Treofan, nuovo sit-in. Lombardini (Pd): «Che fine fa la susteinable valley umbra?»

Terni – Nuova protesta dei lavoratori che non vedono novità all’orizzonte

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Nuovo sit in e nuova protesta per i lavoratori ex Treofan che, oltre a non vedere novità all’orizzone, temono fortemente che la voro vicenda lavorativa, personale e sociali finisca nel dimenticatoio. Da qui l’azione messa in atto venerdì mattina fuori dai cancelli di piazzale Donegani. Sulla questione si registra l’intervento del Pd attraverso Daniele Lombardini, responsabile lavoro a livello regionale. «Da Giorgetti ad Urso – scrive Lombardini -, dal Mise al ministero delle imprese e del made in Italy. Cosa cambia – si chiede – per i lavoratori umbri coinvolti nelle crisi industriali? Quale destino per quelli dell’ex Treofan che hanno partecipato al sit in di questa (venerdì, ndR) mattina? Si alternano i protagonisti ma il copione è sempre lo stesso: incertezza, silenzi e cassaintegrazione (peraltro sicura solo fino a febbraio 2023). Si succedono i liquidatori, ma non emerge un piano industriale, tantomeno un progetto organico di reindustrializzazione del polo chimico di Terni. Impalpabile in questi anni il ruolo giocato dalla presidente Tesei – attacca il responsabile lavoro del Pd Umbria -, dall’assessore Fioroni e dal sindaco Latini. Nessun protagonismo nella dolorosa vicenda che ha coinvolto 120 lavoratori e le loro famiglie, al di là di millantate telefonate con il collega di partito leghista a capo del ministero competente. Relazioni dirette e informali che non sembrano aver portato a grandi successi. Residuale e ostentatamente sofferto il confronto con le parti sociali, dimostrazione plastica di quanto la destra umbra tenga in considerazione la dimensione democratica e l’onestà intellettuale del confronto con territori e cittadini. In prospettiva la situazione potrebbe addirittura peggiorare. Che fine farà la susteinable valley umbra ora che la guida ministeriale è passata dalla Lega a Fratelli d’Italia? Difficile pensare ad un’accelerazione al calare dell’omogeneità politica di quanti dovrebbero (il condizionale è d’obbligo a questo punto) occuparsi della vicenda. Il tavolo al ministero va riconvocato al più presto, fare il punto è essenziale. Anche il presidente di Confindustria Briziarelli ha sottolineato, nella sua relazione all’assemblea generale dell’associazione, quanto l’economia circolare, con la valorizzazione del polo chimico di Terni, possa dare nuovo impulso alle imprese umbre. Il Partito Democratico dell’Umbria – conclude Daniele Lombardini – non intende assistere al depauperamento irresponsabile di un asset importantissimo per il rilancio dell’economia umbra e si impegnerà in tutte le sedi con i propri rappresentanti per il sostegno ai lavoratori ed allo sviluppo del territorio».

 
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