Cessione Novelli: «Diteci la verità»

Il senatore Stefano Lucidi (M5S) chiede di sapere «quali documenti, quali dati e quali parametri siano stati valutati per l’acquisizione»

Per essere un ‘messaggio di fine anno’ è davvero poco rassicurante: «A leggere i verbali del ministero sulla vicenda della cessione del gruppo Novelli, sorgono non pochi dubbi, a partire da quanto affermato o non affermato dalle amministrazioni locali, in particolare quelle di Terni, Spoleto ed Amelia».

Stefano Lucidi

Stefano Lucidi

Lucidi A dirlo è il senatore del M5S Stefano Lucidi, che spiega: «Dai verbali (disponibili qui) si può leggere testualmente quello che le amministrazioni hanno detto, e quindi fatto mettere nero su bianco. In particolare agli ultimi tre incontri al ministero erano presenti, distribuiti singolarmente nei vari incontri: per la Regione Umbria il vice presidente Paparelli e il dottor Andrielli; per il Comune di Terni il sindaco Di Girolamo; per il comune di Spoleto la vice sindaco Bececco, il presidente Panfili e l’assessora Campagnani; per il Comune di Amelia la sindaca Pernazza».

Le dichiarazioni Gli amministratori, segnala Lucidi, hanno espresso tutti in coro una generale incredulità per il ritardo della cessione dell’azienda causata dalla non firma di alcuni soci, ma in particolare dicono che «l’offerta di acquisizione del gruppo ricevuta è accoglibile – Panfili (Spoleto) – e offre la soluzione ai problemi del Gruppo»; per Di Girolamo (Terni), «l’offerta di acquisizione … offre prospettive di continuità e tutela occupazionale»; Bececco (Spoleto) giudica «incomprensibile l’atteggiamento dei soci che mettono a serio rischio un’azienda cosi importante»; per Andrielli (Regione Umbria), «la Regione si impegna a lavorare a supporto del Cda in questa fase di transizione e nella successiva per supportare i nuovi investitori».

NovelliLe questioni aperte Il senatore umbro, quindi, ragiona così: «Partendo dal presupposto che stiamo parlando di un’azienda storica e centrale per il panorama economico umbro, e che ha, come primo elemento fondamentale di tutela, quello delle circa 500 persone coinvolte direttamente, che hanno alle loro spalle altrettante famiglie, oltre alle linee di indotto necessarie alle attività dell’azienda e senza dimenticare i risvolti sociali e sanitari che una crisi di questa realtà può determinare, mi sembra opportuno rivolgere agli amministratori che si sono espressi al tavolo di crisi al ministero alcuni chiarimenti. In particolare quali fatti, quali documenti, quali dati e quali parametri siano stati valutati per esprimere le valutazioni fatte circa l’offerta presentata per l’acquisizione del Gruppo Novelli; cioè in base a quali criteri e sotto quali garanzie hanno giudicato l’offerta ricevuta congrua al mantenimento dei siti produttivi e alla tutela dei lavoratori e della situazione sociale connessa. Il dubbio che emerge è infatti che i dati a disposizione siano davvero pochi, e quindi è lecito chiedersi quale tipo di valutazione i nostri amministratori abbiano fatto».

La domanda Questo dubbio, conclude Lucidi, «è rafforzato anche da quanto emerge nella nota sindacale emanata a valle dell’incontro decisivo; nella nota infatti si legge: “ … le parti si incontreranno entro il mese di gennaio 2017 per esaminare dettagliatamente il piano industriale e i progetti per il futuro”. Sarebbe gradita quindi una risposta pubblica, possibilmente dettagliata da parte di Paparelli, Andrielli, Di Girolamo, Bececco, Panfili, Campagnani, Pernazza, anche per capire che ruolo hanno quando partecipano a questi tavoli al Ministero, visto che a noi non ci fanno entrare mentre a loro sì».

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