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Home » «Crisi Sii, richiesta vergognosa ai Comuni»

«Crisi Sii, richiesta vergognosa ai Comuni»

di Fabio Toni
24 Aprile 2020
in Attualità, Opinioni, Politica
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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del gruppo consiliare ‘Alternativa per Porano’

Dopo aver prodotto una montagna di debiti, dopo aver costretto i bilanci dei Comuni alla sofferenza continua, dopo aver agito per anni con modalità a dir poco arroganti sia nei confronti dei Comuni che ai danni di cittadini spesso incolpevoli di morosità, il Servizio idrico integrato è in piena crisi finanziaria e si trova oggi sull’orlo del fallimento.

Di fronte ai rilievi dei revisori dei conti sul buco di bilancio, il 2 aprile scorso il presidente del Sii ha scritto a tutti i Comuni del sub ambito 4 (provincia di Terni), preavvisando lo svolgimento del cda della società per il giorno 7 aprile, e anticipando una vergognosa richiesta: 16 milioni di euro (diconsi sedici milioni) suddivisi tra i 32 Comuni della provincia, Asm, Aman e Umbriadue servizi idrici; a tanto ammonta la somma richiesta ai soci, a titolo di contributo e in proporzione alla quota di partecipazione al capitale sociale, con una delibera approvata nei giorni scorsi.

Svolgendo il nostro dovere di ‘opposizione consapevole’ presso il Comune di Porano, estremamente preoccupati per il rapido evolversi degli eventi e di fronte al rischio di ulteriore privatizzazione della gestione dell’acqua (cessione del 15% delle quote societarie Asm a favore di Umbriadue servizi idrici, già al 25% e partecipata a maggioranza da Acea), già il 27 dicembre 2019 avevamo chiesto la convocazione di un consiglio comunale urgente e straordinario, aperto a tutta la cittadinanza. La nostra richiesta è stata pressoché ignorata e il sindaco ritenne di aver chiarito la questione con una lettera inviata il 30 dicembre 2019 ai consiglieri comunali, dove di fatto ci venivano fornite purtroppo soltanto informazioni già note. Il sindaco inoltre concludeva testualmente «(…) Sarà mia cura tenervi costantemente aggiornati su eventuali e determinanti sviluppi della vicenda (…)».

Ci chiediamo pertanto se, vista la gravità della situazione finanziaria del Servizio idrico integrato e le potenziali ripercussioni sui bilanci comunali e sulle bollette per i cittadini, l’amministrazione comunale di Porano riesca finalmente a considerare oggi «determinanti» gli sviluppi sopraggiunti. Ci chiediamo inoltre perché, di fronte all’ennesimo atto di arroganza nei confronti dei soci e quindi anche del Comune di Porano, rispetto al quale il Servizio idrico integrato ha un debito di oltre 174 mila euro, l’amministrazione comunale non abbia ritenuto opportuno informare i consiglieri comunali e la cittadinanza di quanto discusso nell’assemblea dell’Auri dell’ 11 febbraio, di quanto recepito nelle sedute del cda del Sii da ultimo il 27 marzo, ma soprattutto della lettera ricevuta il 2 aprile che anticipava la richiesta di ulteriori contributi a copertura dei notevoli debiti prodotti dal Sii nell’ambito della gestione scellerata di un bene primario come l’acqua.

Lo abbiamo già chiesto a più riprese al sindaco di Porano e lo ribadiamo anche in questa sede: la convenzione di affidamento del servizio idrico tra Auri e Sii, in caso di fallimento prevede la risoluzione anticipata. Sarebbe l’occasione giusta per i Comuni di rivalutare altre forme di gestione decisamente più virtuose, tese al bene pubblico e non più agli interessi privati, attuando così finalmente l’esito di quel referendum (2011) che da par nostro siamo fieri di aver sostenuto.

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