di S.F.
Sede della polizia Locale in via Fratelli Rosselli? A quanto pare l’idea è sul tavolo, a tal punto che lunedì pomeriggio all’ex Onmi – appena riqualificato con fondi del Piano periferie con restyling a firma della Life srl di Catania – si è sviluppato un discreto sopralluogo con la partecipazione di quasi tutto il corpo dirigenziale dell’ente e buona parte della giunta. Con tanto di Stefano Bandecchi in loco.
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Il rumour? Da quanto appreso sul posto, a palazzo Spada si sta pensando di trasferire gli uffici della polizia Locale da corso del Popolo all’area dell’ex Onmi (a fianco è in corso il I stralcio della riqualificazione dell’area verde pertinenziale dell’asilo Peter Pan). A confermarlo ci ha pensato direttamente Bandecchi che, a precisa domanda, ha risposto con un «sì, stiamo valutando perché non siamo sicuri». In definitiva «se è possibile farlo».
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Non a caso la polizia Locale era sul posto con tutti i ‘big’: la dirigente e comandante Gioconda Sassi e le due posizioni con elevata qualificazione, vale a dire Manuela Schibeci (affari generali e procedimenti sanzionatori) e Gilberto Morelli (ufficio nucleo radiomobile, servizi territoriali-decentrati). Oltre al sindaco, per la parte politica c’erano anche il vicesindaco Riccardo Corridore, l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Maggi, il collega alle manutenzioni Marco Iapadre e Sergio Cardinali (sviluppo economico).
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Come detto, nutrita rappresentanza apicale anche a livello tecnico. Il confronto ha infatti interessato – oltre alla Sassi – anche Paolo Grigioni (ambiente, trasporti), Donatella Accardo (welfare), Piero Giorgini (lavori pubblici), Francesco Saverio Vista (istruzione), Andrea Zaccone (servizi digitali, innovazione), Federico Nannurelli (patrimonio) e Cataldo Renato Bernocco (affari istituzionali). A chiudere il cerchio Giorgia Imerigo, elevata qualificazione per la tutela del suolo e del sottosuolo. D’altronde è una zona abbastanza ‘delicata’ da questo punto di vista. «Come mai è chiuso qua?», ha chiesto il primo cittadino. La parola scorie è inevitalmente saltata fuori.
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Da ricordare che, nel corso dei sopralluoghi della I commissione, era stato chiarito – c’è un piano seminterrato, primo e rialzato – come la destinazione della struttura fosse in parte per asilo nido ed in parte per uffici legati al mondo del welfare. Vedremo gli sviluppi. Non è escluso, a questo punto, che la storia possa cambiare. Da quanto appreso, tuttavia, l’opzione sarebbe molto improbabile – a causa della poca funzionalità – dopo l’esito del sopralluogo.






