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Home » Gesenu: «C’è il rischio di infiltrazioni»

Gesenu: «C’è il rischio di infiltrazioni»

di Lucina Paternesi
27 Gennaio 2016
in Ambiente e salute, Attualità, Dal territorio, Economia, Politica
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
La sede della Gesenu

La sede della Gesenu

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L.P.

Pesano ancora come un macigno le parole della presidente della commissione parlamentare antimafia. Quella «necessità di un approfondimento», chiesto dall’onorevole Rosy Bindi in audizione a Perugia, lunedì scorso, preoccuperebbe, non poco, palazzo dei Priori che si trova con le mani legate per il fatto di essere socio di minoranza di un’azienda, la Gesenu, colpita da un’interdittiva antimafia lo scorso ottobre firmata dall’allora prefetto Antonella De Miro.

PARLA LA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA, ROSY BINDI – IL VIDEO

Gaetti «Con la Commissione Antimafia sono stato tutta la giornata di lunedì a Perugia per analizzare le criticità di quella regione. Le società che fanno capo a Cerroni hanno commesso gravi reati ambientali e sono state interdette, ovvero non potranno più lavorare in quel territorio. Il Procuratore della Repubblica ha affermato che c’è stata inerzia di controlli e culturale, da parte degli amministratori, non solo non si sono attivati nei controlli, ma non hanno intrapreso quei percorsi che comportano una riduzione quantitativa dei rifiuti, un maggior differenziazione, un maggior trasparenza dei costi». E’ questo il commento del vicepresidente della commissione Luigi Gaetti del M5S, in trasferta a Perugia a inizio settimana. Secondo Gaetti De Ficchy avrebbe aggiunto che non è detto si arriverà alla contestazione di reati penali in capo agli amministratori «ma i cittadini hanno il diritto di avere amministratori eticamente corretti e che tutelino l’interesse del bene comune».

Il Tar E intanto mercoledì sul ricorso contro l’interdittiva si dovrebbe pronunciare il Tar, dopo aver ascoltato le motivazioni dei legali di Gesenu Damiano Lipani, Angelo e Paolo Clarizia, Mario Rampini e Michele Bromuri. Il verdetto potrebbe, però, non essere celere mentre ad aprile dovrebbero scadere i commissari nominati dal prefetto per la gestione degli appalti pubblici in corso dal momento che la società non può partecipare a nuove gare d’appalto.
Intanto dal Movimento 5 Stelle prosegue la battaglia contro l’amministrazione Romizi e la sua idea di rilanciare Gesenu. «Se il sindaco andrà avanti sulla strada della vendita delle quote Gesenu e non intraprenderà tutte le azioni necessarie a riprenderci in mano la gestione dei rifiuti ne chiederemo la sfiducia». Non usa mezzi termini la consigliera comunale Cristina Rosetti che condivide le stesse preoccupazioni espresse dalla commissione antimafia.

Pronti alla sfiducia «Dal nostro insediamento in Consiglio Comunale, Gesenu e la gestione dei rifiuti a Perugia hanno rappresentato un chiodo fisso del M5S. – scrive in una nota la Rosetti – Atti su atti, con dati, analisi e proposte di intervento forte nei confronti di una società che contrariamente a quanto si ostina ad affermare la Giunta Romizi è certamente da attenzionare con estremo rigore». Una gestione tutt’altro che virtuosa sulla stregua delle denunce che da anni i comitati cittadini fanno sulla gestione delle discariche e degli impianti connessi. «Ma la Giunta Romizi, in un immobilismo che visto il quadro delineato dalla Commissione antimafia, fa tremare i polsi, per bocca del Vice-Sindaco Barelli, risponde che Gesenu è una società sana, che va “bonificata” con il solo cambio del consiglio di amministrazione, e va rilanciata con la raccolta differenziata. Per poi procedere a vendere le quote pubbliche».

convegnoIl convegno E non è passato in sordina il convegno in programma per il prossimo 5 febbraio organizzato da Comune, Regione e Arpa e che vede coinvolti anche Gesenu e Gest. «In questo quadro – denuncia ancora la Rosetti, il vice sindaco Barelli ha organizzato addirittura un convegno sull’economia circolare assieme a Gesenu e Gest, con la partecipazione di Arpa Umbria che, da una parte, è consulente dell’antimafia per le indagini su ipotesi di reati gravissimi e, dall’altra, partecipa al convegno come se nulla fosse».

Commissione ecoreati E intanto il 10, l’11 e il 12 febbraio una nuova delegazione parlamentare, quella che compone la Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati di cui è vicepresidente il deputato Stefano Vignaroli e di è membro anche il senatore Paolo Arrigoni, ha organizzato una nuova ‘missione’ in Umbria, per far luce sulle criticità connesse al ciclo dei rifiuti. In programma audizioni presso la prefettura di Perugia con le massime autorità locali, dalla presidente della Regione al presidente della provincia, il direttore dell’Arpa, il procuratore della repubblica, il comandante regionale del corpo forestale dello stato e del Noe. Giovedì, invece, la commissione si sposterà a Terni, per un sopralluogo sul Sin di Papigno mentre, il giorno dopo, la delegazione si recherà a Orvieto, per un’ispezione presso la discarica Le Crete di Orvieto.

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