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Home » Siringhe al parco: «Emergenza vera»

Siringhe al parco: «Emergenza vera»

di Lucina Paternesi
26 Luglio 2018
in Cronaca, Dal territorio
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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La denuncia dei genitori non è caduta nel vuoto. Hanno fatto – c’era da aspettarselo – il giro delle bacheche social di tutta la città le foto pubblicate nei giorni scorsi del parco Chico Mendez di Perugia dove, in pieno pomeriggio, quattro ragazzi si sono iniettati droga davanti genitori e bambini, nonché anziani, nel bel mezzo dell’area verde dietro via Cortonese.

Consumo di droga in pieno giorno

Buchi in pieno giorno Ora la vicenda finisce anche in consiglio comunale, dove la consigliera del Partito democratico Emanuela Mori ha presentato, giovedì, un’interrogazione alla giunta. «I fotogrammi pubblicati sui giornali locali di quanto accaduto al parco Chico Mendez, ci danno l’idea di quanto il tema del consumo di droga, dello spaccio e della presenza di siringhe usate, sia non solo attuale, ma in grado di generare nei cittadini un senso di grande insicurezza reale e percepito. Sono immagini che non possono e non devono lasciare indifferenti e che possiamo definire tremende non solo per la visibilità dell’atto del bucarsi, ma perché si tratta di un parco pubblico, di una domenica pomeriggio e perché sono ragazzi poco più che ventenni che gettano così la loro vita».

Fenomeno presente «Occorre da parte dell’amministrazione – continua il consigliere Emanuela Mori – una diversa presa di coscienza rispetto a quella del governo in emergenza del singolo episodio. E’ un fenomeno, questo, che si sposta da un quartiere all’altro, a seguito dei controlli, ma che è tuttavia presente. Dobbiamo garantire ai cittadini la possibilità di vivere i parchi e i quartieri in sicurezza, senza sentire la necessità di autotutelarsi».

Al parco Chico Mendez

Siringhe e controlli Soprattutto, prosegue la consigliera Pd, le immagini scattate al parco non ritraggano un episodio che si può definire isolato perché altri parchi e altre zone sono stati interessati dal ritrovamento di siringhe nelle ultime settimane, tanto da far asserire agli stessi cittadini che c’è una situazione di emergenza e che è necessario unirsi per fare tutto quello che un cittadino può fare, come continuare a frequentare i parchi o ad organizzare piccoli presidi. «Ma è l’amministrazione che deve intervenire al più presto e con misure efficaci. Occorre che l’amministrazione sia consapevole il tema delle siringhe, tra l’altro tema sensibilissimo per la presenza di scuole accanto a molti dei parchi, rappresenta un problema che non scompare, ma spesso si sposta da un quartiere all’altro a seguito di un periodo di maggiori controlli in determinate zone (vedi retate a Fontivegge e alla Verbanella) o a causa di maxi presidi per determinate manifestazioni (come è accaduto in centro durante  Umbria Jazz). Un problema quindi che non si può considerare risolto perché sommerso o non più presente in determinati quartieri, ammesso che così sia».

Presidi Per questo, secondo la consigliera, l’amministrazione è chiamata a mettere in atto presidi adeguati e attivi nei parchi pubblici della città e delle sue periferie per restituire ai cittadini la possibilità di usufruirne senza timori e in libertà. «È necessario garantire misure ed interventi concreti, anche partendo da una manutenzione accurata dei parchi stessi per quanto riguarda la fruibilità, ma senza tralasciare gli altri aspetti evidenziati da queste tristi e toccanti immagini che hanno risvolti sociali, educativi, di sicurezza reale e percepita e che richiamano l’Amministrazione ad una azione complessa, ragionata, strutturata e sostenuta da un’idea di governo puntuale e chiara, non fumosa come oggi appare, non basata sull’espediente né tanto meno sulla momentanea soluzione del caso singolo».

 

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