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Home » Bidello a 32 anni con la laurea in legge: «La scuola è la mia vita»

Bidello a 32 anni con la laurea in legge: «La scuola è la mia vita»

di Fabio Toni
23 Ottobre 2022
in Apertura 5, Attualità
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
Leonardo Betti

Leonardo Betti

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Sette anni fa esatti la laurea in giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma, oggi un lavoro come collaboratore scolastico, più comunemente conosciuto come bidello, nelle scuole della provincia di Terni. Nessuna toga da indossare o nessun ufficio da varcare, senza alcun rammarico però, perché la soddisfazione per ciò che si fa tutti i giorni per studenti e professori è più forte di tutto. È la storia di Leonardo Arsenio Betti, 32enne di Amelia, una storia sempre più comune a quella di altri giovani sparsi per l’Italia, che scelgono professioni meno qualificate di quelle per le quali hanno ‘sudato’ sui libri, ma almeno sicure dal punto di vista economico. E perchè no, anche appaganti.

La scelta

«Mi sono laureato il 21 ottobre 2015 – racconta lo stesso Leonardo Arsenio – con una tesi in diritto commerciale dal titolo ‘La crisi d’impresa e i doveri degli amministratori’. Sono seguiti svariati lavori, tutti sotto forma di stage o rimborsi spese. Avrei voluto diventare un avvocato, ma ho capito che sarebbe stato difficile lavorare in quel settore: vista anche la grande concorrenza, se non hai contatti e conoscenze non vai avanti. Fino a che nel 2017, seguendo il consiglio di una parente, ho deciso di iscrivermi alle graduatorie Ata». Non è necessario un concorso per farlo, ma bastano i titoli, almeno un diploma professionale di tre anni. Stipendio lordo di 1.300 euro al primo impiego, per 36 ore settimanali. «Mi hanno chiamato nel 2020 per riempire gli organici Covid, questo mi ha permesso di avere continuità lavorativa per due anni, prima alla direzione didattica Orsini di Amelia e poi all’istituto comprensivo di Attigliano-Guardea. Ora, finita l’emergenza, sono un supplente precario: mi chiamano dove serve, anche per sostituzioni di quattro giorni o cinque giorni. Dunque, mentre faccio il cultore della materia all’università, a scopo praticamente benefico, ho deciso di proseguire questo percorso, lungo e complicato. Per ambire ad un incarico annuale devo infatti attendere l’aggiornamento delle graduatorie di 3^ fascia nel 2024».

Gli obiettivi

Leonardo è consapevole anche dei ‘pregiudizi’ cui va incontro. «Questo lavoro viene molto sottovalutato, invece è fondamentale nel mondo della scuola. Sì, i miei titoli sono nettamente inferiori rispetto al ruolo, ma io mi sento soddisfatto, anche a livello personale. Inoltre al momento non ho una famiglia da mantenere, posso ‘permettermi’ il piacere di fare ciò che mi piace. Ma anche in futuro, dovessi crearla, vorrei proseguire su questa strada. Il rapporto con i ragazzi è qualcosa di unico, sapere di essere un punto di riferimento per loro è molto bello». Intanto Leonardo coltiva un sogno, quello di diventare insegnante di materie giuridiche. «Sto studiando visto che la laurea non basta, servono esami integrativi e poi superare un concorso per accedere al corso Tfa. Insomma, è ancora più complicato. Ma sento che la scuola ormai è la mia vita».

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