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Home » Covid, ‘fumata nera’ su risorse per personale

Covid, ‘fumata nera’ su risorse per personale

di Simone Francioli
17 Aprile 2020
in Apertura 5, Coronavirus, Economia, In evidenza, Lavoro
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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Firma rinviata alla settimana prossima. Niente ‘fumata bianca’ per l’accordo tra la Regione Umbria ed i sindacati per la distribuzione delle risorse destinate al personale della sanità impegnato nella battaglia contro il covid-19. Sono Fsi-Usae e Fials a farsi sentire sulla vicenda dopo che nel pomeriggio di venerdì si è conclusa la trattativa.

EMERGENZA CORONAVIRUS – UMBRIAON

Le proposte

Alla riunione in videoconferenza hanno partecipato l’assessore alla salute Luca Coletto ed i commissari straordinari delle aziende ospedaliere e delle Usl. «La segreteria regionale Fsi-Usae ha ribadito che ritiene l’accordo non pienamente soddisfacente». Presentate le proposte: «Aumentare la quota economica procapite al personale sanitario visto l’eccezionale sforzo profuso nella gestione dell’emergenza epidemiologica covid-19 così ripartito. Dipendenti contagiati  nel mese di marzo per il periodo della quarantena (60 euro); lavoratori prevalentemente impegnati in assistenza, emergenza, diagnostica e attività territoriali a favore dei pazienti covid-19 (45) a presenza giornaliera nel mese di marzo; restante personale 35 euro a presenza giornaliera nel mese di marzo; personale amministrativo in servizio 20 euro a presenza giornaliera nel mese di marzo; per il personale autista che è stato in prima linea durante l’emergenza dovrà essere riconosciuto un progetto straordinario a remunerazione per causa disagio e danno che sia equivalente all’indennità del personale esposto covid-19, per le presenze di marzo; sospensione delle addizionali regionali e comunali per tutto il personale sanitario da maggio a settembre 2020; immediato scorrimento di tutte le graduatorie presenti e ancora valide per reperire personale e fronteggiare l’ emergenza. Ciò permetterebbe di ricoprire tutti i posti vacanti, tale procedura avrebbe un costo zero in quanto già in bilancio delle aziende per i pensionamenti, dimissioni, o altro; assunzioni del personale il costo dello straordinario è elevato e tale dato è un indice di carenza organica negli ospedali e delle Usl dell’Umbria. Il pagamento degli straordinari è sicuramente più costoso e meno proficuo dall’impiegare nuovo personale che sarebbe d’aiuto non solo per il momento di emergenza per i cittadini ma anche per il futuro della Sanità Umbra. Attendiamo le decisione della Regione Umbria nella prossima riunione confidando nella loro sensibilità e disponibilità nei confronti degli operatori sanitari che sono eroi di questa guerra».

La Fials

Anche la segreteria regionale della Fials non lascia passare: «L’accordo non è stato sottoscritto, ma rinviato, poiché pregiudizialmente sono stati posti due problemi che discriminano i lavoratori, sui quali l’assessore regionale Coletto ha assunto la responsabilità di volerli riconsiderare riaggiornando la discussione alla settimana prossima. I punti in questione sono come sottolineato da tutti i sindacati della dirigenza, far riconoscere l’incentivo anche a coloro i quali hanno scelto la non esclusività della prestazione ed esclusi pertanto dalla proposta attuale della Regione; la questione degli orari di lavoro, da riconsiderare in quanto la Regione aveva proposto che l’indennità fosse pagata sulla giornata lavorata al di là delle ore effettivamente lavorate. La Fials ha sollevato il problema che questo è discriminante per i lavoratori turnisti, rispetto ai diurnisti che a parità di debito orario andrebbero a percepire un quantità ridotta di indennità. Superate queste contraddizioni si potrà andare alla firma dell’accordo, che dovrà comunque prevedere i reparti a cui attribuire le dovute indennità, dal relativo livello regionale e non delegate alle singole aziende, per la omogeinizzazione dei trattamenti a tutti i dipendenti».

Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl

I sindacati confederali – altrettanto fiduciosi in un esito alla fine positivo – sottolineano la necessità di «rendere omogenei i criteri per il riconoscimento dell’indennità di malattie infettive, affinché nessuno sia ingiustamente escluso; è inoltre emerso che rispetto ad alcune problematiche (difficoltà di inserimento di figure non sanitarie come gli autisti soccorritori, disinfettori, ecc.) potrebbe essere di aiuto il lavoro che sta facendo in questi giorni il Comitato di settore nazionale». Infine l’opportunità di «aggiungere una tabella con la distribuzione di tutto il personale tra le tre fasce riferite al premio di produttività, al fine di evitare dubbi interpretativi».

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