Terni, stadio-clinica: «Nulla da approvare. La Ternana? Sta valutando il Pef»

Lunga commissione sulla ‘convenzione’ ponte e il complesso progetto da oltre 60 milioni. «Società unica che si può prendere responsabilità di dire di farlo»

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di S.F.

L’argomento di confronto era la convenzione ‘ponte’ di un anno per consentire alla Ternana di iscriversi al campionato 2024-2025 – ne abbiamo scritto nei giorni scorsi – ma alla fine il focus si è ben presto spostato sul progetto stadio-clinica. Lunga II commissione consiliare mercoledì mattina in Comune a Terni su questo fronte: è emerso che la società rossoverde è ancora nella fase di approfondimento del piano economico-finanziario approvato due anni fa e, di conseguenza, c’è ancora da attendere per la firma definitiva per proseguire con l’iter tecnico-amministrativo.

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Vista e Giorgini

L’intreccio e i dubbi di Ferranti

Protagonisti gli assessori Marco Schenardi (sport), Giovanni Maggi (lavori pubblici) ed i dirigenti del settore, vale a dire Francesco Saverio Vista (colui che ha firmato l’atto per il consiglio comunale per la concessione dello stadio nel 2024-2025) e Piero Giorgini. Storia breve? Tutt’altro: «La Ternana si fa carico della manutenzione ordinaria e straordinaria fino a 100 mila euro», ha specificato l’ex Fera. «Grande disponibilità da parte loro». Ad accendere un po’ la situazione ci ha pensato Francesco Maria Ferranti (FI): «Ok a soluzione temporanea per l’iscrizione, ma se ad ottobre non si firma la convenzione definitiva per il progetto stadio-clinica che succede? La squadra deve iscriversi anche ai campionati successivi. Se ne farà un’altra tampone?». Il discorso a questo punto si è spostato più sul lato tecnico ed il primo ad esporsi è stato Giorgini, il Rup per l’amministrazione del maxi iter da oltre 60 milioni di euro: «Non si possono sovrapporre le due convenzioni (quella ‘ponte’ e la definitiva per stadio-clinica) perché prevedono cose diverse, come la durata. Al momento non c’è una data certa per la firma della seconda e serve quella ‘ponte’. Il mio obiettivo e penso quello del Comune è di proseguire con il progetto e, in ogni caso, tra due anni bisognerebbe rimettere le mani sull’impianto. Questo passaggio occorre per non creare un ‘buco’ tra la convenzione vigente e, speriamo, la futura per stadio-clinica». Chiaro. Ferranti tuttavia non ha mollato: «Potrebbe partire solo il progetto stadio perché sulla clinica ci saranno sicuramente dei ricorsi e non credo che le due cose partiranno allo stesso tempo. Come si procederebbe a quel punto?

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Gambini e Ferranti

Il nodo Pef e lo studio della Ternana

Tecnici comunali sollecitati e allora il discorso si è allargato: «L’interesse pubblico riguarda l’intero progetto, lo stadio da solo non regge l’operazione. Se scolleghiamo le opere, il piano economico-finanziario non si regge più. Se non vanno avanti insieme diventa un altro progetto che, al momento, non c’è. La Ternana – le parole di Giorgini – sta facendo approfondimenti sul Pef, c’è stata una riunione pochi giorni fa. Si sono riservati un po’ di tempo per valutare. Se va avanti su quel progetto ok, se muore si vedrà. Lo stadio diventerà un problema per il Comune tra due anni (idoneità statica in scadenza nel settembre 2026, ndr). Confido dunque che si possa proseguire su stadio-clinica: il dirigente allo sport non sarebbe andato avanti così altrimenti, probabilmente ci sarebbe stata una gara». Cinzia Fabrizi (FdI) ha puntato su altro: «Si dà per scontato che si sia nelle more della progettualità stadio-clinica. Ora, rispetto al passato, siamo in una situazione diversa, lo stadio non può essere rimesso a posto attraverso una clinica privata che è su un terreno di proprietà del sindaco. Una questione che blocca la città». Anche Maria Grazia Proietti (PD) si è accodata: «Ciò che era stato fatto e approvato nasceva da una società sportiva che metteva a disposizione la proposta. Ora il protagonista di quella stagione è il sindaco Stefano Bandecchi».

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Schenardi e Ferranti

«Incompatibilità? Non riguarda la convenzione ponte»

Vista non è rimasto in silenzio: «La problematica che aleggia sull’incompatibilità? Verrà affrontata – il commento del dirigente allo sport – quando saranno approvati gli atti su stadio-clinica e non riguarda la convenzione ‘ponte’. Non è materia dove posso esprimere un giudizio, ci sono gli organi competenti che si esprimeranno». A rafforzare il concetto ci ha pensato Giorgini: «Il promotore del progetto non è Bandecchi, ma la Ternana. Che ora sta procedendo con gli approfondimenti. Il rapporto da Rup che ho è con la società e all’ultima riunione c’era il presidente Nicola Guida». L’elemento fondamentale? «Il progetto è stato approvato dalla conferenza di servizi decisoria regionale quando Bandecchi era ancora presidente della Ternana. Non c’è da approvare nient’altro, dobbiamo essere consapevoli. La convenzione legata al progetto, probabilmente, sarebbe già stata firmata se non fossero avvenute delle situazioni che si stanno approfondendo. Manca solo l’ultimo elemento, la firma della convenzione». In via della Bardesca vogliono vederci chiaro: «Altro punto importante, il progetto è strutturato con una clinica privata. Su alcuni quesiti stiamo aspettando la risposta ufficiale della Ternana. Il tempo che si stanno prendendo è corretto». Il più insistente di mattinata è stato Ferranti: «Se Bandecchi non fosse diventato sindaco, avrebbe già firmato la convenzione. Basta sbandierare il progetto stadio-clinica per fare campagna elettorale». L’ultimo ad entrare in azione è stato Maggi.

Bandecchi e Guida

Le problematiche da sciogliere

L’assessore ai lavori pubblici ha preso di petto Ferranti: «Ciò che dice lo sappiamo da tempo e non ci servono le sue lezioni. Lo stadio verrà abbattuto se il progetto va in porto e la convenzione è annuale per questo motivo. Il piano B sono le verifiche statiche. La clinica privata? Ora che la portiamo a Terni si crea il problema, quando Regione e Comune erano gestiti dal PD – la replica ad un passaggio della Proietti – non ci sono stati problemi nel farne quattro a Perugia. Mi sembra strumentale. Ad oggi trattiamo solo con la Ternana e quando scioglieranno tutte le problematiche valuteremo. Nulla è bloccato». Maria Elena Gambini (AP) ha sottolineato che «si strumentalizza per responsabilizzare il nostro attuale sindaco. Gli 80 posti letto per il Ternano sono privati, se non sosteniamo questo progetto i cittadini non li avranno per la sanità. Speriamo che la Ternana mantenga la disponibilità dopo gli approfondimenti sul Pef e non di dover valutare un piano B. Anche perché la società dovrebbe sostenere le penali ed il progetto è comunque autorizzato». Più pacata la risposta di Schenardi: «Bandecchi blocca la città? Non mi sembra. La Ternana ha la possibilità di scegliere se continuare su stadio-clinica. Piani B non ci sono, c’è la legge ed è una cosa diversa. La Ternana è l’unica che si può prendere la responsabilità di dire di farlo. Altrimenti si va a bando. L’incompatibilità? Non spetta a noi giudicare. Se ce lo diranno affronteremo il problema. La società sta studiando le carte». La Proietti ha quindi ricordato che Terni in realtà ha avuto quattro cliniche private decenni fa: «All’epoca c’era una sanità molto buona».

Via libera

Ecumenico Valdimiro Orsini (Terni Masselli Sindaco): «La convenzione ‘ponte’ va fatta assolutamente. Stadio-clinica? Ci sono persone che si augurano non si faccia, ma se viene realizzato ne guadagna la città. Il faro sono le leggi». Plauso di Schenardi e votazione: «Io e Vista abbiamo applicato le leggi per questo passaggio, è stata ripresa la convenzione del 2018 e per il canone c’è lo studio del 2022. Se non va in porto il progetto è un disastro per la città, non per Bandecchi. La cosa grave è qualcuno potrà festeggiare se non si fa». Dopo quasi due ore si vota e c’è il sì con 5 favorevoli. Lunedì mattina la discussione si sposterà in consiglio comunale. La sensazione è che si andrà per le lunghe.

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