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Home » Pazienti oncologici, file infinite. L’ospedale: «Fatto il possibile»

Pazienti oncologici, file infinite. L’ospedale: «Fatto il possibile»

di Francesca Torricelli
14 Aprile 2021
in Altre notizie, Ambiente e salute
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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di Fra.Tor.

«Burocrazia pressoché inutile e file interminabili al freddo e sotto la pioggia. È quello che devono subire ogni giorno i pazienti oncologici che per controlli, analisi o terapia devono accedere al reparto di oncologia dell’ospedale di Terni. Stanchezza e nervosismo che vanno ad incidere alla già grave situazione che queste persone stanno cercando di combattere». La denuncia arriva ad umbriaOn da Marco, coniuge di una paziente.

«Una situazione sfiancante»

«Sono ormai tre anni che accompagno frequentemente mia moglie in ospedale per lottare contro questo terribile male», racconta Marco. Recentemente purtroppo devo riscontrare che le procedure anti-Covid hanno notevolmente peggiorato la situazione anziché semplificarla. L’accesso al reparto è rallentato notevolmente a causa della burocrazia, a mio avviso, a volte inutile. Il giorno precedente all’appuntamento il paziente viene contattato dal reparto per compilare il classico questionario sulle condizioni di salute e sui contatti avuti nei giorni precedenti. Un questionario che dovrebbe permettere, appunto, al reparto di sapere già la situazione. Inoltre, chi deve fare le terapie è obbligato ad effettuare un tampone nei giorni precedenti. Tutto giusto ed estremamente sicuro. Ma purtroppo non finisce qui perché una volta arrivati in ospedale inizia il calvario». Marco fa un esempio e racconta l’esperienza vissuta alcuni giorni fa con sua moglie. «Arriviamo in ospedale alle 8 perché mia moglie aveva appuntamento per un prelievo del sangue. Quindi, ovviamente, era a digiuno dalla sera precedente. Una volta giunti fuori dal reparto ci troviamo costretti a rispettare una fila di circa mezzora fuori nel cortile al freddo perché quella mattina il termometro segnava 5 gradi. Una fila che dovevamo seguire perché l’addetto nella portineria esterna chiedeva il nominativo e controllava se il paziente aveva effettuato il questionario telefonico. A quel punto era permesso entrare. Ma nemmeno lì era finita perché iniziava il vero e proprio triage. Mia moglie ha preso il bigliettino con il numero e si è messa in attesa di essere chiamata per l’accettazione. Fatta questa è riuscita in sala d’attesa e ha dovuto prendere un altro bigliettino con il numero e fare la fila per poter effettuare il prelievo del sangue». Marco racconta che «dalle 8, orario in cui avevamo l’appuntamento in reparto, mia moglie ha finito tutto ed è riuscita a fare colazione alle 10 passate. Dopo mezzora di fila fuori al freddo e ore di fila in sala d’attesa. Per un paziente già estremamente debilitato dalla malattia tutto questo è sfiancante. Il sistema purtroppo non funziona e non ci vuole un genio per capirlo, è tutto estremamente burocratico, e non fa che creare disagi e discussioni tra pazienti che non hanno nemmeno la voglia e la forza di ritrovarsi in situazioni di questo tipo. Questo sistema previene il Covid o contribuisce alla sua diffusione?».

La risposta dalla direzione sanitaria dell’ospedale

«L’ingresso/accettazione del dipartimento oncologico rappresenta un punto di accesso riservato per tutte le persone malate dirette alle strutture di oncologia, oncoematologia e radioterapia al fine di garantire la sicurezza nei confronti del rischio di contagio», rispondono dalla direzione sanitaria dell’ospedale. «La direzione, sempre attenta alle esigenze degli utenti, nel rispetto delle norme di sicurezza e del distanziamento sociale, ha già da alcuni mesi anticipato l’inizio del servizio di accettazione alle ore 7 e organizzato i prelievi in due fasce orarie, 7.30 e 11.00, al fine di ridurre il rischio di formazione di file. È stata allestita una tettoia protettiva (anche con il contributo di Terni col Cuore) e nell’area sono state posizionate lampade di riscaldamento. È stato inoltre predisposto un pre triage telefonico con successiva verifica necessaria all’atto dell’ingresso accompagnato dal controllo della temperatura corporea. Relativamente alla fila formatasi questa mattina è stata causata da un problema tecnico del sistema informatico rapidamente risolto. In prima persona il direttore di dipartimento, dottor Sergio Bracarda, si è preoccupato di velocizzare lo smaltimento della fila e spiegarne ai pazienti e ai loro accompagnatori la causa. Tutte le procedure sono sottoposte a continua rivalutazione al fine di un progressivo miglioramento. Ringraziamo comunque il signor Marco per la segnalazione del problema che è stato risolto in breve tempo ricordando che un’attesa ragionevole è sempre prevista, da comprendere e non attribuibile a lungaggini burocratiche».

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