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Home » Gesenu, un ‘passaggio’ da 12 milioni di euro

Gesenu, un ‘passaggio’ da 12 milioni di euro

di Lucina Paternesi
2 Giugno 2016
in Dal territorio, Economia, Politica
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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L.P.

Una trattativa del valore di circa 12 milioni di euro. Questa la cifra per cui, nei giorni scorsi, Manlio Cerroni e Carlo Noto La Diega avrebbero ceduto al gruppo Paoletti il 55% di Gesenu, la partecipata del comune di Perugia che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nel perugino.

Manlio Cerroni al convegno dello scorso 6 febbraio a Perugia
Manlio Cerroni al convegno dello scorso 6 febbraio a Perugia

I privati Così sarà la Socesfin srl la nuova società privata che gestirà, in via maggioritaria, l’azienda con sede a Ponte Rio. E già ieri il vice sindaco Urbano Barelli, il presidente Luca Marconi e l’amministratore delegato di Gesenu Dante De Paolis hanno incontrato i vertici dell’azienda romana. Un incontro informale in cui, però, si sarà sicuramente trattato il tema più scottante di tutti, il superamento, cioè, dell’interdittiva antimafia che ha colpito l’azienda lo scorso ottobre e che è stata confermata dal Tar il mese scorso. Con un cambio ai vertici della società privata si spera, infatti, che vengano meno le motivazioni alla base del permanere del provvedimento che, nei giorni scorsi, ha fatto saltare molti contratti con i privati.

La Socesfin srl, holding del gruppo Paoletti, opera a livello internazionale ma prevalentemente sono due le aree geografiche in cui si concentrano gli interessi dell’azienda, l’Italia e l’Argentina, dove ha esteso la propria attività a partire dal 1993. Trasporti, logistica, gestione dei rifiuti ma anche agricoltura e chimica inorganica di base sono le principali attività del gruppo. A partire dal 2009 l’azienda si è particolarmente dedicata anche alle energie rinnovabili, con la realizzazione di progetti nel campo eolico, fotovoltaico e da biomasse.

Core business Nel settore dei rifiuti, il gruppo si occupa dello smaltimento e del recupero attraverso una partecipazione azionaria nella Fiumicino Servizi e nel trasporto di rifiuti pericolosi. La Paoletti Ecologia garantisce servizi di trasporti e smaltimento rifiuti pericolosi e non, bonifica di siti contaminati e consulenza ambientale a 360 gradi. Del suo proprietario, l’imprenditore Vittorio Paoletti i giornali si sono occupati poco. Se non per un prestito senza garanzie da 24 milioni di euro alla holding lussemburghese di sua proprietà, la Finsevi. Sembrerebbe, dunque, che ci sia la possibilità di voltare pagina una volta per tutte. L’arrivo della Socesfin a Perugia è stata salutata di buon auspicio anche dal vicesindaco Barelli che ha ricordato come la possibilità di un subentro da parte del comune era praticamente impossibile, sia per motivi economici che di tempistica.

Dante De Paolis e il vice sindaco Urbano Barelli
Dante De Paolis e il vice sindaco Urbano Barelli

Barelli «Perché, a differenza di un privato – ha detto Barelli – un ente pubblico prima di acquistare delle quote di una società deve far valutare la stessa società e, quindi, le quote da un soggetto terzo. Lo strumento è quello della cosiddetta due diligence che sarebbe durata diversi mesi. Dopo la due diligence e la stima del valore delle quote sarebbe arrivato il momento della proposta da approvare prima in giunta comunale, poi nella competente commissione comunale ed infine in consiglio comunale. Senza, peraltro, alcuna certezza che una stima fatta in pendenza di una interdittiva antimafia, che la rende alquanto aleatoria, fosse immune da censure da parte della Corte dei Conti».

Occasione persa Per il comitato Umbria Rifiuti zero, invece, per l’ennesima volta il comune è rimasto a guardare senza fare nulla. «Forse un intervento tempestivo alle prime avvisaglie dell’inchiesta, se non erro era il mese di ottobre, più di sette mesi fa, avrebbe incanalato l’iniziativa, sempre che ce ne fosse realmente la volontà, nella direzione giusta – afferma Annarita Guarducci – l’impressione è che non sia stata presa sul serio immediatamente la gravità della situazione e, dall’esterno, non ho avuto la sensazione che si volesse andare nella direzione di acquisire la maggioranza». Così anche il Movimento 5 stelle per cui, invece, la partita sui rifiuti non sembra affatto finita. «Se è vero che i privati hanno ceduto le loro quote, l’interdittiva permane ed eliminarne le cause, essendo le stesse legate ad una specifica persona, non alla titolarità giuridica della quota, sarà una altra partita su cui vigileremo, cominciando dall’approfondimento del profilo del nuovo socio privato» commenta la consigliera Rosetti.

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