Taric Terni, Usl: spesa da 278 mila euro e acque agitate con Asm

Ancora problemi per le fatture, questa volta per gli immobili nei territori di Terni e Alviano. Prima la sospensione, poi il pagamento. Evitata l’azione giudiziaria

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di S.F.

La cospicua liquidazione c’è «al fine di evitare azioni giudiziarie ed eventuali sanzioni». Ancora acque agitate tra la Usl Umbria e Asm per il pagamento della Taric, argomento che tende a creare grattacapi sia ai cittadini che alle aziende: la conferma, semmai ce ne fosse bisogno, arriva dall’atto firmato venerdì dalla dirigente del servizio patrimonio Usl Maria Luisa Morina. Si parla di un esborso da ben 278.783 euro riguardanti il conguaglio 2022 ed il 2023 per gli immobili nei territori comunali di Terni e Alviano.

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Le fatture Usl

La Usl rialza la voce

Tema che fa ‘scattare’ anche la Usl. D’altronde già nel 2021 e nel 2022 l’azienda sanitaria locale si era fatta sentire con Auri, alcuni Comuni (Terni compresa) ed Asm in riferimento all’applicazione dell’articolo 14 del regolamento, vale a dire quello riguarda la quota variabile. Motivo? Per la Usl «non gestibile ed impraticabile, tenendo conto della peculiarità delle attività e delle strutture aziendali. Natura pubblica dell’azienda; articolazione dei servizi in numerose sedi con caratteristiche strutturali estremamente diversificate; requisiti igienico sanitari delle stesse; particolari modalità di svolgimento della raccolta rifiuti indifferenziati e di misurazione degli stessi; costi considerevoli per lo smaltimento dei rifiuti speciali e per gli scarichi in fognatura». Nessun riscontro. Risultato? Il 14 giugno 2023 e il 25 agosto 2023 sono state inviate due missive per comunicare formalmente alla partecipata del Comune «la sospensione delle fatture e l’emissione delle note di credito, anche in relazione all’ulteriore aumento della quota fissa, dell’8%». Poi è arrivata la risposta di Asm.

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Le Grazie

Incontro e spiegazioni Asm

Alla fine le parti si sono incontrate e la Usl ha continuato a far presente le sue ragioni. Per Asm poco cambia e il 20 ottobre è giunta la lunga delucidazione sulla questione partendo da una premessa: «Il gestore svolge un ruolo di mero attuatore del Regolamento Taric predisposto da Auri sub ambito 4 e approvato dal Comune di Terni con delibera di 269 del 30 dicembre 2020; le tariffe sono state approvate dal Comune di Temi con delibere di 63 del 30 maggio 2022 e 56 del 3 maggio 2023». Di mezzo c’è inoltre l’articolo 6 del regolamento che, in sintesi, sottolinea come la tariffa rifiuti sia applicata di «chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte operative, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produzione rifiuti urbani. Le superfici fatturate relative alle vostre utenze, sia relative a locali che alle aree esterne, con contestuale produzione di rifiuti speciali piuttosto che con esclusiva produzione di rifiuti urbani, sono state in passato oggetto di verifica». Ciò in ogni caso non «esclude l’esame di eventuali richieste di variazione delle superfici che avrebbero, in caso di accoglimento, decorrenza dalla data di presentazione dell’eventuale richiesta». Citato in particolar modo il caso del centro Le Grazie, dove il «conferimento dei rifiuti indifferenziati viene effettuato tramite contenitore scarrabile e i rifiuti conferiti sono oggetto di pesatura presso l’impianto trasferenza del gestore e fatturati applicando la tariffa euro/kg prevista».

Asm

L’incremento del 41% e la ‘minaccia’ Asm

A chiudere il cerchio il dato numerico della Usl Umbria 2: «Dall’analisi delle pesature effettuate negli anni 2022 e 2023 è possibile verificare che il totale dei rifiuti indifferenziati conferiti è passato, nel periodo gennaio-settembre da 21.280 chili del 2022 a 30.800 del 2023 con un incremento del 41%. Il miglioramento della raccolta differenziata andrebbe a determinare una riduzione degli importi fatturati. Per quanto sopra riportato – si legge – la richiesta di ricalcolo non può essere accolta e si invita il vostro ente ad adempiere al pagamento integrale delle fatture scadute, entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente, in assenza del quale, procederemo all’avvio delle azioni previste a tutela del credito dovuto». In viale Bramante non ci hanno pensato troppo ed è scattato il pagamento da quasi 300 mila euro. Vedremo se nel 2024 ci sarà un’altra puntata. A firmare è anche il responsabile del procedimento Luca Maria Taddei.

 

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