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Home » Regionali, il Pd sceglie Fora e guarda al M5S

Regionali, il Pd sceglie Fora e guarda al M5S

di Redattore
5 Ottobre 2019
in Altre notizie, In evidenza, Politica, Regionali 2019
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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Andrea Fora è ufficialmente il candidato della coalizione di centrosinistra, con il supporto del Pd, di gran parte dei civici, forse dei socialisti e – magari – anche del Movimento Cinque Stelle, soprattutto nel caso in cui dovesse andare in porto il governo Conte bis Pd–M5S.

Imprimatur Dem

Questo è quanto emerge dalla riunione del direttorio elettorale del Partito Democratico convocato da Walter Verini per provare a ‘quagliare’, visto che il tempo stringe, in vista della presentazione delle liste ma ancor di più in vista dell’inizio di una campagna elettorale che si annuncia durissima, data l’eredità lasciata dalla giunta uscente in termini di gradimento, soprattutto dopo l’inchiesta Concorsopoli.

Mal di pancia interni ed esterni

Certo, non è che ci sia massima unione nel partito. Lo dicono gli interventi che si susseguono in modo estemporaneo – quando ormai sembrava si stesse chiudendo l’incontro – lo dicono soprattutto le facce dei ‘grandi vecchi’ seduti in platea, che non hanno voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali ma si vede non facciano salti di gioia per la piega che sta prendendo la prossima campagna elettorale. Abbiamo provato ad avvicinare Donatella Porzi, che ci ha regalato un «Mah!», che diceva più cose di un editoriale. No comment pure da parte di Fabio Paparelli. 

Al tempo stesso, però, quasi tutti sono consapevoli del fatto che quella di Fora sia al momento l’unica soluzione possibile per provare a non perdere la Regione, a non consegnarla a Salvini che – come dice Verini – «vorrebbe venire a bere Mojito nella terra de Sagrantino e questo non possiamo permetterlo». Ecco perché – alla fine – la sensazione è che anche fra i civici in molti convergeranno su Fora. 

Verini conferma: Fora contro il ‘salvinismo’

L’annuncio di Fora

«Mi candido alla presidenza della Regione Umbria. Lo faccio senza aver mai fatto esperienza politica attiva, ma allo stesso tempo senza incarichi o paracadute. Lo faccio insieme alle tante persone che vogliono metterci la faccia in un momento decisivo e difficile per la nostra terra – così Andrea Fora su Facebook, dove c’è già una pagina ufficiale dedicata alla sua candidatura – le mie priorità sono due: il lavoro e l’ambiente. Nel mio programma, che scriveremo insieme nelle prossime settimane, troverete la rigenerazione di tutti gli insediamenti produttivi delle aree industriali in crisi e il forte investimento sulle energie verdi: l’Umbria sarà la prima regione in Italia a liberarsi del tutto delle emissioni inquinanti e lo farà nei prossimi dieci anni».

Gli avvicinamenti

E mentre il sindacalista Sbarra aveva fatto sapere di non essere interessato a una candidatura, nelle ultime ore un altro candidato in pectore, il sindaco di Gubbio Filippo Maria Stirati, aveva reso nota la sua adesione al progetto politico per Fora presidente per «da estendere al governo regionale il progetto politico eugubino». Critiche invece da Sergio Santini, coordinatore del Movimento delle idee e del fare, sia nel merito sia nel metodo: «Il Pd non forzi la mano».

Movimento Cinque Stelle

Ma ormai il percorso sembra segnato e tutti sono invitati ad aggiungere vagoni al treno, per usare una metafora ferroviaria che – con Fcu ancora chiusa – non sembra proprio azzeccatissima da queste parti. Uno dei vagoni potrebbe essere a cinque stelle: «Abbiamo un progetto politico – dice Verini – e chiunque voglia aderire, dal movimento ai socialisti, è bene accetto, partendo dai problemi degli umbri».

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