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Home » Elezioni: «Ecco perché il Pd ha vinto»

Elezioni: «Ecco perché il Pd ha vinto»

di Marco Torricelli
12 Giugno 2015
in Dal territorio, In evidenza, Opinioni, Politica
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
Giacomo Leonelli

Giacomo Leonelli

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di Giacomo Leonelli
Segretario regionale del Partito Democratico

Le elezioni regionali sono state vinte dal Pd e dal centrosinistra, in Umbria e in Italia. E in Umbria il Partito Democratico ottiene il secondo miglior risultato nazionale dopo la Toscana; merito di un progetto concentrato sui temi, che ha visto il suo culmine con UmbriaVerso il 7 marzo al Lyrick, quando centinaia di persone hanno partecipato il nostro programma, della coesione del partito e di una campagna elettorale fatta tra la gente, nei mercati, porta a porta.

Abbiamo recepito segnali di un malessere diffuso, che si concentra su alcuni temi. Essenzialmente il lavoro e l’occupazione e più in generale il contesto socio-economico di forte difficoltà, quindi le pensioni, l’immigrazione e la sicurezza. Temi che trascendono le competenze del governo regionale, ma usati anche in un’ottica ritorsiva nei confronti del Pd.

Si legge un disagio nei confronti di un Pd che da troppi segnali di divisione, mentre il centrodestra, in Umbria più che altrove, era compatto.

Merita una riflessione il dato sull’affluenza, di cui è opportuno ragionare su uno scenario nazionale. La partecipazione al voto cala in tutta Italia e, anzi, l’Umbria registra in questo senso il secondo miglior dato dopo il Veneto, pur in un quadro di difficoltà. Si assottigliano i partiti della coalizione, faticano i gruppi a sinistra del Pd – cinque anni fa Prc e Idv presero oltre il 15%, oggi Vecchietti si ferma all’1,5%.

Rispetto alle amministrative dello scorso anno, poi, il Pd recupera punti importanti, a Perugia guadagna due punti percentuali rispetto alle regionali di cinque anni fa. Siamo di fronte a un quadro politico che stabilizza il Pd, ma che ci consegna una riflessione sulla necessità di rivedere i nostri confini.

E’ tempo, ora, di ‘capire cosa fare’, di focalizzare l’attenzione sul nostro territorio e capire quali ricette vogliamo mettere in campo, per intercettare e recuperare quei voti in prestito, voti di speranza che alle europee dello scorso anno hanno portato il Pd oltre il 40 per cento dei consensi a livello nazionale.

Con una consapevolezza: l’Umbria rossa a prescindere rimarrà una suggestione romantica e troppo spesso il Pd è stato percepito come conservatore di equilibri consolidati. Avanti tutta, dunque, con la sfida del rinnovamento e la costruzione di un partito del merito e capace di liberare energie nuove sul territorio.

Vogliamo accogliere la sfida dell’innovazione e del cambiamento, non concentrarci sulla tenuta; vogliamo intercettare il voto di speranza dato l’anno scorso al Pd di Matteo Renzi. Dobbiamo dimostrare di saper interpretare una fase nuova e la richiesta di un segnale di novità non può essere derubricata a capriccio del segretario.

Sul fronte Pd dobbiamo recuperare una dimensione popolare, costruire un modo nuovo di stare sul territorio, in mezzo alla gente, replicare eventi come Umbriaverso che testimoniano di un Pd aperto, plurale, partecipato: già per settembre stiamo programmando un appuntamento di confronto sull’Umbria e le sue sfide. Sarà impegno della segreteria, ma spero anche degli amministratori ritrovare modalità innovative e concentrate sui temi di stare in mezzo alla gente.

 

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