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Home » Spello, Pasta Julia: «Posti a rischio»

Spello, Pasta Julia: «Posti a rischio»

di Simone Francioli
3 Maggio 2018
in Dal territorio, Spello
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
Foto pastajulia.it

Foto pastajulia.it

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«Fortissima preoccupazione per la situazione che si è venuta a determinare. Le difficoltà sono evidenti: tra problemi strutturali, che vengono dal passato, clienti difficili da recuperare, fatturato da aumentare velocemente, istituti di credito non collaborativi e, non meno importante, criticità organizzative aziendali». A lanciare l’allarmo sulla Pasta Julia S.p.A. di Spello è Gianluca Menichini della Flai Cgil.

Il preambolo «Quella della Pasta Julia di Spello, potrebbe – sottolinea Menichini – sembrare una normale, anche se complicata, vicenda come quelle che interessano o hanno interessato, purtroppo, decide di aziende in Umbria. Negli ultimi anni, la compagine societaria è più volte cambiata e questo cambiamento ha coinciso anche con procedure concorsuali o addirittura con fallimenti. Con l’ultima procedura, Pasta Julia spa ha ceduto il marchio, la struttura e l’attività, con fitto di ramo di azienda e obbligo di acquisto, a una nuova compagine societaria, il Pastificio Fidelia, che opera oramai dal 2015».

La procedura e i rinvii Allo stato attuale e considerate le difficoltà già elencate, « i dipendenti, professionali e pronti ai sacrifici quotidiani, affrontano oramai da anni la difficoltà di percepire gli stipendi con importanti ritardi. Da oltre un anno si è in attesa delle decisioni del tribunale e poi la pronuncia dei creditori, ma prima ancora dei commissari, due professionisti di Spoleto, che dovrebbero definire la correttezza ‘tecnica’ della procedura. Questa decisione non arriva, siamo oramai al quinto rinvio. Difficoltà tecniche, chiarimenti sul pagamento del fitto di ramo di azienda, macchinari che non ‘possono’ essere gestiti con il leasing e altro: queste le motivazioni per i rinvii. Motivazioni che, in alcuni casi, sembrano pretestuose, legate a ragioni più di carattere tecnico o burocratico che di merito. Intanto, i lavoratori hanno dovuto sopportare senza comprendere le vere ragioni di questi ritardi, con la minaccia costante e la preoccupazione per il rischio di un altro fallimento. Oramai da tempo ci chiediamo se nel verificare la correttezza della procedura, si tiene conto delle persone che da queste verifiche dipendono, se si tiene conto degli stipendi dei lavoratori quando si chiedono alla nuova società ulteriori impegni economici, oppure si liquida il tutto con frasi del tipo: ‘I lavoratori possono attendere e degli stipendi dei lavoratori non mi interessa nulla’».

Burocrazia e rischi La Flai Cgil puntualizza che «siamo tutti consapevoli che le normative prevedono i compiti dei curatori, che sono principalmente la tutela degli interessi dei creditori. Come Flai Cgil e lavoratori, però, ci chiediamo se non possano essere coniugati gli interessi legittimi dei creditori e gli interessi ancor più legittimi di chi lavora in quell’azienda e potrebbe anche aver perso soldi nelle precedenti procedure. Siamo fortemente preoccupati perché, vista la storia e gli intrecci di questa procedura, potrebbero ripresentarsi interessi particolari o personali, che lavorano per creare ancora più problemi, o potrebbero manifestarsi ulteriori difficoltà burocratiche nella procedura che rischiano di affossare definitivamente l’azienda e i suoi numerosi dipendenti. Evidente che una soluzione negativa della vicenda, con il fallimento – conclude Menichini – anche di questa nuova avventura, non sarebbe sopportata dalla Cgil, dai lavoratori, ma anche dal territorio. La reazione sarebbe forte, soprattutto se gli attori di questa vicenda dovessero risultare un fattore negativo o peggio ancora un ostacolo».

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