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Home » Perugia, i debiti Comune-Gesenu

Perugia, i debiti Comune-Gesenu

di Lucina Paternesi
29 Febbraio 2016
in Attualità, Dal territorio, Economia, Politica
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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L.P.

Un vero e proprio giallo. Sembrano questi i contorni della vicenda che ruota attorno ai debiti che il Comune di Perugia avrebbe con Gest-Gesenu, debiti che non risultano all’assessore al bilancio Cristina Bertinelli e su cui ha promesso di attuare tutte le verifiche del caso.

L’ad De Paolis In attesa che si faccia chiarezza, per Cristina Rosetti, che aveva tirato in ballo i 2 milioni di euro mai versati dalla Gesenu nelle casse del Comune a titolo d’indennità di disagio ambientale, le dichiarazioni dell’azienda confermano che «la partita rifiuti è stata gestita nella più totale opacità». Tra le tante domande poste dal consigliere comunale, si può dare risposta certa almeno a una. A firmare la nota con cui Gesenu ha replicato alle sue accuse è stato lo stesso Dante De Paolis, dirigente in aspettativa del Comune di Perugia e ora amministratore delegato di Gesenu, nominato dal socio pubblico subito dopo la notifica dell’interdittiva antimafia firmata dall’allora prefetto Antonella De Miro. L’ha concordata con l’azienda e poi la stessa è stata diramata dall’ufficio stampa. Per chiarezza e completezza di informazioni, dice.

Debiti E’ lo stesso De Paolis a tentare di fare chiarezza, specificando come, di quei quasi 14 milioni di euro, 13.851.000 per l’esattezza, ne sono scaduti appena 4 milioni e mezzo. E da dove vengono? «Derivano principalmente dal contratto di servizio – spiega l’ad – la società fattura mensilmente il canone di servizio che costa, al Comune, circa 3 milioni al mese. Sempre da contratto, il Comune effettua pagamenti a 90 giorni quindi, ad esempio, la fattura del mese di dicembre scadrà il prossimo 31 marzo. Evidentemente ci sono altri canoni che sono scaduti dei mesi precedenti, poi ci sono altre partite aperte, come la Tia alle scuole, le esenzioni concesse dall’amministrazione comunale che devono essere rinforzate. In primis, comunque, questi debiti nascono dal contratto in essere con il Comune».

L’indennità ambientale Tutto normale, tutto in regola secondo De Paolis quando un’amministrazione ha in essere contratti con le aziende. «Ci tengo a rimarcare che i crediti esigibili, cioè i debiti veri e propri, sono solo quei 4 milioni e mezzo, perché sono scaduti». E per quanto riguarda l’indennità di disagio ambientale che, come aveva specificato la Rosetti equivale a 2.144.000 euro scaduti, la stessa è inserita nel contratto. «In base al regolamento viene poi applicata ai cittadini che abitano vicino agli impianti per i quali è previsto uno sconto sulla tariffa». Uno sconto che, però, non c’è mai stato. «Noi ci limitiamo ad applicare il regolamento comunale», specifica De Paolis, sottolineando come, prendendo i dati isolati non si riesca a fornire una fotografia aderente alla realtà dei fatti. «Quello che all’azienda non va proprio giù è che si veda solo la parte negativa, cioè quella di debiti che in realtà non ci sono».

Cittadini morosi Nessun debito, quindi, da parte di Gesenu, ma dal Comune sì. Ma se la tariffa pagata dai cittadini umbri è tra le più alte d’Italia, che fine fanno allora tutti quei soldi se l’amministrazione è comunque in debito con la società? «La tariffa pagata dai cittadini è commisurata ai servizi, al piano e alla gara – spiega De Paolis – il fatto che sia alta nasce da lontano, non è un problema che si è generato di questi tempi. E poi un altro problema è che non tutti pagano la tariffa». Secondo De Paolis, dunque, a contribuire a creare questo debito ci sarebbero anche tutte quelle tariffe non riscosse dal Comune e che, solo per lo scorso anno, valevano una cosa come 3 milioni di euro.
La colpa è dei cittadini, dunque? «Bé non tutti pagano le bollette, questo succede in tutta Italia. Lo scorso anno il Comune aveva emesso un fondo di svalutazione crediti che doveva far fronte a oltre 3 milioni e 300 mila euro di bollette non riscosse. Per recuperare quei soldi, poi, la trafila è lunga e macchinosa, spesso ci vogliono anni sia per portare a termine tutti gli accertamenti che per riscattare i crediti».

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