35 °c
Terni
29 ° Mar
25 ° Mer
UmbriaON
  • Home
  • Attualità
  • Cronaca
  • Eventi
  • Economia
    • Imprese
    • Lavoro
    • Statistiche
  • Opinioni
  • Politica
  • Sport
    • Calcio
    • Futsal
    • Rugby
    • Scherma
    • Altri sport
  • Foto
  • Video
  • Home
  • Attualità
  • Cronaca
  • Eventi
  • Economia
    • Imprese
    • Lavoro
    • Statistiche
  • Opinioni
  • Politica
  • Sport
    • Calcio
    • Futsal
    • Rugby
    • Scherma
    • Altri sport
  • Foto
  • Video
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
UmbriaON

Home » Foligno, il biodigestore provoca divisioni

Foligno, il biodigestore provoca divisioni

di Marco Torricelli
17 Settembre 2016
in Ambiente e salute, Attualità, Dal territorio
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
Condividi su FacebookCondividi su X (Twitter)Invia su Whatsapp

Posizioni decisamente contrastanti, a Foligno, sul biodigestore di Casone. Con Legambiente e M5S che sembrano distanti anni luce.

L’apertura Legambiente Umbria, dopo i due incontri promossi da Vus, Ati3 e Comune Foligno per presentare alle associazioni e ai cittadini il progetto di realizzazione di un biodigestore per il trattamento della frazione organica della raccolta differenziata di Casone di Foligno, mette ‘nero su bianco’ le sua valutazioni, destinate a far discutere.

Le valutazioni «Partendo da alcune prime valutazioni del progetto – commenta Maurizio Zara, ingegnere ambientale e vicepresidente di Legambiente Umbria – che stiamo comunque approfondendo attentamente, crediamo che partecipazione, corretta informazione, modalità di gestione dei rifiuti, qualità raccolta differenziata, qualità del compost compost, valutazione dei rischi e delle alternative, approccio scientifico, efficienza impiantistica, sono elementi chiave su cui enti, aziende, associazioni e cittadini dovrebbero aprire una riflessione».

LE CONSIDERAZIONI DI LEGAMBIENTE

I ritardi Legambiente «pone l’accento sul ritardo con cui Comune di Foligno, l’Ati3 e la Vus hanno avviato gli incontri con i cittadini e le associazioni». Secondo l’associazione ambientalista «è stata bruciata l’ennesima occasione per coinvolgere attivamente e proficuamente la cittadinanza, le associazioni e tutti i portatori di interesse, nella condivisione delle scelte e dei programmi sulla gestione dei rifiuti. Farlo solo ora, tramite l’azienda proponente, è colpevolmente tardivo. Limitarsi a dire che la legge non lo obbliga, come hanno detto il presidente di Vus Maurizio Salari e il direttore di Ati3 Fausto Galilei, dà un po’ la misura di quanto poco in questi enti si creda nei processi di partecipazione che invece sono fondamentali per costruire consapevolezza e fornire strumenti conoscitivi ed evitare che i cittadini si sentano giustamente chiamati in causa solo a decisioni prese e a conti fatti. Quindi partecipazione, corretta informazione e informazione responsabile, trasparenza sono elementi imprescindibili per il buon governo del territorio».

Le «strumentalizzazioni» Secondo l’associazione, però, «se da una parte ci sono decisori politici e tecnici incapaci di confrontarsi in modo adeguato con i cittadini, dall’altra ci sono soggetti che strumentalizzano politicamente la vicenda. Paura e rabbia purtroppo vengono alimentate ad arte con il fine di raccogliere poi i frutti in sede elettorale, a totale discapito di una vera e sana discussione sull’importante tema della gestione dei rifiuti, che riguarda tutti. Il comitato di protesta spara a zero, talvolta a ragione, talvolta con argomenti veramente assurdi, privi di alcun fondamento scientifico: alcuni “capopopolo” hanno perfino parlato di leucemie causate dall’impianto, inversione termica dovuta alla combustione (che oltre all’eccentricità tecnica, dimentica il fatto che non ci sono combustioni), un vero e proprio repertorio di bufale e strafalcioni».

Il «contributo positivo» L’aspetto da evidenziare, secondo Legambiente, è che «solo in questo modo si potrà essere certi che il materiale in ingresso e al biodigestore darà meno scarti e meno problemi. L’impianto di biodigestione e compostaggio può e deve agire quindi come leva per innalzare la qualità della raccolta differenziata, introducendo tariffe che premiano i comuni che conferiscono rifiuti con qualità migliore e dall’altro lato penalizzando i comuni meno virtuosi. Questo concetto nel progetto dell’impianto di Foligno non è presente, visto che si prevede di tollerare impurità superiori al 15% (solo a questa soglia scatta il disincentivo economico). Soltanto la frazione organica con impurità superiori al 25% non potrà essere accettata. Questi numeri fanno venire più di qualche dubbio sulla reale quantità di scarti che verranno prodotti e sulle reali intenzioni dei Comuni dell’Ati3 e Vus di investire ed intervenire sul miglioramento della raccolta differenziata dell’organico».

Le prospettive Secondo associazione ambientalista quindi, «è fondamentale puntare anche sulla valorizzazione del compost in uscita dall’impianto che è un fertilizzante organico (ammendate compostato misto) da utilizzare in agricoltura anche biologica sempre che abbia i necessari requisiti di qualità. L’Umbria ha un deficit impiantistico nella gestione dei rifiuti, soprattutto in termini di impianti innovativi (quelli esistenti sono perlopiù obsoleti) di recupero di materia – conclude Maurizio Zara – non certo di discariche e di inceneritori visto che ne abbiamo fin troppi e bisognerebbe impegnarsi invece per la loro dismissione. Ma anche impianti innovativi per il recupero di materia non possono prescindere da una riorganizzazione generale della raccolta differenziata che massimizzi la quantità e la qualità delle varie frazioni merceologiche. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo bisogno di tecnici, aziende, amministratori, consapevoli e lungimiranti e cittadini esigenti».

La chiusura «Se non ci fosse stato l’intervento del M5S che ha raccolto dai cittadini la richiesta all’amministrazione di chiarezza e di una informazione ampia e senza reticenze, quella legittima richiesta che dall’assessore Angeli è stata irrispettosamente bollata come ‘chiacchiere da gente al bar che ha alzato il gomito’ si sarebbe riusciti a portare un po’ di luce sulla complessa vicenda della costruzione del Biodigestore di Casone?», si domandano i consiglieri M5S al Comune di Foligno, Fausto Savini e Valentina Ferrari.

L’agenda cittadina La seduta della commissione controllo e garanzia del consiglio comunale «da noi richiesta – dicono i due consiglieri – e dove sono stati auditi i vertici di Vus e Ati3, unitamente ai successivi incontri in Comune e a Sterpete hanno permesso di far ‘uscire allo scoperto’ l’amministrazione e il concessionario Asja Ambiente e, seppur con grave ritardo, riconosciuto dallo stesso sindaco Mismetti nel suo intervento di martedì sera a Sterpete, mettere al centro dell’agenda politica cittadina i contenuti del progetto Biodigestore invece di buttarla in cacciare, scongiurando quella che noi avevamo precedentemente definito come una ‘guerra lampo’ intentata da amministrazione e Asja è qui – incalzano i consiglieri del 5 stelle – sulla polpa degli argomenti, che sono venute fuori diverse incongruità ad evidenziare come, sulla vicenda Biodigestore, i conti non tornano».

LA POSIZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Posizioni chiare Savini e Ferrari spiegano che «quello che abbiamo fatto è stato di una linearità e di una semplicità estrema. Abbiamo prima raccolto le istanze e i legittimi dubbi dei cittadini e poi li abbiamo messi al centro del confronto istituzionale. Prima hanno tentato di assimilarci ad associazioni ambientaliste dicendo che eravamo quelli che dicono sempre di no a tutto, poi hanno tentato di farci passare da avventori di un improbabile bar nemmeno tanto lucidi, poi hanno sperato che li avremmo attaccati pregiudizialmente o personalmente. Noi siamo restati fermi e decisi nel pretendere con pari fermezza risposte precise a domande altrettanto precise. Le risposte non sono arrivate o sono arrivate balbettanti e lacunose, dimostrando così tutti i lati oscuri di questo progetto».

CondividiTweetInviaCondividiInvia

Articoli Correlati

Terni: studiava al ‘Briccialdi’ il 14enne morto folgorato mentre pescava
Dal territorio

Terni: studiava al ‘Briccialdi’ il 14enne morto folgorato mentre pescava

20 Luglio 2026
Dal territorio

Meteo Umbria: il caldo ha le ore contate. Da mercoledì temperature in calo

20 Luglio 2026
acqua rubinetti a secco umbra acque
Ambiente e salute

Terni, acqua a Campomicciolo-San Valentino. Usl 2: «Parametri ok». Ordinanza revocata

20 Luglio 2026
91enne e vedovo, chiama la polizia per sentirsi meno solo e gli agenti lo vanno a trovare
Ambiente e salute

Perugia, il caldo fa aumentare la mortalità tra gli anziani: +40% nei giorni dell’ondata di giugno

19 Luglio 2026
acqua rubinetti a secco umbra acque
Ambiente e salute

Terni: acqua torbida e ‘poca’. Il sindaco vieta l’utilizzo «in via precauzionale»

18 Luglio 2026
Nuovo ospedale Terni: costi e tempi delle cinque ipotesi. «Da 550 a 770 milioni e da 7 a 9 anni»
Ambiente e salute

Dall’incubo dell’incidente alla rinascita: «Il mio grazie al personale dell’ospedale di Terni»

17 Luglio 2026

Meteo

Umbria
20 Luglio 2026 - lunedì
Sunny
35 ° c
37%
8.6mh
39 c 19 c
Mar
35 c 16 c
Mer
  • Chi siamo
  • Redazione
  • Termini d’uso
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Contatti
  • Modifica consenso cookie
  • Umbriaon srl – P.I. 01542550551

© 2024 Copyright Umbriaon s.r.l.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Attualità
  • Cronaca
  • Eventi
  • Economia
    • Imprese
    • Lavoro
    • Statistiche
  • Opinioni
  • Politica
  • Sport
    • Calcio
    • Futsal
    • Rugby
    • Scherma
    • Altri sport
  • Foto
  • Video

© 2024 Copyright Umbriaon s.r.l.