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Home » «Il mio impianto fotovoltaico è fermo perché manca l’attivazione»

«Il mio impianto fotovoltaico è fermo perché manca l’attivazione»

di Francesca Torricelli
15 Novembre 2022
in Altre notizie, Ambiente e salute, Economia
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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di Fra.Tor.

Oggi per attivare in Italia un impianto fotovoltaico passano mesi. Sono continue le segnalazioni di lavori di efficentamento energetico nelle abitazioni private terminati, grazie al Superbonus 110%, che però per vari cavilli burocratici non possono essere ancora attivate. Come succede al ternano Fabio Conti nella sua abitazione di Lugnola, frazione del comune di Configni in provincia di Rieti, a pochi passi da Terni. «Ho effettuato dei lavori di efficentamento energetico nella mia abitazione usufruendo del Superbonus 110%», racconta Fabio. «La ditta che mi ha effettuato i lavori ha posato in opera l’impianto fotovoltaico sul tetto ad agosto 2021 e fin qui tutto bene. Il 22 ottobre 2021 uno studio specializzato di Terni, incaricato dalla ditta, ha inoltrato la pratica di allaccio al portale connessioni di E-Distribuzione caricando i miei dati, l’ubicazione dell’impianto, il Pod del contatore e tutto quello che serve in questo tipo di pratiche. Superato questo primo step ho provveduto a pagare gli oneri per far sì che la pratica potesse avanti nel suo percorso naturale e sono rimasto in attesa di un riscontro da parte di E-Distribuzione».

Incongruenza di dati

«Passati sei mesi in cui nessuno si era fatto vivo, ho provato a sollecitare aggiornamenti tramite lo studio incaricato per capire a che punto stesse la mia pratica, anche perché da ottobre 2021 ad marzo 2022 erano già arrivati oltre 2 mila euro di bollette dell’energia elettrica. Non abbiamo trovato nessuno che ci desse udienza e siamo stati rimbalzatati da un operatore all’altro del call center in cui ci dicevano che saremmo stati richiamati dai tecnici. Cosa che non è mai avvenuta. Dopo vari tentativi veniamo a conoscenza che la pratica risultava ferma e/o rigettata per incongruenza dei dati forniti, in poche parole l’indirizzo non corrispondeva, benché sia stato fornito anche il numero di Pod che è personale, e risultavano degli errori in alcune voci dell’impianto. Data la grande necessità di allacciare l’impianto alla rete mi sono messo subito all’opera per cercare di far modificare questi errori, ma non è stato possibile. Più continuavo a chiamare e più mi veniva detto che avrebbero aggiornato, ma la pratica rimaneva sempre ferma li. So0no riuscito a far aprire Ticket in cui mi era stato garantito che in ‘soli’ 45 giorni lavorativi mi avrebbero allineato tutte le modifiche richieste via mail all’indirizzo che mi hanno fornito. Alla scadenza dei 45 giorni lavorativi, ovvero il 7 aprile 2022, vengo a conoscenza che per avere questa modifica bisognava rigenerare un altro preventivo e quindi dovevo ripagare di nuovo, come ad ottobre 2021, per il primo preventivo l’importo di 122 euro».

Le spese

Purtroppo per diverse problematiche relative alla situazione economica attuale e al costante aumentare dei costi dell’energia, Fabio ha dovuto «sopperire al pagamento delle varie bollette precedentemente arrivate per far sì che non mi interrompessero la fornitura in quanto la mia abitazione sfrutta solo la corrente elettrica oltre l’acqua, e parliamo di cifre alte e tutte documentate ovviamente. Non mi è stato quindi possibile pagare il secondo preventivo nell’immediato, ma la situazione non è cambiata. Pagato il secondo preventivo a settembre 2022 speravamo finalmente di aver risolto la problematiche e invece ho trovato la stessa situazione di aprile, ovvero gli stessi dati sbagliati, le stesse chiamate al call center che a loro volta ci indicavano gli stessi errori di prima. In conclusione, al 10 novembre 2022 sono ancora in attesa che E-distribuzione sblocchi la mia pratica all’interno del portale affinché le modifiche vengano riportate e lo studio possa caricare i documenti mancanti per far sì che l’allaccio avvenga al più presto».

«Il rinnovamento energetico rimane un miraggio»

«Sono passati 12 mesi, è una cosa vergognosa non poter usufruire di un bene che comporta un miglioramento energetico e un enorme risparmio nelle tasche di un normale cittadino, per colpa di una macchina burocratica cosi complicata che anziché aiutare il contribuente lo mette in estrema difficoltà. Ad oggi sono arrivato alla cifra di 4.040 euro di bollette per l’energia elettrica e mancano ancora ottobre e novembre, fortunatamente il clima ancora ci aiuta con temperature miti, ma ho seria preoccupazione a mettere in funzione l’impianto di riscaldamento senza avere il fotovoltaico che mi aiuti a bilanciare un po’ i consumi. Si fa tanta pubblicità al rinnovamento energetico – conclude Fabio Conti – ma poi rimane un miraggio effettuarlo, è davvero scandaloso. Ho perso i mesi più efficaci per un fotovoltaico, ovvero da aprile a settembre, in cui potevo pareggiare la spesa dell’inverno precedente e ora mi ritrovo alla stessa maniera. Chi rimborserà queste spese che non avrei dovuto affrontare se tutto avesse funzionato?».

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