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Home » Polizia provinciale: «Subito un incontro»

Polizia provinciale: «Subito un incontro»

di Simone Francioli
28 Gennaio 2016
in Attualità, Dal territorio, In evidenza, Politica, Riforma Province
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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«Un incontro urgente con Regione e Provincia per risolvere la situazione di incertezza riguardante il corpo di polizia provinciale». A richiederlo è la commissione consiliare bilancio-affari generali della Provincia di Perugia, presieduta da Roberto Bertini.

Numeri e incertezze La commissione si è riunita per fare il punto della situazione e ripercorrere sia le tappe normative che il bilancio del corpo di polizia. Il nodo principale, ha riepilogato il dirigente provinciale Michele Fiscella, riguarda la destinazione puntuale dei 95 agenti coinvolti, poiché non sono certi i numeridi quanti dovranno rimanere in capo alla Provincia, quanti andranno in Regione e quanti altri ancora nei Comuni o in altri enti. L’unica certezza invece è legata alla presenza nel portale nazionale voluto dal ministro Madia, fatto che desta molta preoccupazione tra i lavoratori.

Bertini Nella riunione si è parlato inoltre del tema degli agenti che risultano in eccesso, considerata la dimensione e il numero degli abitanti della provincia perugina: «La tipicità – ha spiegato Bertini – della nostra regione è, che pur essendo di piccole dimensioni, si hanno numerosi beni da vigilare e mantenere. Se ancora oggi abbiamo una qualità dell’ambiente buona lo si deve anche all’attività di controllo che vi è stata svolta da parte di tutti i soggetti preposti». Fiscella ha sottolineato poi come la superficie territoriale della provincia –  oltre 63 mila kmq ed articolata in 59 comuni – sia tra le più estese d’Italia e vede la presenza di cacciatori, pescatori, raccoglitori di funghi e cercatori di tartufi».

In merito all’aspetto faunistico-venatorio Fiscella ha proseguito parlando della presenza di 6 parchi naturali, 10 oasi di protezione, 36 zone di ripopolamento e cattura, 61 aziende faunistiche-venatorie ed agri turistiche venatorie e 400 allevamenti di selvaggina di vario tipo, per un’utenza potenziale di circa 20 mila cacciatori residenti a cui si aggiungono quelli provenienti da altre regioni. «Relativamente alla tutela – ha continuato – della fauna ittica e disciplina della pesca abbiamo 65 zone di protezione e frega, 8 zone di pesca a regolamento specifico, 13 campi di gara pesca sportiva».

Responsabilità «Il primo dato che andrebbe posto in essere – ha detto il consigliere Floriano Pizzichini – da un punto di vista politico è riallineare l’opinione pubblica per quanto riguarda i dati reali per le esigenze del territorio. I 508 dipendenti – ha continuato – sono un numero che è dato dal taglio del costo del personale, ma è ovvio che vi sono dei quadri che pesano più di altri. E allora si può ragionare sul numero dei dirigenti. Si tratta di una valutazione politica che spetta alla Provincia fare. Se una riorganizzazione prevedesse uno snellimento delle figure apicali si potrebbe riassorbire un numero di agenti maggiore». Il consigliere Giampiero Panfili, sulla responsabilità di Provincia di Perugia e Regione, ha affermato che «la mancanza della graduatoria per il trasferimento del personale che deve stilare la Provincia avrà come conseguenza un aggravamento del bilancio, mentre la Regione dal 1 dicembre 2015 non ha rispettato le deleghe relative al servizio della polizia provinciale. Deve finire – ha concluso – questo clima di galleggiamento: la cosa grave è che non si fanno più i controlli, ed ecco che serve un’azione forte di tenere aperto un tavolo con i soggetti interessati per risolvere la questione».

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