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Home » Ragazzi autistici offesi, umiliati e picchiati: a Collestrada l’inferno finisce con gli arresti

Ragazzi autistici offesi, umiliati e picchiati: a Collestrada l’inferno finisce con gli arresti

di Fabio Toni
17 Dicembre 2022
in Ambiente e salute, Apertura 5
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
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Abusi fisici e psicologici – ovvero maltrattamenti – nei confronti degli ospiti della comunità di alloggio per disabili Forabosco di Collestrada (Perugia): sulla base di questa accusa, i carabinieri del Nas di Perugia – guidati dal maggiore Sergio Riccardi – nella mattinata di venerdì hanno arrestato tre persone, ora ristrette ai domiciliari su ordine del gip. L’indagine – spiega la procura di Perugia che l’ha coordinata – «ha potuto contare su attività tecniche di intercettazione ambientale audio e video» e ha consentito «di svelare molteplici condotte, con veri e propri abusi fisici e psicologici» ai danni di persone affette da autismo.

Chi assisteva in silenzio

«Gli indagati – prosegue l’autorità giudiziaria – venendo meno ai loro obblighi, avrebbero posto in essere, in maniera sistematica, una serie di atti di umiliazione quali condotte vessatorie fisiche e verbali, intimidazioni anche mediante strattoni, percosse, insulti, lancio di oggetti, calci, schiaffi e pugni. Gli episodi di maltrattamenti e violenza si sarebbero verificati in presenza di altri ospiti disabili e talvolta anche dinanzi ad altri operatori che ne omettevano la denuncia».

Altri indagati oltre gli arrestati

«All’interno della struttura – spiegano gli inquirenti – è stata poi accertata l’inesistenza di qualsivoglia attività ludico/ricreativa. In caso di ‘punizione’, i più irrequieti venivano costretti con la forza a rimanere per lunghi periodi, e a volte anche per l’intera giornata, seduti su poltrone e divani. Sono state eseguite perquisizioni anche nei confronti di altri soggetti indagati ma non raggiunti dal provvedimento cautelare». Oltre ai tre arrestati, risultano altre quattro persone indagate a piede libero mentre gli accertamenti dell’autorità giudiziaria non si fermano e potrebbero portare anche al coinvolgimento di altri nell’indagine.

La nota del Comune

L’amministrazione comunale di Perugia «ha appreso dalla stampa del gravissimo fatto accaduto all’interno di una struttura per disabili gravi ed esprime vicinanza ai giovani, vittime di u sopruso inimmaginabile in un ambito dove le persone con disabilità dovrebbero essere centro di una attenzione umana, professionale ed etica senza confini». L’amministrazione «condanna dunque fermamente quanto accaduto e seguirà con attenzione l’evolversi della situazione, auspicando che la magistratura possa rapidamente giungere all’accertamento delle responsabilità». Esprime al contempo «vicinanza a quanti quotidianamente seguono con impegno e responsabilità persone fragili e con loro perseguono obiettivi di autonomia e inclusione».

Chi sono arrestati e indagati

Le tre persone finite ai domiciliari – secondo quanto riporta sabato Il Corriere dell’Umbria – sono due educatori e un operatore sanitario del centro diurno: si tratta in particolare di un 34enne originario di Brindisi, di un 44enne di Perugia e di un 54enne del frusinate. Tra gli altri quattro indagati ci sono invece la direttrice sanitaria della struttura, una psichiatra ed altri operatori. Questi ultimi, pur essendo a conoscenza dei maltrattamenti, non sarebbero intervenuti né avrebbero denunciato. L’indagine avrebbe invece preso le mosse dalla denuncia del padre di uno dei ragazzi ospiti del centro, accortosi di vari ecchimosi alle parti intime del figlio e di altri parti del corpo tumefatte.

Le accuse

Le vittime delle violenze sarebbero state infatti colpite con calci, pugni e schiaffoni in volto, ma anche prese per i capelli e per il collo, oltre che fatte bersaglio di spinte e lanci di scarpe. Maltrattamenti fisici a cui si sarebbero aggiunti quelli morali psicologici: insulti, mortificazioni e minacce, ma anche ‘punizioni’, come l’essere abbandonati a sé stessi per ore. Condotte, queste, che i militari del Nas di Perugia hanno registrato attraverso i filmati delle telecamere piazzate nel centro durante le indagini, i cui terribili frammenti sono descritti nell’ordinanza che ha disposto la detenzione ai domiciliari dei tre, firmata dal gip Margherita Amodeo.


IL POST DEL MINISTRO PER LE DISABILITÀ LOCATELLI

«Prevedere l’obbligo di telecamere»

«Prevedere l’obbligo di telecamere – la nota del capogruppo della Lega in consiglio regionale Stefano Pastorelli – in case di riposo, asili nido e in comunità alloggio per garantire la sicurezza di anziani, disabili e bambini: questo l’obiettivo che ci siamo prefissati e sul quale oggi sono intervenuti anche il Segretario federale della Lega Matteo Salvini e il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, ribadendo il loro impegno in tale direzione. Un ringraziamento alle forze dell’ordine – spiega Pastorelli – che al termine di una intensa attività di indagine hanno arrestato tre operatori con l’accusa di maltrattamento ai danni di persone con disabilità ospitate in una comunità alloggio di Perugia. Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire episodi di abusi fisici e psicologici grazie all’installazione nella struttura di telecamere. Purtroppo non è la prima volta che accade in Umbria come nel resto d’Italia. Se questa ipotesi investigativa fosse confermata si tratterebbe dell’ennesimo episodio di umiliazioni e vessazioni perpetrate nei confronti dei più deboli, persone con disabilità in questo caso, che non possono difendersi o denunciare prontamente l’accaduto. Spesso sono i familiari ad accorgersi degli abusi in seguito alle conseguenze fisiche o psicologiche riportate dal loro caro. Come Lega da tempo stiamo lavorando per far sì che ci sia un impegno del Governo nazionale a prevedere l’obbligatorietà di sistemi di videosorveglianza in asili, scuole, case di riposo e comunità alloggio. Telecamere che possano fungere da deterrente a questi atti spregevoli ed eventualmente consentire di individuare prontamente i responsabili. Siamo convinti che il 99,9 per cento di insegnanti, educatori e operatori facciano bene il loro lavoro, con professionalità, rispetto e amore nei confronti dei bambini e degli anziani e che da questo provvedimento non abbiano nulla di cui temere. Purtroppo ci sono delle ‘mele marce’ che vanno identificate e punite. Ringraziamo il Segretario Federale della Lega Matteo Salvini e il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli – conclude – per aver espresso ancora una volta la volontà di procedere nella direzione auspicata superando burocrazia e i ‘no’ di certa parte politica».

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