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Home » Art Bonus in Umbria, sinergia per la cultura

Art Bonus in Umbria, sinergia per la cultura

di Lucina Paternesi
12 Luglio 2016
in Attualità, Cultura, Dal territorio, Economia
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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Un tempo prerogativa di sovrani, aristocratici e potenti, oggi alla portata di tutti. E’ quello che è accaduto in tutta Italia, come in Umbria, con l’introduzione dell’Art Bonus «è stata una cosa fantastica con oltre 3.023 erogazioni liberali in neanche due anni.

Botti, Boccali, Armillei
Botti, Boccali, Armillei

Il seminario Così, anche a Perugia, l’iniziativa ha fatto centro con oltre 334 donazioni e più di 160 mila euro a disposizione. E per continuare e, anzi, accelerare con i buoni esempi collettivi la Scuola di Lingue estere dell’Esercito ha ospitato lunedì pomeriggio, nella chiesa di Santa Giuliana, un seminario organizzato da Solving Bmf, un’azienda specializzata nel networking consulting, con i rappresentanti dell’Anci e con Carolina Botti, direttore centrale di Ales, Arte lavoro servizi del Ministero peri beni culturali. A presiedere l’ex sindaco di Perugia Wladimiro Boccali.

GUARDA L’INTERVISTA A WLADIMIRO BOCCALI

Art Bonus Partito a maggio del 2014, l’Art Bonus prevede che chiunque effettui erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e per la valorizzazione e il recupero del patrimonio culturale italiano possa usufruire del credito d’imposta. Nel giro di neanche due anni, la misura ha portato i suoi effetti e a partire dalla Legge di stabilità 2016 è stata resa una misura permanente. L’agevolazione fiscale del 65%, rivolta a privati cittadini come a aziende e fondazioni bancarie, prevede un credito d’imposta del 15% per i primi e del 5 per mille per i secondi. «Un’opportunità per il pubblico come per il privato – ha detto Boccali – perché oltre a valorizzare il patrimonio culturale, questa misura crea una responsabilità sociale e collettiva. La bellezza e l’arte appartengono a tutti, ce ne dobbiamo fare carico».

La stanza della badessa nel complesso di Santa Giuliana
La stanza della badessa nel complesso di Santa Giuliana

Credito d’imposta In un contesto in cui i beni culturali sono i primi a risentire della grande crisi economica, con i fondi a sostegno della cultura scesi da 2,2 miliardi a 1,5 è più necessario che mai intraprendere interventi straordinari. «Grazie anche alla campagna di comunicazione istituita ad hoc – ha riferito la Botti – e alla semplificazione burocratica che ha accompagnato la misura, abbiamo scoperto una grande generosità e una grande disponibilità. Quella degli oltre tremila mecenati che hanno messo a disposizione parte del proprio patrimonio per salvaguardare i beni di tutti». I fondi raccolti, ogni anno, vanno a intervenire nella manutenzione, protezione e restauro di beni di proprietà pubblica, nell’ attività di sostegno ai luoghi della cultura, siti archeologici, complessi monumentali o, infine, nella realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti.

Cultura Con l’Art Bonus si introduce una modalità di collaborazione che presuppone un cambio di approccio culturale. Si supera, cioè, il concetto di sponsorizzazione o donazione libera e si innesca un regime di agevolazioni fiscali mai conosciuto prima in ambito culturale creando una vera e propria sinergia tra pubblico e privato di cui beneficiano tutti. Secondo Giorgio Armillei, assessore alla cultura del comune di Terni e rappresentante in ambito culturale per l’Anci, «in questo modo si cambia il modo di fare politica della cultura».

La chiesa
La chiesa

Comunità e responsabilità «La conservazione, per i beni culturali, avviene solo in virtù dell’uso – ha detto l’assessore – per cui il restauro e la riqualificazione significa far vivere di nuovo questi luoghi e questi spazi. In più l’Art Bonus spinge a una differente concezione del rapporto tra la comunità e il patrimonio, aumentando la responsabilità collettiva e facendo diminuire la burocrazia amministrativa». Non solo, è anche un ottimo strumento di marketing e promozione sociale per tutti quei mecenati siano intenzionati a valorizzare i luoghi simbolo della propria città.

12 monumenti Così è accaduto a Perugia, dove dopo il successo dei restauri del 2015, si è deciso di puntare ancora più in alto allungando la lista di piccole perle e monumenti preziosi da portare a nuova vita. Per il 2016 sono 12 i gioielli da salvare, dall’acquedotto di via Appia all’edicola di Monteluce passando per porta Conca, l’Arco della Mandorla e il monumento al Perugino.

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