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Home » Terni, bagarre sulla dispersione ceneri nel fiume Nera: «Revocare il provvedimento»

Terni, bagarre sulla dispersione ceneri nel fiume Nera: «Revocare il provvedimento»

di Simone Francioli
6 Gennaio 2024
in Dal territorio, Imprese, Opinioni
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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Riceviamo e pubblichiamo la presa di posizione della società di cremazione Luigi Pianciani di Spoleto in merito alla novità legata alla dispersione delle ceneri mortuarie a Terni

Abbiamo appreso dalla stampa la notizia del provvedimento con cui l’amministrazione Bandecchi, a Terni, ha individuato tre punti lungo il fiume Nera in cui sarà possibile disperdere le ceneri dei propri cari che hanno scelto la cremazione. ‘Servizio’ consentito al costo di 230 euro, che sale a 315 euro nel caso in cui i familiari decidano invece di conservare l’urna cineraria nella propria abitazione.

Terni, dispersioni ceneri mortuarie nel fiume: ok per la prua di ponte Carrara

Una ‘novità’, tra l’altro sulla base, sembra, di quanto già previsto dalla precedente amministrazione comunale ternana, che viene fatta passare come un gesto di grande modernità e liberalità, ma che invece rappresenta un ingiustificato balzello nei confronti di un’attività già possibile sulla base delle normative nazionali. La legge 130/2001, infatti, consente già la dispersione delle ceneri in luoghi idonei e dignitosi. Il cittadino desideroso di far disperdere le proprie ceneri nell’ambiente può farlo dunque dove vuole, nei limiti fissati dalla legge stessa, cioè ‘lontano da insediamenti abitativi’ e in ‘luoghi decorosi e dignitosi’, cioè non in una discarica.

Ora a Terni si introduce una ‘tariffa’ che in realtà è una ‘tassa’, impropria ed illegale, oltre che ingiustificata. L’unica tariffa per quanto riguarda la cremazione la fissa infatti lo Stato e riguarda il costo massimo per l’incenerimento di un defunto in qualsiasi impianto italiano, che attualmente non può superare euro 629,14 (compresa Iva del 22%, aspetto questo che riteniamo indecoroso), senza prevedere costi per la dispersione delle ceneri, che possono avvenire in ogni luogo dove non sia vietato.

Per questo come società di Cremazione ‘Luigi Pianciani’, che opera in tutta l’Umbria per sostenere le famiglie nell’applicazione delle volontà espresse in vita dal congiunto di farsi cremare, ma anche nel vigilare le attività di tumulazione e di cremazione svolta dai Comuni umbri, chiediamo al sindaco di Terni di revocare immediatamente il provvedimento in questione. Rendendoci sin da subito disponibili ad un incontro per verificare, norme nazionali e locali alla mano, le modalità di cremazione e di dispersione delle ceneri applicabili.

L’unico motivo di soddisfazione da questa vicenda è che ci si sta rendendo conto di quanto sia crescente la scelta di farsi cremare una volta deceduti e della conseguente necessità di agevolare queste volontà, anche in Umbria. Ciò, però, non deve diventare occasione, specie per le amministrazioni pubbliche, per speculare alle spalle delle famiglie dei defunti.


Sul tema interviene anche un lettore, Gabriele Sinibaldi. Di seguito le sue considerazioni

Leggo la lettera aperta della società Pianciani di Spoleto e ho fatto alcune considerazioni. A parte che il fiume in questione è il Nera e non il Tevere (in un primo momento c’era stato un refuso, ndr), mi sembra di cattivo gusto sollevare polemiche circa questa ultima fase della nostra vita perché, mi vorrei sbagliare, ma credo nascondano meri interessi di bottega. La Legge 130 così sancisce ‘… la dispersione delle ceneri va fatta solo nelle aree espressamente destinate ed è vietata nei centri abitati’. Se ne desume quindi che la cosiddetta prua di ponte Carrara sarà uno dei luoghi deputati espressamente a tale attività e non di libero accesso al semplice cittadino che attualmente non potrebbe farlo. Magari un domani si potrà farlo anche al Libero Liberati, per la gioia dei tanti tifosi ternani.

Si può poi discutere all’infinito sull’entità delle tariffe che vengono applicate e che, come nella maggior parte dei casi, sono linfa per le casse siano esse statali che comunali. Mi chiedo allora, se il tema è il vil denaro, quale sia la funzione delle cosiddette Socrem (Società di cremazione) come la spoletina Pianciani che, richiedendo iscrizioni annuali ai futuri cremandi (purché maggiorenni…) si pongono quale ulteriore ed inutile interlocutore nonché fonte di spesa (per quanto non obbligatoria) tra morituro, eredi e amministrazione comunale. Insomma: mai come in questo caso, di fronte alla morte occorre tacere piuttosto che scrivere lettere aperte.

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