
«La tela è stata restaurata e rimontata. Il tempo fissato per finire i nuovi lavori è il 22 febbraio, ma l’impresa mi ha assicurato che faremo prima. Entro l’anno». Così il Rup dell’intervento Pnrr all’ex chiesa del Carmine di Terni, il funzionario Leonardo Donati, ha aggiornato il quadro della situazione in merito alla riqualificazione della struttura: mercoledì il nuovo sopralluogo in seguito alla maxi perizia di variante da 300 mila euro di maggiori lavori. C’è il nodo platani. In fondo le immagini.
PNRR CHIESA DEL CARMINE, LA MAXI VARIANTE DA 300 MILA EURO

Insieme a Donati c’erano il direttore dei lavori ed altri rappresentanti della società che si è occupato del delicato intervento – il bene è vincolato dalla soprintendenza ovviamente -, ovvero la ditta campana Cogesap. «I 300 mila euro in più li abbiamo recuperati dai ribassi e completeremo la riqualificazione dell’impianto a pavimento con una pompa di calore. Più la manutenzione generale di tanti elementi e il baldacchino da sostenere con una struttura. L’aspetto non sarà alterato», ha garantito l’ingegnere.
MARZO 2025, LO STOP IN ATTESA DELLA VARIANTE

Il quadro economico generale è di 1,8 milioni e la società napoletana si è aggiudicato l’appalto nel 2023 con un ribasso del 27,77% ed un corrispettivo lordo da 999.338 euro. Poi la variante: «Le somme sono bastate e siamo soddisfatti. Certo i vincoli del Pnrr sono tanti. Abbiamo rimosso un cedimento fondale nell’area della sacrestia e abbiamo scoperto che l’origine interessava gli apparati radicali due platani. Hanno un valore ambientale importante e ora abbiamo consolidato salvaguardando gli esemplari. Ma si ragiona sulla prospettiva e tra qualche anno potrebbero dare problemi», le parole di Donati. La sensazione – nessuno si sbilancia al momento – è che l’abbattimento sia tutt’altro che da escludere. Gli alberi hanno circa 60 anni.
IL SOPRALLUOGO DEL MARZO 2024 – IMMAGINI

Per quel che concerne l’umidità, Donati ha ricordato del tentativo con elettrosmosi: «Le mura si mantengono asciutte e non c’è umidità». Durante la discussione è intervenuto anche uno dei vertici della Cogesap: «Sopra la tela c’è un lavoro fatto sulle capriate, è un’opera d’arte. Non l’abbiamo intaccata», ha sottolineato ai presenti. In loco anche l’assessore al Pnrr Giovanni Maggi: «Siamo stati criticati per i ritardi, ma li ringrazio perché sono andati a beneficio dell’opera. Grazie ai ribassi abbiamo liberato delle risorse. I ritardi sono ben giustificati e c’è stato un miglior utilizzo delle somme». In origine l’ultimazione del cantiere era previsto per il dicembre 2024 dopo oltre un anno di attività.
NOVEMBRE 2023, SI INIZIA: DITTA DI NAPOLI IN AZIONE
Per quel che concerne il futuro utilizzo, Maggi ha di fatto confermato – non sua la delega in realtà – che difficilmente si cambierà rispetto al passato: spazio dunque ad eventi culturali, concerti, manifestazioni e anche matrimoni.























