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Home » Covid-19, ‘stretta’ sugli accessi in ospedale

Covid-19, ‘stretta’ sugli accessi in ospedale

di Fabio Toni
11 Marzo 2020
in Ambiente e salute, Coronavirus, In evidenza
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
(Foto archivio)

(Foto archivio)

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di A.T.

In un luogo come l’ospedale dove la precauzione deve essere doppia, le misure di controllo per l’emergenza coronavirus sia all’entrata che all’interno dei reparti dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni sono strette. Anche per questo i piccoli assembramenti che quotidianamente si formano all’ingresso, dovranno essere limitati il più possibile.

EMERGENZA CORONAVIRUS – UMBRIAON

La scheda che regola l’ingresso al nosocomio

Prima di tutto, la persona che ha necessità di recarsi al nosocomio deve compilare un’autodichiarazione, una scheda pre-ingresso, divisa in tre parti: la prima parte contiene i dati del visitatore (nome, cognome, data e luogo di nascita etc.), nella seconda parte viene effettuata una ‘valutazione epidemiologica’ per valutare se la persona abbia avuto o meno contatti con soggetti o zone a rischio e abbia lavorato o frequentato una struttura sanitaria dove sono stati ricoverati pazienti con infezione. Nell’ultima parte di ‘valutazione clinica’ vengono poste domande su condizioni di salute che possono, se con risposta positiva, compromettere o meno l’entrata del visitatore nell’ospedale. Se si ha la febbre a più di 37 gradi, se si ha tosse o bruciore agli occhi, se si respira con difficoltà o si ha il raffreddore: in base a questi sintomi e alla luce delle risposte alle domande precedenti nel foglio di autodichiarazione, l’operatore sanitario deciderà se far entrare o meno la persona. La scheda di pre-ingresso specifica infatti che «nel caso in cui si evidenzino risposte positive, all’utente non sarà consentito l’accesso in ospedale ed i soggetti saranno inviati al medico di base e medicina preventiva. In tali casi copia della scheda sarà inviata a mezzo pec al servizio di igiene e sanità pubblica della Usl del territorio di residenza».

ATTIVATO IL ‘TRIAGE ONCOLOGICO’

Nuove misure in arrivo

Qualora l’accesso venisse consentito, all’entrata dell’ospedale di Terni sono stati divisi gli accessi in base alla tipologia: chi deve effettuare visite o controlli medici e chi dovrà far visita a un paziente. Per il secondo caso la procedura impiegherà più tempo perché il visitatore dovrà compilare un’ulteriore modulo per poi ricevere un ‘pass’ di accesso al reparto. Il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera di Terni, Andrea Casciari, spiega che «le fasce orarie di visita ai reparti verranno scaglionate così da evitare la calca di ospiti alla solita ora di apertura, cioè dalle 20 in poi. Tutte le informazioni verranno comunque pubblicate a breve». Misure di sicurezza applicate già prima della ‘serrata’ dell’intero paese, annunciata in conferenza stampa nella tarda serata di domenica, che andranno a contenere – si spera – i rischi per un sistema sanitario messo a dura prova.

Le richieste della Regione

Alla luce di questo, durante il consiglio regionale di martedì, l’assessore alla sanità Luca Coletto ha esposto le richieste della Regione al Governo nella lotta al Covid-19: 300 assunzioni negli ospedali e un miliardo di euro per far ripartire il sistema umbro. Le necessità di personale riguardano 154 infermieri, 37 operatori, 19 radiologi, 3 tecnici di laboratorio, 26 anestesisti, 14 pneumologi, 13 infettivologi, 12 cardiologi, 15 internisti, 24 per l’emergenza-urgenza e 9 autisti. Inoltre la Regione ha previsto l’attivazione di 8 posti letto di area critica e 26 di terapia intensiva riservati alle emergenze-coronavirus.

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