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Home » Terni, il vescovo tuona: «Confusione ad arte»

Terni, il vescovo tuona: «Confusione ad arte»

di Marco Torricelli
22 Febbraio 2016
in Altre notizie, Attualità
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
Il vescovo a san Cristoforo

Il vescovo a san Cristoforo

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di Marco Torricelli

«La frattura c’è. Ma non certo da oggi. Sono state dette e fatte cose che hanno confuso le carte in tavola e che hanno contribuito a portare la situazione in uno stato di difficile gestione. Ora si dovrà riflettere, io lo sto facendo e spero che lo facciano anche altri. Poi verrà il tempo del confronto e, mi auguro, della comunione». Il vescovo Giuseppe Piemontese non ci sta a passare per il cattivo della situazione e spiega la sua posizione.

vescovo piemontese san valentino3 san cristoforo
La messa a san Cristoforo

Basilica disertata «Ricostruiamo, per cominciare, questa storia della messa celebrata a san Cristoforo invece che nella basilica di san Valentino (il vescovo, domenica mattina, era nella chiesa del centro della città, per una messa nella quale si ricordava la figura di don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, di cui lunedì ricorrerà l’undicesimo anniversario della scomparsa, mentre in basilica si svolgeva la tradizionale cerimonia per le coppie che festeggiano il 25simo anniversario di matrimonio; ndr), ma vorrei – dice padre Piemontese – che le mie parole fossero riportate con precisione». Prego, nel senso di si accomodi.

Terni San Valentino 25 anni matrimonio 4
La messa a san Valentino

Inviti e dinieghi «Alcuni giorni fa – dice il vescovo – i frati della basilica mi hanno annunciato di avere intenzione di invitare, per celebrare la messa di domenica 21 febbraio, monsignor Armando Sarti, vescovo di Fano. Io ho detto che per me andava bene e, di conseguenza, avendo ricevuto l’invito a celebrare la messa a san Cristoforo, ho accettato di buon grado. Poi mi è stato detto che monsignor Sarti non poteva più celebrare la messa in basilica, ma io avevo ormai assunto quest’altro impegno e non potevo certo sottrarmi». E così la celebrazione per la festa del 25simo di matrimonio è stata affidata a padre Bose, parroco della basilica di San Valentino.

San Valentino, protesta dei fedeli - 12 febbraio 2016 (3)

La protesta dei fedeli

Il ritorno Non sfugge, però, che per il vescovo si sarebbe trattato di fare ritorno nella basilica di san Valentino – nove giorni dopo il clamoroso coup de theatre a cui hanno dato vita i parrocchiani, impedendogli di trasferire le reliquie del santo in cattedrale e, di fatto, cacciandolo – ma a quanto pare il ricordo di quella serata non è affatto sopito: «Guardi che la mia posizione è stata sempre molto chiara. Chi ha creato della confusione ad arte non sono stato io ed è per questo che insisto sul fatto che questo deve essere, per tutti, un momento di riflessione. Anche perché, lo dico con grande serenità e senza alcuno spirito polemico, non sono ancora riuscito a capire se a san Valentino sia il parroco a prendere le decisioni o i rapprsentanti del Centro culturale e forse anche questa riflessione, una volta portata a compimento, ci aiuterà a ritrovare serenità».

LE FOTO DELLA CLAMOROSA PROTESTA DEI FEDELI

La statua Poi torna, il vescovo, su altre polemiche: quelle che hanno acompagnato anche l’accensione del nuovo impianto di illuminazione della statua di san Valentino. «Il parroco mi aveva proposto delle date, io avevo proposto un giorno ed un’ora, lui ha chiesto che si posticipasse l’orario e io ho acconsentito, anche se quella rotatoria, con il buio, è pericolosa. Quando siamo arrivati, le autorità civili ed io, abbiamo aspettato. L’orario indicato dal parroco è passato e per un po’ abbiamo ancora aspettato, ma poi ci siamo detti che non era il caso di far correre rischi alle persone e le luci sono state accese. Poi è stato detto che io non avevo voluto aspettare. Ma le cose sono, semplicemente, andate così».

Terni San Valentino 25 anni matrimonio 3
Le coppie che festeggiano i 25 anni di matrimonio

La ‘comunione’ Quello che appare chiaro, comunque, è che stando le cose come stanno, pensare di rivedere il vescovo nella basilica di san Valentino, almeno per il momento, risulta difficile: «Allora, tanto per evitare altre letture distorte – dice padre Piemontese – vi ricordo che la mia presenza, ad esempio per domenica prossima, non era prevista già da tempo (e in effetti non figura nel programma ufficiale, a differenza di quanto pervisto per domenica 21; ndr) e quindi vi prego di non creare altri ‘casi’». Ma poi concede: «Spesso, soprattutto in queste ultime settimane, sono state fatte circolare informazioni poco corrette e non è che la Diocesi o il vescovo possono passare il tempo a smentire o a prendere posizione su tutto. La verità, ne sono certo, potrà essere ristabilita quanto prima e allora tutti potranno avere chiaro l’evolversi della situazione».

diocesi eventi pala san valentinoIl tendone Tanto che, a proposito delle iniziative – che altre pesanti polemiche stanno suscitando – organizzate nel tendone montato a fianco della basilica del santo patrono, il vescovo ribadisce: «Nessuno ci ha informato e nessuno ci ha chiesto nulla. Si tratta di iniziative che non conosco e che non hanno visto la Diocesi coinvolta in nessun modo». Ma, visto che su alcune locandine e su alcuni documenti appare il logo della Diocesi, anche su questo padre Giuseppe Piemontese è categorico: «Non abbiamo mai autorizzato quell’utilizzo». E, prima di salutare, smentisce di essere stato ‘convocato’ in Vaticano: «Magari mi chiamassero, andrei di corsa, per spiegare come stanno le cose».

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