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Home » Centrale di Bastardo: «Regione dove sei?»

Centrale di Bastardo: «Regione dove sei?»

di Marco Torricelli
29 Settembre 2016
in Dal territorio, Economia, Imprese, Lavoro, Opinioni, Politica
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
La centrale Enel di Bastardo

La centrale Enel di Bastardo

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dei sindacati Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil dell’Umbria

Le Segreterie Territoriali e Regionali dell’Umbria di FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL, UILTEC-UIL esprimono un forte disappunto nei confronti della Regione per aver disatteso gli impegni presi il 9 febbraio alla riunione con il Vice Presidente della Regione dell’Umbria e assessore Fabio Paparelli, che alla presenza di Enel, delle Organizzazioni Confederali e di Categoria dell’Umbria e dei Sindaci dei territori interessati prendeva l’impegno di aprire con ENEL un confronto per discutere essenzialmente di piani e progetti di sviluppo per i siti umbri di generazione, prima di parlare di qualsiasi ipotesi di dismissione e/o ridimensionamento.

A garanzia di tale impegno la Regione riguardo il sito della Centrale di Bastardo, proponeva inoltre l’istituzione di una apposita Commissione Tecnica composta da Regione, Enel, Comune di Giano dell’Umbria, Comune di Gualdo Cattaneo e da un tecnico di Sviluppumbria.

Ad oggi stiamo ancora aspettando la nascita di questa commissione.

Il disappunto è anche relativo al fatto di aver dimostrato solo “meri proclami e false intenzioni” in quanto nel frattempo Enel in data 8 aprile 2016 ha presentato alle Segreterie Nazionali di FILCTEM-FLAEI-UILTEC un documento nel quale conferma la chiusura definitiva dell’Impianto di Bastardo entro la data del 31/12/2016, anticipando i tempi rispetto alle autorizzazioni dell’Aia, ed un forte ridimensionamento dell’organico della Centrale di Pietrafitta al punto tale da compromettere la messa in esercizio della stessa.

La Regione ha completamente ignorato la nostra richiesta urgentissima di incontro del 28 aprile, con la quale le Organizzazioni Sindacali Regionali portavano a conoscenza dell’Istituzione di quanto Enel stava da lì a breve decidendo per questi Impianti con le conseguenze negative immaginabili, per i lavoratori e per il territorio.

A QUESTO PUNTO SORGE SPONTANEA UNA DOMANDA:
Regione e comuni interessati, concordano di fatto con il piano di dismissione di ENEL oppure no?

NOI SICURAMENTE NO !!!

Finora l’atteggiamento tenuto ci fa palesare addirittura che tutti siano concordi e che questa decisione viene presa, ancora una volta a scapito dei lavoratori dell’ENEL, delle Ditte che lavorano internamente agli Impianti e di tutto l’indotto rischiando di favorire cosi gli interessi di pochi a scapito di progetti che favoriscano invece l’intera comunità.

FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL, UILTEC-UIL condannano fermamente qualsiasi azione da parte di ENEL (tra cui la futura e imminente lettera di dismissione al Ministero dell’Industria, o sospensione della produzione e trasferimento del personale) e da parte dei vari soggetti Istituzionali, sia Regionali che locali, che di fatto hanno disatteso tutti gli impegni presi fino ad oggi.

Per questi motivi la FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL, UILTEC-UIL ribadiscono con forza che la presenza di ENEL in Umbria rappresenta una risorsa preziosa da salvaguardare a livello anche produttivo e sono assolutamente contrari a parlare di totali chiusure e/o vendite, ma nel contempo sono assolutamente disponibili a discutere di progetti innovativi che mirino anche ad un futuro basato sulla Green Economy, con una forte partecipazione di ENEL e l’eventuale coinvolgimento di imprenditoria locale.

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