‘Galleria dei veleni’: finale con prescrizione

Terni, nulla di fatto per il processo legato ai gravi problemi di salute accusati dal 44enne Alessandro Ridolfi. Resta la causa civile

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Finisce con un nulla di fatto il processo penale legato al calvario del 44enne Alessandro Ridolfi, il tecnico toscano che nel novembre del 2009 era stato contaminato da una ‘pioggia’ di acqua mista a metalli pesanti durante i lavori di costruzione della galleria Tescino, riportando seri problemi di salute, mai risolti nel tempo: piaghe in varie parti del corpo, allergie e un generale malessere – conseguenze di una ‘dermatite eczematosa corrosiva’ – che lo ha poi costretto ad un’invalidità del 20%.

ALESSANDRO RIDOLFI: «CONTAMINATO DAL CROMO» – VIDEO

Epilogo previsto Nell’udienza fissata per giovedì di fronte al tribunale di Terni, il giudice Barbara Di Giovannantonio – alla presenza del pm Cinzia Casciani e dei legali difensori dei tre imputati – non ha potuto fare altro che rilevare l’avvenuta prescrizione e quindi l’estinzione del reato – lesioni colpose – ipotizzato dalla procura a carico di tre persone: l’amministratore unico della Ternirieti Scarl, il direttore di cantiere e il responsabile del servizio prevenzione e sicurezza. Un passo ampiamente previsto che lascia comunque l’amaro in bocca al 44enne toscano, tutt’ora gravato da diversi problemi che lo costringono a vivere un un piccolo borgo in provincia di Arezzo, fra la Valtiberina e il Casentino, per evitare il più possibile contatti con i metalli e gli inquinanti che si possono trovare nell’aria della città. La vicenda legale prosegue invece in sede civile dove Alessandro Ridolfi, assistito dall’avvocato Roberto Alboni, conta di far valere le proprie ragioni. Almeno sul piano dei risarcimenti.

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