Nuovo ospedale, Irccs, alta specialità: Terni si fa sentire in Regione

Il 3 gennaio nuovo appuntamento in II commissione per discutere della bozza del documento da sottoporre ai consiglieri regionali. Focus anche sui posti letto convenzionati

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di S.F.

Un elenco di dieci punti da sottoporre alla Regione nell’ambito del confronto sul Piano sanitario regionale 2021-2025, preadottato dalla giunta Tesei ed in attesa di essere definito nel migliore dei modi. Sono contenuti nella bozza di un documento predisposto dalla II commissione consiliare del Comune di Terni dopo i diversi tête-à-tête con tutti coloro che sono coinvolto nel mondo della sanità: l’appuntamento per fare il punto della situazione è fissato per lunedì pomeriggio alle 15.30. In testa alle priorità indicate c’è l’inserimento nel PSR della realizzazione del nuovo ospedale di Terni.

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Confronti e chiusura

La II commissione consiliare ha ospitato a dicembre – in ordine di convocazione – l’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri, i sindacati medici, quelli del comparto sanitario, il direttore generale della Usl Umbria 2 Massimo De Fino e il dg dell’ospedale Santa Maria Pasquale Chiarelli. Chiuso il cerchio i consiglieri ternani hanno riassunto il tutto in una bozza di documento che dovrà essere perfezionato con le integrazioni concordate nella specifica sottocommissione creata: focus sulle problematiche strutturali ed organizzative del territorio. Poche non sono: «Devono necessariamente trovare uno spazio nella prossima programmazione pluriennale», si legge nell’atto.

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Le principali richieste

In prima battuta c’è la richiesta di inserimento nel PSR della realizzazione del nuovo ospedale di Terni. Segue il «mantenimento delle due aziende ospedaliere sia in ragione della conformazione del territorio regionale, sia in ragione della proiezione territoriale extraregionale dell’azienda ospedaliera di Terni che storicamente ha svolto un ruolo di attrattore di mobilità attiva per la collocazione geografica e per l’elevato valore delle alte specialità espresse dal nosocomio ternano». C’è poi il mantenimento ed il potenziamento delle «alte specialità a Terni proprio alla luce delle capacità attrattive di mobilità attiva a beneficio dell’intero sistema sanitario regionale, tenendo in considerazione i numeri di riferimento in un’ottica di area vasta e non strettamente valutati nell’ambito del panorama regionale».

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Irccs a Terni, integrazione, distretti

Nell’elenco c’è anche la «previsione dell’istituzione di un Irccs sperabilmente con sede a Terni», la «piena integrazione tra aziende ospedaliere e medicina di territorio nell’ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, con la creazione di strutture territoriali specializzate nella riabilitazione e nella chirurgica a bassa intensità operativa ed assistenziale intensificando e semplificando la collaborazione delle stesse con l’azienda ospedaliera, creando un sistema di hub e spoke bidirezionali». C’è poi l’istituzione «di case della comunità e ospedali di comunità nel territorio ternano allo scopo di potenziare e ottimizzare la medicina territoriale, la riorganizzazione dei distretti sanitari attraverso l’utilizzo di criteri sanitario-epidemiologici e territoriali e non sulla sola base demografica».

Posti letto convenzionati, assistenza primaria

Nella bozza preparata c’è poi la «ridistribuzione dei posti letto convenzionati, tenendo in considerazione il criterio di uniforme allocazione dei servizi sul territorio regionale (nessun posto letto in convenzione è presente nel territorio ternano), la riorganizzazione dell’assistenza primaria, in particolare con il reintegro dei medici di medicina generale in quiescenza da qui ai prossimi mesi e riorganizzazione Aft (aggregazione funzionale territoriale)» e, infine, il «confronto nelle sedi istituzionali e nei tavoli tecnici con la partecipazione degli stakeholder territoriali». Ultimo check e poi tutti in ‘trasferta’ – telematica con ogni probabilità vista la situazione – in III commissione sanità in Regione.

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