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Home » Terni, caso Enerstreet: Manesa tenta Asm?

Terni, caso Enerstreet: Manesa tenta Asm?

di Marco Torricelli
14 Giugno 2016
in Apertura 5, Economia, Politica
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
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di Marco Torricelli

Uno insiste, gli altri rilanciano, ma – alla fine della fiera – potremmo scoprire che la faccenda è molto diversa, e decisamente più complicata, di come viene descritta.

Le lampadine Perché la questione relativa alla pubblica illuminazione – 22 mila ‘punti luce’ da gestire, tanti sono quelli presenti in città e il Comune ci spende circa tre milioni di euro all’anno – nasconderebbe tanti di quei bocconi avvelenati che solo a passarci vicino si rischia l’intossicazione. Ma andiamo con ordine.

Marco Cecconi
Marco Cecconi

Le contestazioni A lanciare l’allarme era stato, durante la maratona che ha portato all’approvazione del bilancio preventivo del Comune di Terni, era stato Marco Cecconi (FdI-An), che poi aveva rilanciato: «Mando tutto all’Autorita nazionale anticorruzione (l’Anac; ndr)».

Le proposte Cecconi ricorda che «il consiglio comunale ha ribadito che la pubblica illuminazione debba essere ricompresa tra i servizi di interesse generale ascritti alla mission societaria dell’Asm» e che «nel novembre scorso l’Asm ha presentato un progetto di riammodernamento complessivo della pubblica illuminazione cittadina, finalizzato all’ottimizzazione energetica in un’ottica di razionalizzazione dei consumi e dei costi e di riduzione dell’inquinamento». Poi, però «con una tempistica quantomeno anomala, un mese il Comune ha acquisito una seconda proposta da parte di un raggruppamento temporaneo di imprese private, alcune delle quali (oltretutto) risulterebbero costituite proprio nell’arco temporale in oggetto».

La ‘scelta’ Secondo il consigliere comunale di FdI-An, «la giunta comunale appare palesemente orientata ad evadere dalla formula naturale, attualmente vigente, di una gestione del servizio di illuminazione pubblica in house providing, ovvero affidata a società a totale capitale pubblico qual è l’Asm» e «ha ingaggiato addirittura un docente dell’Università di Firenze (a fronte di onerosa parcella), per insediarlo all’interno di un gruppo di lavoro per scegliere tra le due proposte sul tappeto».

La richiesta Cecconi, per farla breve, chiede di «revocare la delibera di giunta; revocare gli incarichi annessi; mantenere il servizio di pubblica illuminazione tra i servizi di interesse generale affidati in house providing all’Asm; affidare ai propri tecnici, di concerto con i tecnici dell’Asm, la valutazione degli aspetti attuativi legati alla proposta di riammodernamento generale del servizio».

Fabio Narciso
Fabio Narciso

Il PD Dall’altra parte dell’emiciclo, invece, ci sono dodici (su quattordici) consiglieri comunali del Partito Democratico – il capofila è Fabio Narciso – che in un ‘atto di indirizzo’ dicono che «è necessario compiere tutti insieme uno sforzo per potenziare ancora di più la ‘nostra’ azienda e valorizzare quello straordinario patrimonio di professionalità che risiede al suo interno e che da sempre rappresenta un riferimento per l’intero territorio e che è necessario ragionare senza pregiudizi sulle politiche di rafforzamento concrete della società tenendo però sempre a mente che Asm rappresenta per il territorio un fattore strategico di sviluppo imprescindibile».

L’ATTO DI INDIRIZZO

Stefano Bucari
Stefano Bucari

L’assessore Stefano Bucari, al quale è in capo il servizio di illuminazione pubblica oggetto del contendere, dice che «ovviamente risponderò in consiglio alle questioni poste e mi scuserà se non anticipo molto, ma lo faccio solo per rispetto all’assemblea. Dico solo che forse si trascura un dettaglio: la proposta che, in base ai contenuti di efficienza ed economicità per il Comune, verrà giudicata come la migliore, non sarà banalmente accettata e attuata, ma diventerà la base sulla quale verrà fatto un bando di gara di tipo europeo. Al quale potranno partecipare tutti i soggetti che lo riterranno interessante e, se ci sarà chi farà delle proposte migliorative, il soggetto proponente ha solo il diritto di prelazione: potrà cioè ‘rilanciare’, dichiarandosi pronto ad assumere l’impegno di realizzare il tutto alle migliori condizioni proposte e non più alle sue. Non mi pare un’idea così malvagia».

Le proposte Quelle già presentate, peraltro, «sono proposte che dovranno essere riscritte, in quanto dopo il loro invio in Comune – spiega Bucari – è cambiata la normativa sugli appalti e, quindi, seppur solo per dei dettagli procedurali, sia Asm che Siram-Enerstreet dovranno ripresentare i progetti». E non è detto che le loro restino le uniche proposte da esaminare, visto che i 22 mila ‘punti luce’ da gestire potrebbero far gola anche ad altri.

La stranezza Quello su cui Bucari non risponde – «le dietrologie non fanno per me», si limita a dire – è un interrogativo interessante e che riguarda proprio la mission di Asm, che essendo al cento per cento del Comune, invece di presentare una proposta di miglioramento del servizio, come una qualsiasi azienda privata esterna, avrebbe potuto (dovuto?) semplicemente presentare il progetto e farselo affidare in house providing. Solo che per fare una roba del genere servono investimenti milionari. Quattrini che sicuramente il Comune non ha, ma probabilmente nemmeno Asm.

Andrea Mangoni
Andrea Mangoni

Manesa Ed ecco che, allora, spunta un’ipotesi – ovviamente tutta da verificare – ma alla quale forse è il caso di prestare attenzione. Perché passa da Roma, dall’Acea tanto per fare dei nomi, ma di rimbalzo riconduce a Terni, visto che sarebbe alle viste una partnership tra la stessa Acea e Manesa, che fa riferimento al ternanissimo – seppur uomo di mondo – Andrea Mangoni. Nato proprio nella Conca nel 1963, Mangoni in Acea è stato responsabile della finanza straordinaria, prima di diventarne amministratore delegato. Poi è stato direttore generale international operations di Telecom Italia e poi presidente del Cda di Sorgenia. E la proposta Acea-Manesa potrebbe non dispiacere – anche questa è ipotesi tutta da verificare, ovviamente – dalle parti del quartier generale di Asm.

La competizione «Io – taglia corto Bucari – a queste storie non vado dietro. Se riceveremo delle proposte che ci permetteranno di migliorare il servizio spendendo di meno, le valuteremo e poi, ripeto, le metteremo a bando come prevede la legge. Ben lieti di essere ‘valutati’ da persone competenti e disinteressate come quelle che lavorano all’Anac. Il chiacchiericcio disinformato, sinceramente, non mi interessa».

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