Provincia di Terni, Forza Italia ‘frigge’

Raffaele Nevi, presidente del gruppo in Regione e Sergio Bruschini, coordinatore provinciale sono su posizioni diverse

Non si placano le polemiche – interne a Forza Italia, ma che coinvolgono l’intero centrodestra – sulla gestione delle elezioni per la Provincia di Terni. Raffaele Nevi e Sergio Bruschini sembrano avere opinioni ‘leggermente’ diverse.

Le «falsità» Qualcuno, dice il presidente del gruppo di Forza Italia in Regione, «continua a dire falsità assolute sulle provinciali che trovano spazio anche su alcuni giornali……siccome non sopporto le bugie faccio alcune precisazioni e poi la chiudo qui! Non è vero che il centrodestra alle scorse elezioni fu unito al contrario di questa volta. Le liste anche l’altra volta furono due e i consiglieri eletti furono, come è successo questa volta, 1 di Forza Italia e 1 dei Fratelli d’italia. Poi fu eletto 1 consigliere delle liste civiche. Solo chi è in malafede può dire che io ho favorito la spaccatura del centrodestra: tutti sanno quanto abbia cercato di evitare quel maledetto veto espresso dai vertici dei partiti FI e FDI su Alessandro Fani (candidato di punta della lista civici+lega) che, come ha dichiarato il leader del movimento civico (Stefano Olimpieri), ha determinato la nascita della seconda lista».

La morale Secondo Nevi, la morale che se ne ricava è che «la cosa fondamentale è fare tesoro degli errori commessi su questa vicenda e cercare di tenere unito il centrodestra scegliendo di volta in volta le persone migliori che possono attrarre più consenso. Il modello Perugia e Amelia, ma anche il modello usato nelle ultime elezioni regionali, devono essere il nostro faro, per fare questo occorre evitare persone che vivono solo per mettere zizzania».

Bruschini Dentro Forza Italia, però, sembra aleggiare la tensione: «il percorso seguito dal centrodestra, in modo particolare da FI e FdI – dice il coordinatore provinciale di Terni, Sergio Bruschini – è stato quanto di più condiviso, rispettoso di unità e chiarezza. Ferranti e Pimpinelli, come era da subito concertato, a conoscenza di tutti anche degli altri rappresentanti della lista, erano i candidati di punta, ove far convergere le preferenze per garantirne l’elezione, gli altri avrebbero svolto un ruolo di complemento e rappresentatività territoriale».

Gli accordi Per questo, spiega Bruschini, «sulla scorta di questo accordo, ad Amelia addirittura i consiglieri di FI hanno votato per rispetto di quanto concordato, il candidato di FdI. Ferranti, innegabile, non è stato eletto anche per dovere di correttezza degli accordi, non certo per debolezza di rappresentatività. Capisco poi parlando dei problemi di FI, che in un partito ci possono essere posizioni diverse ma queste una volta discusse negli organismi preposti e presa una decisione, quella deve esser mantenuta da tutti possa o no piacere, ancor più grave, poi se addirittura si agisce affinché la posizione si affermi comunque, giungendo a dividere il partito, sulle decisioni gia assunte nel direttivo provinciale e concertato nel regionale e ovviamente nei tavoli comuni con gli alleati».

Ferranti Il capogruppo Ferranti, rivendica il coordinatore provinciale di Forza Italia, «ha agito responsabilmente dando disponibilità di servizio a spendersi e a metterci la faccia per un’elezione, che non interessava a nessuno ma che in un momento di particolare situazione politica amministrativa su Terni poteva rappresentare un valido riferimento di centrodestra dello stesso consiglio comunale, in questo ente. Con estrema correttezza, ha fatto nei modi e nei tempi, e negli organismi dovuti, tutti i passaggi per giungere alla candidatura, con il consenso di tutti anche se con dei distinguo naturalmente».

Il dibattito Secondo Bruschini, «egli addirittura è partito per proporsi proprio dal gruppo consigliare ternano che da subito gli ha dato l’ok. Ferranti è quindi più saldo che mai nel suo ruolo con il consenso del coordinatore provinciale e regionale, e del partito, per il lavoro svolto come capogruppo mai come ora positivo e propositivo e per il comportamento tenuto responsabile e corretto. Discuteremo ovviamente, al nostro interno però, senza alimentare gossip spero, producendo quegli aggiustamenti che impediscano il reiterarsi di questi problemi che inutile nasconderlo ci sono stati. Il partito sapra rafforzarsi anche e soprattutto nelle difficoltà. Questa è la scommessa principale per le altre sfide che ci attendono, Narni in primis».

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