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UmbriaON

Home » Ternana: «Ci credo perché siamo forti»

Ternana: «Ci credo perché siamo forti»

di Simone Francioli
4 Aprile 2018
in Calcio, Sport
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
Fere al lavoro in vista del Cittadella

Fere al lavoro in vista del Cittadella

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Roberto Venturato, allenatore del Cittadella

Luca Tremolada sembra sincero. La Ternana è ormai diretta verso la serie C e a questo punto potrebbe non bastare nemmeno una media – utopica, visto il cammino precedente – di due punti a match, ma il trequartista milanese rilancia: «Se ci credo davvero oltre all’aspetto aritmetico? Sì, magari mi prenderanno per scemo, ma questi ragazzi sono forti. Lo dobbiamo solo dimostrare, i mezzi ci sono tutti». Che è un po’ quello che si va ripetendo da settembre più o meno, i risultati sono ben visibili in classifica. A tenere banco in casa rossoverde sono anche i problemi interni: il milanese fa ‘mea culpa’ e spiega l’alterco con Montalto a Carpi: «Sbagliato entrambi per nervosismo, volevo calciare. Ma tutto risolto». In tutto ciò via della Bardesca ha deciso di mettere i biglietti a 1 euro per tutti i settori.

LUCA TREMOLADA SUL LITIGIO CON MONTALTO E LA SALVEZZA, VIDEO

Luca Tremolada

La bagarre emiliana Mercoledì pomeriggio allenamento e conferenza del numero 16 rossoverde, coinvolto nello spiacevole episodio – punizione vincente di Montalto, mani alzate di Tremolada e corsa d’esultanza verso De Canio con tanto di ‘paroline’ di Montalto nei confronti del compagno – del ‘Cabassi’. Insomma, tra Ascoli e Carpi le Fere danno modo di far parlare e non nella giusta direzione. Giusto per non farsi mancare nulla: «Non mi sognerei mai di andare contro la mia squadra e un mio compagno, non mi interessa chi segna ma vincere e salvarci visto che siamo in questa situazione. Mi spiace che il mio gesto sia stato mal interpretato ma in linea generale è un episodio dettato dal nervosismo, capita anche ai campioni. Bisogna essere gruppo dentro il campo e non voglio passar male per un gesto d’istinto. Metto sempre la squadra prima di me stesso».

LA DIFESA DELLA TERNANA È GIÀ LA PEGGIORE DAL 1993. PESSIMO COMPLEANNO ROSSOVERDE PER STEFANO BANDECCHI

Luca Tremolada e Luigi De Canio a confronto

Il ‘casus belli’ punizione: «Sbagliato in due» Tutto nasce dalla volontà di Tremolada di tirare quella punizione. ‘Batto io, batti tu’ e palla a Montalto, il resto lo racconta – conferenza stampa, evidentemente, organizzata anche per gettare acqua sul fuoco – lo stesso numero 16: «Sono cose che capitano, di solito è una posizione dove ho sempre calciato e avevo sfiorato la marcatura poco prima. Volevo calciare e mi sembrava giusto, abbiamo un po’ bisticciato e alla fine lo ha fatto lui. Ero nervoso per diversi motivi e quel gesto non voleva dire ‘Ah, hai fatto anche gol’ quando la palla è entrata. Anzi, menomale che è successo. Lui poi si è girato e ha detto certe cose che non si dicono mai a un compagno: la cosa è finita lì e ci tengo a dire che dentro il terreno di gioco siamo fratelli, poi fuori ognuno ha i propri rapporti. Abbiamo sbagliato in due, nel mio caso a fare quel gesto involontario e d’istinto. Chiedo scusa se qualcuno si è sentito offeso, è stata una cosa come per dire ‘Che fortuna che abbiamo segnato’». In linea di massima non c’è molta empatia tra i due, ecco. Poi si gioca nella stessa squadra e per il bene di tutti bisognerebbe comportarsi in un certo modo. Non è stato fatto in questo caso.

Ezio Brevi a colloquio con Luca Tremolada

«Siamo forti» Slogan e dichiarazioni ottimistiche non sono mai mancate a Terni quest’anno. Da Stefano Bandecchi ai tecnici, passando per i giocatori. Altro problema che ha affondato la squadra verso l’ultimo posto della classifica: «Servono 19-20 punti, inutile nasconderci. Quelli occorrono se ci vogliamo provare e la Ternana – non molla Tremolada – ha le qualità per farlo: sono convinto che possiamo farcela perché questi ragazzi sono forti e dobbiamo dimostrarlo. Qualcuno mi prenderà per scemo visto che dico che siamo forti, ma è la verità e siamo in grado di fare i punti necessari: questa squadra ha valori tecnici importanti e i mezzi ci sono». Déjà vu.

LA SCONFITTA DI CARPI

Adriano Montalto

Manca sempre qualcosa Ma Tremolada ci crede solo per un mero aspetto matematico o perché vede davvero una squadra capace di ingranare la marcia dopo quattro vittorie in tutta la stagione? «Ci credo – risponde il 16 – per l’aritmetica, ovvio, e poi perché ho sempre avuto la sensazione che questa squadra uscisse dal campo con qualcosa da recrimininare. Giochiamo bene e non riusciamo a far risultato, arriviamo lì e non segniamo, ci difendiamo bene e subiamo lo stesso. siamo migliorati con l’arrivo di De Canio sotto il profilo tattico, è indubbio, ciò mi fa rimanere fiducioso. Qualche dettaglio ci sta ancora facendo male, se siamo ultimi non è solo per la sfortuna, chiaro, e margini di errore non ce ne sono più. Ci è mancata attenzione ed equilibrio. La Ternana ha però dimostrato che può giocarsela con tutti». Ventisette punti su novantanove a disposizione, almeno venti su ventisette rimasti. Il ruolino attuale e quello che servirebbe. Altro che miracolo.

Luca Tremolada e Sandro Pochesci

La professionalità e il Cittadella Poi Tremolada fa intendere – poco ci voleva – che un po’ di normalità è arrivata a Terni con l’arrivo del trainer lucano: «De Canio ha portato compattezza – commenta – e tanta mentalità nell’essere professionale. Questo processo può durare mesi e anni, ma noi non abbiamo tempo». Quindi gli viene chiesto se la professionalità sia mancata nella prima parte di campionato. Il milanese ci pensa un paio di secondi e va: «Diciamo che nei primi mesi l’entusiasmo iniziale e il fatto che eravamo spregiudicati ha un po’ nascosto certe cose, questo sì. Ripeto, ora i bonus sono finiti e sabato con il Cittadella bisogna vincere, le chance sono finite: loro giocano e memoria e sono molto maturi, ci aspetta un match difficile. Per quel che ci riguarda, invece, se lo eravamo forse avremmo avuto qualche punto in più. I tanti dialoghi con gli allenatori? Ritengo sia la miglior soluzione, anche con i compagni. Poi a livello tattico ho ricevuto spesso indicazioni sul lavoro senza palla, per correre meglio». Chiusura sul futuro in caso di retrocessione: «La società ha il diritto di riscatto e vedremo cosa farà al termine della stagione. Spetta a loro l’ultima parola».

Stefano Bandecchi, 57 anni compiuti

I 2008 e il ‘Berba cup’ Zero soddisfazioni dai senior, meglio – sconfitta nel derby a parte – con i più piccoli. I classe ’08 di Marco Ciarimboli hanno concluso sul podio il ‘Berba Cup’: vinto il girone qualificatorio con Santagata sport, Edelweiss, Alto academy, Castelvetro e Accademia Rimini, quindi le sconfitte nei match per i primi posti con Tritium e Cesena. In grande evidenza Jordan Caccavale e Alessandro Dezio.

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