Norcia, ‘toto-casette’: ecco a chi vanno

Assegnate le prime 17 su 20: altre tre andranno a famiglie con portatori di handicap: «Noi non siamo numeri» dice Benedetta Amicucci, che dal 24 agosto non ha rimesso più piede a casa sua, a Norcia

Per ora ne hanno assegnate 17 su 20, perché tre dovranno andare a famiglie con portatori di handicap – ci sono nove richieste – e il sorteggio in questo caso avverrà in forma riservata. Ma intanto, nel pomeriggio di mercoledì, le prime Sae hanno trovato le famiglie che le potranno occupare.

La lotteria I primi 12 a conquistare il diritto ad una ‘casetta’ da 40 metri quadrati (altre due Sae sono riservate alle famiglie con portatori di handicap) sono stati Natale Recchi, Isabella Alemanno, Renato Imperatori, Fiorella Magrelli (che ha rinunciato), Luigina Recchi, Giuseppe Regoli, Enrico Ossoli, Finizia Di Giovambattista, Roberto Bellanca, Carla Gradolini, Catello Ciaravolo, Marina Tozzolini. Sono anche state estratte cinque così dette ‘riserve’ che subentreranno nel caso ci siano altre rinunce: Emanuele Terziani, Roberto Bucci, Morena Salvatori, Luigi Marchetti, Ciara Cippitelli. Per quanto riguarda le cinque ‘casette’ da 60 metri quadrati – la sesta è anche in questo caso riservata alle famiglie con portatori di handicap – invece, la fortuna ha assistito Mario Battilocchi, Valerio Sasanelli, Michela Serafini, Roberto Mancini, Francesco Spanicciati. Tre, in questo caso, le ‘riserve’: Gustafi Butar, Adriana Catalli, Benedetto Silvestri.

Le proteste Nel giorno dell’estrazione, al Trasimeno, dove ci sono tanti sfollati che hanno trovato un rifugio negli alberghi della zona dopo aver perso la propria casa, monta però la rabbia. Mancano le comunicazioni ufficiali e mancano soprattutto tante risposte ai cittadini. E l’assegnazione tramite estrazione, attraverso la rabbia e la frustrazione per aver perso tutto e sentirsi dimenticati da tutti, diventa una lotteria che non piace. «Le feste sono finite, noi non siamo numeri, che modo è di assegnare le case?» si domanda Benedetta Amicucci, che dal 24 agosto non ha rimesso più piede a casa sua, a Norcia.

LA LISTA DEGLI AVENTI DIRITTO

Norcia

Norcia

L’estrazione Nonostante la sua abitazione abbia riportato ingenti danni e, dopo i sopralluoghi, sia stata classificata con la lettera E la sua famiglia non è nella lista delle prime 89 famiglie da cui verranno estratti i primi 20 fortunati che, su carta almeno, dato che i lavori non sono ancora stati completati, avranno una casa. «Sembra una presa in giro e la lista pubblicata dal Comune è sbagliata, ce l’ha confermato anche il vicesindaco Altavilla. – racconta amareggiata –  Siamo riusciti a parlare solo con lui perché il sindaco è proprio sparito, lo abbiamo visto fino a che in questa struttura era ospite anche il padre. Allora veniva, poi non si è fatto più vedere e al telefono si nega sempre». Questa è un’assegnazione, non è un’estrazione dicono gli ospiti della struttura Tre isole a San Feliciano sul Trasimeno, un’ottantina di persone che, eccetto due o tre, non sa ancora quando avrà una casa.

Il premier entra in una Sae

Il premier entra in una Sae

I Sae A seguito dell’ordinanza del 10 gennaio l’assegnazione, come spiega una nota del comune, verrà fatta in base al numero e alla tipologia dei moduli abitativi: «14 moduli da 40 mq., di cui 2 per disabilità per famiglie composte da 2 elementi; 6 moduli da 60 mq, di cui 1 per disabilità, per famiglie composte da un massimo di 4 elementi. Non è ancora possibile assegnare le Sae. a nuclei familiari più numerosi perché nell’area di Viale XX settembre, non erano previsti moduli da almeno 80 mq».

Assegnazioni «La lista è sbagliata perché prevede l’assegnazione di una casa da 80 metri quadrati ad un nucleo familiare di cinque persone, ma il capo famiglia è partito e ha lasciato Norcia, è andato a cercare lavoro in Germania e sta tornando ora qua per questa assegnazione che non ci sarà. Nessuno lo ha avvertito che non esiste una struttura da 80 metri quadrati. Chi gli ripagherà il viaggio?». E poi, ancora, con quali criteri siano state fatte le assegnazioni qui sembra un mistero. «Io ho un bambino piccolo – racconta ancora Bendetta – il 24 agosto, durante la prima scossa, mio figlio aveva appena 12 giorni. La casa ci stava cadendo addosso, due volte l’ho tirato fuori dalle macerie, aveva tutti calcinacci addosso e sulla carrozzina, non so come si è salvato. Ci sono delle priorità, avevano detto che prima avrebbero dato la precedenza a bambini, anziani e disabili ma nella lista delle prime assegnazioni ci sono nuclei familiari singoli. Come prendono le decisioni?».

Il Presidente Mattarella in una 'casetta'

Il Presidente Mattarella in una ‘casetta’

Criteri Assieme alla sua famiglia ce ne sono tante altre ospitate negli hotel vicino al lago. «Ci sono persone che partono la mattina alle 6 perché lavorano a Norcia e fanno 140 chilometri all’andata e 140 al ritorno. Perché non si dà priorità anche a chi ha ancora un lavoro? Chi rimborsa queste spese? Io lavoravo all’agriturismo Il casale degli amici ma al momento è chiuso e deve fare i lavori quindi sono stata licenziata con la promessa che, se riescono a riaprirlo per Pasqua e ci sarà gente, tornerò a lavorare. Al momento sono bloccata in questo albergo, senza lavoro, con quattro bambini piccoli e non ho mai ricevuto alcun contributo. Mio marito fa il muratore ma ora non più lavorare neanche lui perché è troppo freddo. La nostra casa è sempre in procinto di cadere e è stata classificata con danni di tipo E ma nonostante ciò non siamo stati presi in considerazione per essere tra i primi a poter avere un tetto sopra alla testa».

Casette Mentre secondo il comune, la scelta dell’estrazione è l’unica adatta a garantire trasparenza e equità agli utenti che, a fine gennaio, dopo le ultime verifiche da parte dei tecnici e l’allaccio delle utenze potranno entrare finalmente nei moduli, per chi è rimasto fuori resta solo l’amaro in bocca. «In quella lista ci sono amici degli amici e parenti – prosegue nello sfogo – e mi va anche bene perché io sono contenta se tutti abbiamo una casa. Però vorrei capire con quali criteri fanno questa estrazione del lotto. Ma che siamo numeri? La Regione non paga più le strutture in cui siamo ospitati e tutti dovranno andarsene, la proprietaria di questa struttura ha detto che comunque non ci caccerà di casa. Io però ho solo ricevuto una lettera con la liquidazione di 600 euro ma i soldi non sono mai arrivati. Come dobbiamo vivere noi?».

Siamo abbandonati Intanto dall’amministrazione si affrettano a a garantire «eguale velocità nel posizionamento degli altri moduli Sae nelle aree già in corso di urbanizzazione, per così chiudere la prima parte dell’emergenza». «Ma a noi nessuno dice niente. E poi non tutti hanno internet, siamo isolati. Le notizie ci arrivano col passaparola, tramite telefonate. Eppure quando cercavano il mio voto sapevano dove vivevo e mi venivano a bussare a casa. E ora, invece, nessuno ci chiama per dirci come stanno messe le cose». Non ho visto dare precedenza ai bambini, non ho visto neanche dare precedenza agli anziani o alle donne incinta. Neanche ai naufraghi si riserva questo trattamento, ci sentiamo sopra una zattera in mezzo alla tempesta. E nessuno ci porta un aiuto».

Protezione civile Sul sito istituzionale è stata pubblicata una nuova nota: «I cittadini delle zone colpite dal terremoto hanno tempo fino al 16 gennaio per richiedere il sopralluogo di agibilità sulle loro abitazioni o attività produttive. La richiesta va presentata al Comune o al Coc – centro operativo comunale utilizzando il Modello Ipp – istanza di sopralluogo per edifici/opere pubbliche, privati. A tal proposito pubblichiamo nella sezione “Terremoto Centro Italia” una serie di domande e risposte sulle verifiche con procedura Fast e Aedes, che recepiscono le novità introdotte dalla circolare del 28 dicembre 2016 sulla prosecuzione dei sopralluoghi di agibilità coordinati dalla Dicomac. Dal 28 dicembre 2016 è in vigore, infatti, una nuova procedura rispetto ai mesi scorsi: per i cittadini che non hanno mai ricevuto verifiche, il primo sopralluogo eseguito da squadre di tecnici incaricati dalla Dicomac sarà di tipo Fast cioè una verifica di tipo speditivo. A seguito di questo sopralluogo se l’edificio viene giudicato “utilizzabile” i cittadini potranno rientrare in casa; se invece l’esito è “non utilizzabile” è necessario richiedere a un professionista la verifica con scheda Aedes accompagnata una perizia giurata. Sarà questa seconda verifica che determinerà il tipo di inagibilità e quindi permetterà al cittadino di richiedere il contributo ai fini della riparazione, ripristino o ricostruzione della sua abitazione. Se invece il sopralluogo non può essere eseguito, i tecnici possono fissare d’ufficio un secondo appuntamento per verifica Fast o Aedes in alcuni casi particolari stabiliti dalla squadra. A questa nuova procedura fanno eccezione gli edifici di Amatrice, Accumoli e Arquata per cui, a completamento delle verifiche iniziate dopo la scossa del 24 agosto, viene direttamente eseguito il sopralluogo con Aedes. Questi e altri casi particolari sono affrontati nelle nuove domande e risposte sulle verifiche di agibilità».

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