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Home » Italia e Giappone, storia lunga 150 anni

Italia e Giappone, storia lunga 150 anni

di Francesca Torricelli
28 Agosto 2017
in Attualità, Cultura, Dal territorio
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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Per celebrare i 150 anni di rapporti diplomatici fra Italia e Giappone, la Unitre di Amelia (Associazione attiva nel campo dell’educazione degli adulti da quasi 30 anni e che annovera fra i suoi scopi statutari la promozione di iniziative culturali e sociali per realizzare un aggiornamento permanente e il contatto fra le generazioni) organizza una serie di eventi in programma dal 2 al 16 settembre ad Amelia.

Kikuko Kurose «La comunità amerina – spiegano gli organizzatori – ha avuto l’opportunità di avvicinarsi a questa cultura grazie alla presenza dalla pianista Kikuko Kurose, fondatrice dell’associazione Concerts For Classica’ Music Fans, che ha lo scopo di diffondere l’ascolto della buona musica offrendo concerti gratuiti. Per tale motivo lo scorso anno l’amministrazione comunale le ha conferito la cittadinanza onoraria». Esiste inoltre ad Amelia un piccolo nucleo di residenti di origine giapponese, soprattutto signore «che, per amore, hanno scelto il nostro paese come seconda patria. La loro presenza, che potrebbe passare inosservata se non fosse per i tratti somatici e la gentilezza dei modi, ha accresciuto il nostro desiderio di capire il loro Paese di origine».

Il programma

Gli eventi Ecco l’occasione che si presenta per la Unitre di Amelia di poter organizzare una serie di eventi, a partire dal concerto di K.K., per celebrare i 150 anni di rapporti diplomatici fra Italia e Giappone, grazie anche alla collaborazione offerta dal vicepresidente della Pro loco di Amelia, I’ambasciatore Raffaele De Lutio con la proposta di presentare il libro di Mario Vattani, già console generale di Kyoto e Osaka, ‘La via del Sol Levante-Un viaggio giapponese’.

Le associazioni È nata, inoltre, una collaborazione intensa con molte altre associazioni amerine e non solo e con le amministrazioni comunali e provinciale che hanno dato il patrocinio. «Grazie alla ricchezza delle risorse umane – spiegano – che è oggi la vera ricchezza del nostro Paese, si è potuto creare un programma con un budget finanziario limitato ma con una ricca offerta dì incontri che ha ottenuto il significativo patrocinio della Fondazione Italia Giappone e dell’Ambasciata del Giappone».

La storia delle relazioni fra Italia e Giappone inizia alla fine del 1500 con il gesuita Alessandro Valignano che, prima di evangelizzare si preoccupa di apprendere la loro lingua e intrattenere rapporti nel reciproco rispetto tanto che nel 1585 i rappresentanti dei feudi giapponesi vengono accolti da papa Gregorio XIII per aprire un dialogo politico e religioso. Nel 1615 Hasekura Tsunenaga sbarca a Civitavecchia, dove resta per due settimane, per poi recarsi a Roma con la richiesta formale a papa Paolo V per un trattato commerciale con il Messico e l’invio di missionari cristiani in Giappone. Civitavecchia, gemellata con Amelia, è a sua volta gemellata con Ishinomaki. Il Trattato di Amicizia e di Commercio fra Italia e Giappone venne siglato nel 1866 in base al quale, a partire dal il primo gennaio del 1867, prese avvio l’importazione in Italia, dove la produzione della seta era stata messa in seria difficoltà da una epidemia dei bachi, del sanranshi (cartone fatto con seme di bachi). La risoluzione commerciale, oltre che da interessi commerciali reciproci, venne sostenuta dal favore con cui i giapponesi vedevano II Risorgimento italiano, un movimento analogo alle vicende che, quasi contemporaneamente, avevano causato la fine dello shogunato e la Restaurazione Meiji (1868).

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