Umbria, poco lavoro: cresce la povertà

Il bilancio della Cgil di Perugia per il 2016: «Crollo delle assunzioni e progressivo impoverimento. Servono nuove politiche»

La assunzioni a tempo indeterminato crollano, i voucher si moltiplicano. E mentre i giovani se ne vanno,  gli umbri sono sempre più poveri. È un quadro a tinte fosche quello che dipinge la Cgil di Perugia, presentando alla stampa il bilancio dell’anno 2016. Dopo una frase di lieve ripresa, i dati tornano ad essere negativi e il sindacato si prepara a prendere provvedimenti: «Siamo scarichi per come è andato questo 2016 – ha detto il segretario generale della Camera del lavoro di Perugia Fabrizio Ciavaglia – ma pronti ad affrontare il 2017 con lo strumento che abbiamo a disposizione, quello della protesta».

PARLA FILIPPO CIAVAGLIA – VIDEO

cgil-perugia-bilancio-fine-anno-28-dicembre-2016Impoverimento Secondo gli ultimi dati Istat, in Umbria sembra essere esploso il fenomeno delle diseguaglianze sociali. Nel 2016, infatti, sti stimano intorno a 240 mila gli umbri a rischio povertà, dei quali 180 mila solo nella provincia di Perugia: un dato in aumento del 6,6% rispetto al 2014. Si tratta di numeri preoccupanti per la Cgil, che rischiano «di far saltare la coesione sociale, una delle caratteristiche della nostra regione».

Assunzioni e voucher Ma il dato più allarmante, perché molto al di sopra della media nazionale, riguarda il drastico calo delle assunzioni a tempo indeterminato. Se in Italia sono scese del 20,9%, in Umbria c’è stato un crollo del -42,8%: nei primi 10 mesi del 2016, infatti, sono state poco più di 10 mila, contro le circa 17.700 dello stesso periodo del 2015. E solo il 18,2% delle nuove assunzioni hanno portato ad un contratto a tempo indeterminato. Ciò che invece sta dilagando, proprio come avviene in tutta Italia, è l’utilizzo dei voucher. Ne sono stati emessi più di 2 milioni nei primi 10 mesi dell’anno, il 33% in più rispetto al 2015: secondo stime della Cgil, sarebbero «circa 30 mila i lavoratori umbri che hanno sperimentato questa nuova forma di sfruttamento».

Giovani Ad essere colpiti dalla crisi e dal lavoro pagato in voucher, anche in Umbria, sono soprattutto gli under 29. I cosiddetti ‘voucheristi’ sotto i 30 anni, infatti, sono circa 10 mila ma molti di loro hanno deciso di andarsene all’estero o in altre regioni d’Italia. Dei circa 6 mila residenti a Perugia che hanno lasciato la città, circa 1500 sono giovani. «In Umbria – ha ripetuto Ciavaglia – c’è bisogno di creare nuove opportunità di lavoro e di politiche con effetti duraturi, non come quelli del Jobs act. Le risorse nella regione ci sono e si possono ricostruire uguaglianze, noi siamo pronti a mettere in campo iniziative per spronare la politica».

Terremoto Inevitabile poi, per la Cgil, parlare del sisma che tra il 24 agosto e il 30 ottobre ha colpito un’area di 300 chilometri quadrati e circa 12 mila persone. Ciò che più preoccupa il sindacato, oltre all’emergenza che durerà ancora mesi, è lo spopolamento della Valnerina. «Più di un terzo della popolazione colpita ha più di 65 anni – ha sottolineato Ciavaglia – e dei circa 650 alunni che frequentavano le scuole  a Norcia e negli altri paesi, solo meno di 400 hanno continuato». Per questo, per una vera ricostruzione, «occorre un progetto per ripopolare quel territorio e per ricreare il tessuto economico».

Vertenze Critica è anche la situazione sul fronte delle imprese. Tante sono le vertenze del 2016 ancora aperte. In particolare la più grande dell’Italia centrale, quella della ex Merloni, rischia di chiudersi con un nulla di fatto, con centinaia di lavoratori con coperture salariali finite o in via di esaurimento. Per la Novelli, invece, si è conclusa la vendita a un gruppo calabrese e la Tagina è stata assorbita da un fondo di provenienza cinese. Le prospettive più preoccupanti sembrano invece essere quella della Cementir – con il piano che riduce a 15 i 42 gruppi in Italia – e quella di Trg (Tele Radio Gubbio) che dovrebbe tagliare quasi la metà del personale sia giornalistico che tecnico. «Da quando è iniziata la vertenza non si è mosso nulla – ha detto il sindacato – e l’emittente ha comunicato il ridimensionamento del personale. La crisi delle aziende giornalistiche è un cattivo segnale per l’informazione della nostra regione».

Iniziative per il 2017 «Dopo i recenti attentati terroristici – ha infine annunciato la Cgil – ad anno nuovo avanzeremo all’amministrazione comunale i nostri progetti, metteremo a disposizione i nostri luoghi per mandare un messaggio di sicurezza, ci faremo portatori di iniziative di interesse culturale per diversi soggetti». Qualcosa di analogo, insomma, all’evento di Gualdo Tadino sulle migrazioni, che era partito dalla storia dei migranti che molti anni fa partivano dall’Umbria per capire meglio i meccanismi attuali. Ma l’altro tema su cui la Cgil è maggiormente impegnata è la campagna per i referendum per i diritti, per abrogare l’uso dei voucher e le norme che impediscono il reintegro in caso di licenziamenti illegittimi. «Già nel mese di gennaio saremo nei territori con una serie di iniziative per dare la massima informazione possibile ai cittadini».

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