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Home » Perugia, un anno e poi: «L’Arci resta dov’è»

Perugia, un anno e poi: «L’Arci resta dov’è»

di Lucina Paternesi
19 Gennaio 2017
in Attualità, Dal territorio, Economia, Politica
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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Tutto cambia affinché nulla cambi. Un anno e passa di lavori, di sedute in commissione, di aggiornamento degli elenchi e verifica dei presupposti e, alla fine, alla Casa dell’Associazionismo rimane tutto com’è sempre stato.

La relazione Mercoledì pomeriggio, infatti, il consiglio comunale ha definitivamente respinto la relazione finale stilata dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Cristina Rosetti sullo storico edificio di via della Viola 1, l’ex convento di San Fiorenzo che, dopo aver ospitato i liceali dell’Alessi, è divenuto la casa di tutte le associazioni perugine. O, forse, solo di alcune. Come più volte sostenuto durante lo scorso anno, infatti, sia dal capogruppo M5S che dai consiglieri del gruppo misto Lorena Pittola e Sergio De Vincenzi, negli anni l’assegnazione delle immobili alle associazioni è avvenuta in palese contrasto con il regolamento vigente – oggi in parte modificato – anche in considerazione del canone applicato di soli 200 euro l’anno per tantissime associazioni.

Il caso Arci Anche l’Arci che, secondo la Rosetti, «la fa da padrone con oltre 700 metri quadrati di superficie e un contratto in scadenza nel 2033, affidato dall’allora sindaco Boccali, già presidente Arci, a un canone di 200 euro l’anno». E il pagamento delle utenze? Sono ancora intestate al Comune che anticipa di cassa propria. «Presso la Casa dell’Associazionismo – prosegue la Rosetti – aveva sede legale anche la società cooperativa Officina sociale Umbra, cioè Umbrò, che svolge attività commerciale e vede come presidente lo stesso Franco Calzini, già presidente Arci».

Rivedere le convenzioni Ma non solo Arci, l’elenco è lungo e le criticità riguardano anche il mancato subentro nei contratti di fornitura, le modifiche alla destinazione d’uso, la cessioni di locali ad altre associazioni, nonché lo svolgimento di attività con scopo di lucro e i mancati controlli da parte del Comune. Nella parte finale della relazione, pertanto, si invitava il comune a fare chiarezza sulle singole assegnazioni, provvedendo, in caso di irregolarità, a revocare le convenzioni già in atto o a modificarle in modo da far riacquistare all’immobile la sua effettiva funzione di casa di tutte le associazioni. Per quanto riguarda il caso Arci, secondo la Rosetti, il comune avrebbe dovuto valutare i presupposti per concludere la convenzione e applicare un canone congruo.

Forza Italia boccia La relazione, che nelle varie discussioni in commissione era stata condivisa da più parti, però non è passata, grazie anche all’astensione di Fratelli d’Italia, Lega Nord, la stessa Forza Italia del presidente del consiglio Leonardo Varasano e le altre liste a sostegno del sindaco Romizi. «Poco tempo fa c’è stata una modifica del regolamento – ha ricordato Aldo Tracchegiani, di Forza Italia – che ha istituito uno specifico osservatorio sugli immobili comunali concessi alle associazioni. Sarà compito, dunque, di tale organo, che a breve verrà costituito, compiere tutte le valutazioni del caso in relazione alle specifiche situazioni, compresa quella in esame. Per questo, come anticipato in commissione, ci asterremo dalla votazione». «E’ questa la Perugia dei due pesi e due misure – ha commentato la Rosetti – degli inciuci, degli amici degli amici. Nonostante, il Partito della Nazione remi a favore delle rendite di posizione, grazie al M5S, le utenze che prima non si rimborsavano, ora si rimborsano, gli organi di controllo hanno aperto un procedimento, gli uffici si sono mossi per rivedere l’assetto delle convenzioni. Noi non molleremo».

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