Viterbo, droga e sesso: due arresti in Umbria

Si tratta di un 39enne di Orvieto e di un 38enne di origine macedone residente a Montecchio: i carabinieri hanno ammanettato altre cinque persone e sequestrato un night

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Spaccio di sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. I carabinieri del comando provinciale di Viterbo – coordinati dalla locale Procura della Repubblica ed in sinergia con i Nuclei ispettorato del Lavoro di Viterbo e Roma, Nucleo cinofili di Roma e dei colleghi di  Terni, Perugia e Siena – hanno dato esecuzione ad un provvedimento restrittivo nei confronti di sette persone – due delle quali residenti in Umbria, S.M. operaio di 39 anni, residente ad Orvieto e A.L. operaio macedone 38enne, residente a Montecchio – sequestrando anche un locale notturno.

‘Birretta’ L’indagine ha inizio alla fine del 2016: con l’attività di controllo del territorio vengono acquisite notizie su una rete di spacciatori di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, attiva in alcuni comuni dell’Alta Tuscia. In seguito, seguendo le direttive del magistrato inquirente, i militari del Nucleo investigativo e della Compagnia carabinieri di Viterbo avviano l’operazione ‘Birretta’, termine utilizzato frequentemente per indicare lo stupefacente, che permette di individuare a Castiglione in Teverina il punto di riferimento di numerosi assuntori della zona e del vicino comprensorio orvietano, oltre che i suoi fornitori. 

Il night Alcuni degli indagati sono soliti frequentare locali notturni e ciò ha dato la possibilità agli inquirenti di far luce su un’organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione. Una coppia di coniugi, gestori di un night club di Viterbo, ottengono importanti introiti anche dalle prestazioni sessuali, a pagamento, che le intrattenitrici del locale offrono alla clientela. In particolare, i coniugi: reclutano donne straniere, prevalentemente dell’Est Europa, assumendole come intrattenitrici. Si tratta di contratti di lavoro di breve durata, in quanto le donne, all’interno del locale, si alternano frequentemente; ospitano le dipendenti all’interno di propri appartamenti ubicati nel centro storico di Viterbo; si avvalgono della collaborazione di un viterbese che si occupa di prelevare le donne alla stazione ferroviaria al loro arrivo a Viterbo, di accompagnarle negli appartamenti e portarle ogni sera sul posto di lavoro; percepiscono parte del compenso che le donne ottengono per le prestazioni sessuali, che avvengono nel locale ovvero al di fuori.

Le botte Nel corso delle indagini è emerso un episodio inquietante: alcuni avventori del night, sotto l’effetto di cocaina, al rifiuto di una giovane lituana di avere un rapporto sessuale con loro, la malmenano pesantemente, tanto che è costretta a scappare. Poi con l’aiuto dei gestori del locale, che hanno temuto che la donna potesse denunciare l’accaduto, la donna lascia Viterbo, senza neppure ricorrere alle necessarie cure mediche per le accertate lesioni patite.

 

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