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Home » Una medaglia per chi ha capito il colore in cui è l’Umbria

Una medaglia per chi ha capito il colore in cui è l’Umbria

di Redattore
17 Gennaio 2021
in Apertura 5, Coronavirus, Economia, In evidenza
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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di P.C.

«Abbiamo saputo che l’ Umbria è in zona arancione»: con questa motivazione, molti clienti hanno disdetto prenotazioni presso i ristoranti nella giornata di sabato. A nulla sono valse le rassicurazioni dei ristoratori: altri clienti persi. E così al ‘Giò’ si sono inventati un premio per chi ha confermato la prenotazione.

SPECIALE COVID – UMBRIAON

Il racconto

Lo racconta in un post su Facebook Alberto Guarducci, uno dei titolari (il Giò è della sua famiglia): «Abbiamo provato a spiegare che la zona arancione cominciava da domenica, ma non c’è stato nulla da fare». E allora, durante il servizio al tavolo di sabato, i titolari hanno deciso di premiare con una medaglia chi era presente. «Con tre motivazioni: ha capito di che colore fosse l’Umbria; ha deciso di andare a pranzo al ristorante, ha scelto noi».

La posizione su #IoApro

Viceversa, il Giò è rimasto chiuso la sera, non aderendo a #IoApro1510: «Comprendo le ragioni che hanno mosso alcuni colleghi a tenere aperto per protesta – ha scritto Guarducci in un lungo post – ma certamente non abbiamo aderito alla iniziativa. Si è parlato di una sana disobbedienza civile di fronte a norme ingiuste. Personalmente io credo che di norme ‘ingiuste’, che complicano se non addirittura mortificano la iniziativa privata, ce ne siano diverse e come categoria ne avremmo di che dire (anche se riconoscermi in discorsi ‘di categoria’ a me è sempre riuscito male: nel settore della ristorazione, come in ogni ambiente umano, ci sono imprenditori capaci, esperti, grandi lavoratori, anzi grandissimi lavoratori, vite sacrificate al lavoro, e ci sono anche cialtroni e disonesti, che evadono tasse e contribuzioni per dirne una). Le norme sono le regole del gioco, si combattono e si cambiano ai tavoli delle concertazioni. Fare disobbedienza per protestare contro le norme di prevenzione per la diffusione di una epidemia globale francamente mi sembra del tutto sbagliato, per tutta una serie di motivi che non è neanche il caso di elencare».

IL NUOVO DPCM ED IL DECRETO-LEGGE
L’UMBRIA TORNA IN ZONA ARANCIONE

I racconti degli utenti

Ancor più paradossale quando raccontano alcune persone fra i commenti. «Pensando che fossimo gialli – scrive una signora – ho fatto un giro sulla neve a Monte Cucco dove ho la casa. Al mattino avevo prenotato telefonicamente un ristorante nei paraggi per il pranzo. Bene, mi mandano un sms per dire che i vigili locali gli hanno impedito di aprire il ristorante perché secondo loro eravamo arancioni».

Zangara: «Ci state prendendo in giro» (video)

Con un video pubblicato sulla sua pagina, Giobi Zangara, presidente regionale Fiepet Umbria e animatore del gruppo Horeca Umbria, gruppo nato col primo lockdown, si è sfogato venerdì sera per la scarsa chiarezza sui colori: «Il venerdì sera non sappiamo di che colore saremo nel weekend, non sappiamo se possiamo aprire a pranzo e se dobbiamo fare la spesa o no». Infine la minaccia: «Andrà a finire che nessuno di noi pagherà più nulla, non pagheremo alcun tipo di tassa».

Le lamentele dei ristoratori

Covid, ristoratori allo stremo: c’è chi chiude, chi ridimensiona e chi… si ribella

#ioapro: serata movimentata Dal Gale

Ristorante aperto a cena per protesta: scatta la sanzione

Le motivazioni di chi non ha aperto

Covid, ‘IoNonApro’: «Porgeteci una mano per evitare il peggio»

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