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Home » Compost a Le Crete, arriva il ricorso al Tar

Compost a Le Crete, arriva il ricorso al Tar

di Lucina Paternesi
1 Marzo 2017
in Ambiente e salute, Apertura 5, Economia, Politica
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
La discarica 'Le Crete'

La discarica 'Le Crete'

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di L.P.

Giuseppe Germani mantiene, ancora una volta, la promessa. Come aveva anticipato, infatti, dopo il consiglio comunale aperto di inizio febbraio, il primo cittadino di Orvieto sfida la Regione, depositando al Tar il ricorso contro la decisione della Regione di autorizzare un impianto di compostaggio nella discarica Le Crete di Orvieto.

La protesta dei comitati

Contro la Regione Si schiera, ancora, dalla parte dei suoi cittadini, dei comitati ambientalisti e dei produttori di vino, oltre che dei tanti operatori del settore ricettivo, il primo cittadino di Orvieto e lo fa in maniera compatta assieme a tutta la giunta che ha deliberato, nei giorni scorsi, il ricorso avverso la determinazione dirigenziale numero 283 con cui la Regione, direzione agricoltura, ambiente e energia, dava il via libera al progetto della Sao, Servizi ambientali Orvieto, di realizzazione di un nuovo fabbricato per la maturazione e lo stoccaggio del compost di qualità.

L’impianto, con una capacità superiore alle dieci tonnellate giornaliere, dovrebbe avere le dimensioni di 2.400 metri quadrati per nove metri di altezza. E celerebbe, secondo tutta la comunità orvietana contraria alla realizzazione del progetto, un’autorizzazione implicita a un nuovo, pericoloso, ampliamento della discarica, tra le poche rimaste attive e con una capienza non ancora esaurita in tutta la regione. Il rischio, poi, è di ricevere ancora ulteriori conferimenti sia dagli altri ambiti territoriali umbri che da fuori regione. C’erano sessanta giorni di tempo, ma l’amministrazione ha voluto accelerare i tempi e ha dato mandato a un legale di Roma, l’avvocato Valentina Stefutti, di rappresentare l’ente di fronte alla giustizia amministrativa.

Il sindaco di Orvieto Germani

Nessun ampliamento Il comune aveva dato la compatibilità urbanistica all’impianto ma la posizione dell’amministrazione era sempre stata chiara: nessun ampliamento. Per questo, già all’indomani del consiglio aperto, sulla questione Germani aveva preciso: ««Ritengo sia giusto – precisa il sindaco – che Questa autorizzazione abbia l’iter complessivo anche della Via, nella quale tutti i soggetti possano dire la loro e non che si faccia un percorso semplificato più accelerato».

Il ricorso «Considerato che il provvedimento – si legge nel documento – stabilisce che il progetto non comporta impatti significativi e negativi sull’ambiente e non debba essere sottoposto al procedimento di valutazione di impatto ambientale (Via)» il Comune rileva che, secondo quanto disposto dalla Regione Umbria, l’iter che la società richiedente dovrà seguire consisterà nella sola presentazione di una istanza di modifica dell’Aia, l’autorizzazione di impatto ambientale, già rilasciata con precedente provvedimento autorizzativo della Provincia di Terni nel 2011 per il progetto di revamping dell’impianto di trattamento rifiuti e l’ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi limitatamente alla fase uno, cioè alla sopraelevazione dell’impianto in esercizio nel secondo calanco.

Impatto ambientale «Esistono valide ragioni per opporsi a detto provvedimento regionale – si legge ancora nella determina – dinnanzi all’autorità giurisdizionale amministrativa in ragione delle risultanze dell’esito dell’istruttoria paesaggistica, che vengono assunte unicamente a contenuto di raccomandazioni di natura non precettiva» Tra queste prescrizioni, come riporta la determina regionale, l’obbligo di utilizzare coperture adeguate, evitare la contaminazione delle acque e molte altre ancora, nonostante l’impatto ambientale venga considerato non significativo. 

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