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Home » Le Crete di Orvieto: «Ipotesi emergenza?»

Le Crete di Orvieto: «Ipotesi emergenza?»

di Lucina Paternesi
28 Marzo 2018
in Ambiente e salute, Dal territorio
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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Votare due volte, nel giro di pochi anni, la stessa mozione. E non sapere cosa accadrà, ancora, alla discarica Le Crete di Orvieto.

Monica Tommasi, presidente Amici della Terra

Amici della Terra «La amplieranno lo stesso. La nostra preoccupazione è che, a breve, verrà decretato lo stato di emergenza regionale. Così sarà avallato il nuovo progetto di ampliamento targato Sao Acea». A parlare è Monica Tommasi, presidente nazionale di Amici della Terra, che da anni porta avanti una battaglia affinché Le Crete non divenga la discarica dell’Umbria. Proprio martedì, infatti, si è tenuta un’altra Conferenza dei servizi dopo quella dello scorso 23 gennaio, contraddistinta da un vero e proprio ‘giallo’.

Osservazioni sparite «L’emergenza è praticamente dietro l’angolo, – prosegue Tommasi –  stiamo portando fuori grosse quantità di rifiuti, basta che una sola regione si fermi ed ecco qua che scatta l’opzione che permette di scavallare tutte i pareri e le opinioni espresse. Quindi, nonostante tutte le buone intenzioni, il rischio è che di nuovo la volontà della comunità orvietana sarà messa da parte a livello regionale». Contrari al nuovo ampliamento perché «necessario solo a mascherare la mala gestio in ambito di gestione dei rifiuti», che fa perno esclusivamente sul ricorso alle discariche, Amici della Terra aveva presentato delle ‘osservazioni’ al progetto che, però, non sono mai arrivate a destinazione prima della riunione dello scorso gennaio.

La Conferenza dei servizi «Ce ne siamo accorti leggendo il verbale – spiega la Tommasi – quando ci siamo stupiti del fatto che le nostre osservazioni non erano entrate nella discussione dei partecipanti. Semplicemente non le avevano ricevute, nonostante avessi in tasca la ricevuta di accettazione da parte dell’ufficio protocollo. Quando abbiamo fatto obiezione abbiamo ricevuto una telefonata di scuse da parte del dirigente regionale». Intanto, in attesa di capire come evolverà la situazione, dal consiglio comunale di Orvieto è uscito un altro ‘no’ al progetto di ampliamento. 

Il sindaco Germani

Lo strappo È questa la situazione post terremoto elettorale in cui si è consumato un altro strappo, tutto interno al Partito democratico umbro, dopo che il consiglio comunale, chiamato ad esprimersi, nuovamente, su un eventuale progetto di ampliamento della discarica su proposta dell’azienda che la gestisce, la Sao Acea, ha deciso di confermare e ribadire – se ce ne fosse stato bisogno – il proprio ‘no’ a qualsiasi progetto di ‘rimodulamento’ del secondo calanco de Le Crete.

In comune All’unanimità, infatti, lunedì sera il consiglio comunale ha approvato la mozione presentata dallo stesso primo cittadino Giuseppe Germani che impegna sindaco e giunta a confermare il parere espresso già nel 2014. Eppure è stato lo stesso sindaco che, appena qualche mese fa, in una riunione a porte chiuse negli uffici dell’assessorato all’ambiente del Broletto, a Perugia, a ritenere «accoglibile la proposta di modifica progettuale illustrata da Acea». Una sostanziale ‘rimodulazione del progetto’ di ampliamento, già bocciato da più parti, consistente in una riduzione significativa dell’incremento della capacità netta della discarica rispetto a quanto previsto nel progetto a suo tempo presentato in sede di via, circa il 50%».

Il nono gradone

Le opposizioni E intanto, mentre il sindaco si dice pronto a lavorare fianco a fianco con l’Auri per portare la raccolta differenziata al 70%, a rispondere per le rime sono le opposizioni. Tra tutti il consigliere Andrea Sacripanti che ha giudicato ‘imbarazzante’ «il cambiamento di opinione del sindaco. Già a settembre esprimere la totale contrarietà del comune di Orvieto in forza proprio del mandato ricevuto dal consiglio comunale. L’Auri esiste da tre anni e siamo ancora alle bozze preliminari del Piano dei rifiuti. L’economia circolare è una mera citazione, perché in realtà sui rifiuti in Umbria non funziona nulla e i report sono ancora basati sui rifiuti in discarica. Abbiamo deciso di votare la sua mozione ma sappiamo che, ancorché importante, ha un valore simbolico perché in sede di Via potrebbe essere superato dalla Regione. Torno a chiedere, dopo quattro mesi, oggi il sindaco ha sentore di capire l’orientamento della presidente Marini e dell’assessore all’Ambiente della Regione? Il rischio è che il sindaco esca con la faccia pulita, ma intanto la Regione lavori sotto sotto?». 

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