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Home » Treni in Umbria, promesse e proteste

Treni in Umbria, promesse e proteste

di Marco Torricelli
19 Aprile 2016
in Attualità, Dal territorio, Economia, Politica
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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Giovedì 21 aprile, alle 15, daranno l’annuncio ufficiale: i lavori di manutenzione straordinaria in corrispondenza della galleria di Poggio Azzuano sono finiti sul serio e, di conseguenza, potrà avvenire il ripristino della circolazione ferroviaria nella tratta Massa Martana-Terni, della linea Perugia-Terni della ex Ferrovia Centrale Umbra. Per la data, però, si devono attendere un po’ di ‘nulla osta’. Che pare tardino.

Le promesse Nel corso dell’incontro di giovedì, comunque – interverranno la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini; l’assessore regionale ai trasporti, Giuseppe Chianella e il direttore regionale di Busitalia, Velio del Bolgia – verranno comunque «illustrati gli interventi di messa in sicurezza del tratto ferroviario oggetto dei lavori», spiega una nota della regione e poi, tutti in carrozza: «Un treno, messo a disposizione da Busitalia, percorrerà la tratta Terni–San Gemini e ritorno, con una sosta presso la stazione di San Gemini per mostrare i tratti interessati dai lavori».

Le proteste A Gianluigi Giusti, del ‘Coordinamento comitato pendolari umbri’, però, questa sembra «l’ennesima sceneggiata da parte di una Regione che, a dispetto del contratto di servizio firmato a gennaio con Trenitalia, di quello con Rfi, sempre di gennaio e di quello con Busitalia di febbraio, continua a non mantenere gli impegni relativi agli investimenti di sua competenza, peraltro previsti fin dal 2014».

I disagi Perchè, ricorda Giusti, «l’Umbria è sempre la Regione che, secondo il rapporto ‘Pendolaria 2015’ (disponibile nella sezione ‘Documenti’ di umbriaOn) è quella nella quale c’è una delle dieci linee peggiori d’Italia (la Orte-Foligno- Fabriano; ndr) e sulla quale i pendolari lamentano da anni continui disagi» e sulla quale «grava sempre il ritardo cronico dei lavori relativi al tratto Spoleto/Campello del Clitunno, per il quale la vicenda Tecnis rischia di provocare ulteriori allungamenti dei tempi per il raddoppio dei binari, che doveva essere ultimato a giugno del 2015».

Mancate risposte E, rincara la dose il rappresentante dei pendolari, «la Regione Umbria è sempre quella che non ha voluto rispondere alla richiesta, reiterata nei giorni scorsi e già fatta a luglio del 2015, affinché sia riconosciuto un bonus, ai pendolari umbri, da poter utilizzare al momento del rinnovo dell’abbonamento, a fronte dei continui disagi più volte denunciati, per le problematiche agli apparati di condizionamento dell’aria sui materiali in esercizio della Direzione regionale di Trenitalia dell’Umbria e che ci risultava concesso, per gli stessi accadimenti, dalla Regione Toscana». Se la Regione non ha risposto, però, lo ha fatto Trenitalia: «Il Contratto di servizio stipulato con la Regione Umbria definisce gli standard qualitativi e quantitativi minimi da garantire, con sistema di verifica della qualità dei servizi e penalità a carico di Trenitalia. Lo stesso Contratto prevede che le somme derivanti dall’applicazione di penali possano essere utilizzate dalla Regione per il ristoro di eventuali disagi a favore della clientela, secondo modalità definite dalla Regione stessa». La Regione, insiste Gianluigi Giusto, «non potrà non tener conto di questa afermazione e noi faremo in modo che non se ne dimentichi».

 

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