di S.F.
Scontro Comune di Terni-Unicredit per l’anticipazione di tesoreria al 31 dicembre 2017, dopo anni è chiusa la storia. A muoversi con ricorso alla Corte dei Conti era stato palazzo Spada per, in sintesi, chiedere la restituzione di 12,5 milioni di euro – più interessi – che l’istituto bancario aveva recuperato grazie all’apertura di provvisori di spesa emessi nel 2018. Poco prima della dichiarazione di dissesto.
LA RELAZIONE DEL COMUNE SU FATTI E CONSEGUENZE (.PDF)
GLI 800 MILA EURO CHE ‘BALLANO’ DA ANNI
GIUGNO 2022, SENTENZA CORTE CONTI: SOLO 370 MILA EURO PER IL COMUNE
Terni: Comune contro Unicredit. Corte Conti riconosce all’ente 370 mila euro su 14 milioni
La materia è tecnica, fatto sta che l’ente voleva la condanna di Unicredit Spa a restituire la corposa cifra a titolo di rimborso di anticipazione tesoreria 2017. Più un altro milione di interessi. Come noto la Corte dei conti – sentenza numero 41 del 2022 – aveva respinto la domanda nel merito, accogliendo parzialmente solo la parte riguardante gli interessi maturati fino alla dichiarazione di dissesto (370 mila euro). Palazzo Spada non ha mollato, proponendo appello.
Terni, il Comune e il nodo tesoreria: «L’ente deve 12 milioni a Unicredit»
«La Procura generale – si legge nel documento istruttorio – rassegnava le proprie conclusioni, insistendo per l’inammissibilità dell’appello, in ragione della sopravvenuta carenza di interesse, considerato che, una volta chiusa la procedura di dissesto nelle more del giudizio, la domanda del Comune non sarebbe più attuale in termini di interesse ad agire, tenuto conto che l’attrazione dell’anticipazione di tesoreria nella competenza dell’organismo straordinario di liquidazione può essere utilmente dichiarata solo nel caso in cui detto organo straordinario dell’ente sia ancora in attività». D’altronde l’uscita formale dal dissesto è del 10 gennaio 2024.
OTTOBRE 2024, SETTIMANA GARA DI FILA DESERTA PER LA TESORERIA
TAGLIO SU DURATA ED IMPORTO PER IL NUOVO TENTATIVO
APRILE 2022, MARCUCCI: «RATING NON BUONO»

L’ultimo tassello è del 28 gennaio scorso, quando le parti non sono comparse di fronte alla sezione giurisdizionale centrale d’appello per la discussione. Di conseguenza l’appello del Comune di Terni è stato dichiarato improcedibile. Nel contempo, in questi anni, il Comune aveva accantonato nei vari bilanci 800 mila euro «occorrenti alla copertura finanziaria delle partite contabili pendenti». Ora si procede alla regolarizzazione formale per parificare le risultanze di cassa comunale con il conto del tesoriere. Anche perché c’è da approvare il rendiconto di gestione 2025.
APRILE 2023, LA SESTA GARA DI FILA DESERTA
MARZO 2021, LA PRIMA GARA DESERTA
LA MANCATA PARIFICAZIONE DEL 2022
LA MANCATA PARIFICAZIONE NELL’APRILE 2021

La manovra per la variazione di bilancio vale in tutto 1,1 milioni di euro, il lungo scontro è concluso. A firmare l’atto è la dirigente alle attività finanziarie/governo societario Grazia Marcucci dopo il lavoro istruttorio del responsabile del procedimento, il funzionario con elevata qualificazione Andrea Giuseppe Stentella. La sentenza della Corte dei conti – sezione III giurisdizionale centrale d’appello – è invece del presidente Giuseppina Maio e dell’estensore Giuseppina Mignemi.






