di S.F.

«Dovranno essere ripristinati i rappezzi o riparazioni eseguiti con materiali incongrui, comprese le fughe erroneamente ripristinate con malte inadatte. La finale ripresentazione estetica del bene dovrà ricomporre il disegno della piazza e garantire un risultato uniforme ed omogeneo». È una delle prescrizioni indicate dalla soprintendenza dell’Umbria nel dare l’autorizzazione al Comune di Terni per i lavori di ripristino in piazza Ridolfi, stoppati da oltre un mese – 4 agosto – per un discreto pasticcio.
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Il dirigente al governo del territorio, Federico Nannurelli, ha infatti approvato il progetto redatto dal collega dei lavori pubblici Piero Giorgini (architetto, che si è occupato del lavoro sul ripristino e non è coinvolto nel problema sviluppatosi ad agosto). La soprintendenza, dopo aver bloccato i lavori il 4 agosto scorso per l’assenza di autorizzazione a procedere e aver chiesto un progetto esecutivo per la valutazione di compatibilità, ha ora dato l’ok. Con precise prescrizioni: «Nel rispetto dell’autenticità dei materiali originali dovranno essere reimpiegati tutti gli elementi recuperabili; dovrà prestarsi altresì particolare cura nel sostituire quelli non recuperabili, selezionando nuovi elementi che abbiano caratteristiche analoghe ai materiali originali, e che siano dunque simili per colore, geometria e caratteristiche generali, meccaniche e formali», viene specificato.
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Non solo: «Per quanto riguarda la sigillatura delle fughe con boiacca di cemento, dovrà essere selezionatoun materiale che abbia un colore tendente a quello dei blocchetti in porfido o comunque a quello delle sigillature originali; il materiale dovrà essere posato secondo la regola dell’arte; la direzione lavori dovrà assicurarsi che a conclusione dell’intervento non rimangano imbrattamenti sui materiali lapidei ripristinati». Palla in mano all’architetto Silvia Tombesi, il direttore dei lavori individuato da Nannurelli. Il responsabile del procedimento è invece il funzionario con elevata qualificazione Stefano Carloni.
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L’obiettivo del Comune? «L’intervento era finalizzato – viene puntualizzato – al ripristino della funzionalità della pavimentazione, alla tutela della sicurezza dei cittadini e alla conservazione dell’impianto architettonico originario». Tutto ciò in quanto «L’attuale configurazione di piazza Ridolfi presenta gravi criticità funzionali, derivanti dalla mancanza di una gerarchizzazione efficace delle componenti della circolazione stradale, con assetto difforme dai principi normativi vigenti e non più idoneo a garantire condizioni di sicurezza per gli utenti, in particolare quelli deboli». Per l’ente – eravamo ad inizio agosto – l’azione avviata si «configurava come bonifica puntuale, nel rispetto della morfologia e composizione originarie». Poi la storia ha preso un’altra piega. Ora si sblocca la questione. Se ne occuperà la Edilmaco2, la società aggiudicataria dell’appalto/accordo quadro per la manutenzione ordinaria delle pavimentazioni pregiate ed elementi di arredo. Il computo metrico indicato vale complessivamente 27.382 euro e riguarda anche i lavori su via Colombo e corso del Popolo.
LA RELAZIONE TECNICA DI GIORGINI PER L’INTERVENTO
Nella relazione di Giorgini c’è un passaggio ad hoc per l’intervento numero 1: «Il presente elaborato riguarda esclusivamente la lavorazione di ricostituzione della pavimentazione lapidea precedentemente manomessa nel tratto individuato, a seguito degli interventi oggetto delle interlocuzioni formali tra la soprintendenza e il dirigente Nannurelli. Il progetto è quindi finalizzato al ripristino filologico della pavimentazione, nel rispetto delle caratteristiche materiche, cromatiche e dimensionali originarie, assicurando al contempo il consolidamento degli strati di sottofondo per garantire durabilità, funzionalità e sicurezza. La lavorazione prevede la ricollocazione degli elementi lapidei smontati, previa pulitura e selezione, e la ricostituzione del letto di allettamento con idonea miscela sabbia-cemento. La ricostituzione della pavimentazione, seguirà le tecniche di posa ad archi contrastati e comunque tutte le geometrie originarie». Vedremo gli sviluppi.
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