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Home » Corto circuito Ternana, il rischio per Bandecchi

Corto circuito Ternana, il rischio per Bandecchi

di Simone Francioli
30 Dicembre 2017
in Calcio, Sport
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
Pochesci, Ranucci e Bandecchi in tempi migliori (foto Settonce)

Pochesci, Ranucci e Bandecchi in tempi migliori (foto Settonce)

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Stefano Bandecchi e Sandro Pochesci

di S.F.

La comunicazione, la presenza e l’appoggio del tifo – vale per tutti in quest’ultimo caso, ma a Terni da anni si era creata una situazione anomala – per il mondo della Niccolò Cusano sono essenziali. Aspetti che, in particolar modo, il presidente Stefano Ranucci ha sempre attenzionato a dovere, d’altronde l’obiettivo principe della società – annunciato alla prima uscita ufficiale del dirigente romano senza troppi giri di parole – è reclamizzare l’università per bene attraverso la spinta mediatica di un club calcistico di serie B. Perfetto, se tutto fila liscio. Ora, dopo un intero girone disputato con la squadra quasi sempre in zona playout/retrocessione e una discreta quantità di dichiarazioni ottimistiche evitabili, ecco il problema: il ‘corto circuito’ creatosi con Sandro Pochesci – le dichiarazioni degli ultimi giorni sono indicative – mette Stefano Bandecchi di fronte a una scelta più che complicata. Perché voltare pagina ed esonerare il tecnico, o in alternativa trovare un accordo per le dimissioni, rischia di creare una profonda spaccatura con la maggioranza dei supporter rossoverdi. E farlo, magari, ripetendo il modus operandi Fondi con l’arrivo di Ferruccio Mariani, non farebbe di certo guadagnare consensi alla neo proprietà delle Fere.

LA PRESSIONE DI BANDECCHI SUL SUO AMICO POCHESCI: «TECNICO ECCELLENTE, MA LO DIMOSTRI. IN CAMPANIA ACCETTABILE SOLO LA VITTORIA»

Pochesci ‘assaltato’ dai tifosi al termine della seduta del 23 novembre

La ‘protezione’ del tecnico La nuova proprietà per il momento non ha sfruttato a dovere un notevole vantaggio rispetto agli anni precedenti. Vale a dire la massima fiducia e pazienza – come giusto che sia per una società entrante – concessa dalla maggioranza della piazza, con Pochesci in prima linea: il tecnico romano è stato abile nel ‘crearsi’ un’ampia popolarità tra i supporter, vivendo molto la città anche al di fuori del puro aspetto calcistico e, in questo modo, riuscire a garantirsi la ‘difesa’ costante da parte del tifo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: il terz’ultimo posto del girone d’andata, lo 0 nella casella delle vittorie in trasferta e la lunga serie di limiti – che superano i pregi, ci sono anche quelli – manifestati senza sosta durante lo svolgimento del girone d’andata hanno riportato sulla terra, forse, i piani alti di via della Bardesca e lo stesso allenatore. In estrema sintesi le ventidue gare ufficiali stagionali hanno dato un’indicazione ben precisa: Pochesci o meno, la Ternana costruita in estate non è in grado di ottenere una tranquilla salvezza come speravano in molti. Tralasciando la moltitudine di dichiarazioni su serie A e playoff.

LO ‘STRANO’ MODO DI SPRONARE DEL LIVORNESE: «SPERAVO PERDESSIMO A PESCARA, FACCIAMO RIDERE»

I NUMERI DELLA TERNANA DI POCHESCI NEL GIRONE D’ANDATA: PEGGIOR DIFESA DAGLI ANNI ’50, MA MIGLIOR ATTACCO DEGLI ULTIMI 13 ANNI. ‘MAL DI TRASFERTA’ COME CON TOSCANO E CARBONE

Ferruccio Mariani, ultima panchina ‘pro’ nel 2008 a Sansovino

Il problema per la società Ed ecco che sorge la complessità della scelta per Bandecchi e Ranucci. Perché Pochesci – l’unico che può essere avvicinato a lui in tal senso è Domenico Toscano in tempi recenti, per Fabio Liverani il discorso è diverso – può godere della maggior spinta del pubblico di fede rossoverde (in larga misura, quantomeno) vista negli ultimi anni e, di fatto, la pressione è tutta sul duo al vertice della società: cacciare il 54enne per piazzare in panchina Ferruccio Mariani – con lui il Fondi riuscì a vincere la coppa Italia di serie D e ad essere promosso nel calcio professionistico grazie al ripescaggio, quindi l‘addio per divergenze con l’ex manager di Alpitour e Iberia – non farebbe salire i feedback positivi nei loro confronti. E già ora la situazione non è che sia delle migliori, tutt’altro. Dall’altro c’è una questione tecnica da risolvere: togliendo di mezzo i se, i ma, gli arbitri e la sfortuna, il potenziale massimo della squadra è stato raggiunto. E i punti sono 21.

IL TECNICO E I MESSAGGI AI PIANI ALTI NEL PRE AVELLINO

Luca Evangelisti

La prova mercato Serve acquistare e anche bene, in società lo hanno capito. Per la Niccolò Cusano che, per raggiungere l’obiettivo principale, deve puntare sulla pubblicità e su una capacità comunicazionale di livello, iniziare l’avventura a Terni con una retrocessione non sarebbe il massimo. Ora c’è la prova mercato, dal quale – viste le condizioni e le richieste, sempre più costanti, di Pochesci – Bandecchi non può sottrarsi onde evitare la spaccatura con la piazza: questa è la base, poi se ciò avverrà con Pochesci, Mariani, Nesta (in centro America al momento), Stellone (che glissa) o altre soluzioni si vedrà.

LA COMUNICAZIONE SPONTANEA DI POCHESCI E IL ‘CASO’ SVEZIA DI CUI RANUCCI AVREBBE FATTO VOLENTIERI A MENO. PUBBLICITA’ UNICUSANO NON BUONA

Sandro Pochesci

La gestione di Pochesci Nella valutazione complessiva in corso da parte di Bandecchi e Ranucci magari ci rientra anche l’impatto mediatico del tecnico romano nella sua prima avventura in B. Perché non è un segreto che il presidente di via della Bardesca si sia trovato un attimo spiazzato – in particolar modo – dall’uscita di Pochesci sulla nazionale italiana post Svezia e, anche nelle settimane successive, c’è stato bisogno di un discreto sforzo per calmare la situazione durante la bagarre in sala stampa con i giornalisti. Da un lato Ranucci, tendente a restare sempre e comunque su una linea ‘pro forma’ e pacata, dall’altro lo slancio più spontaneo e ‘aggressivo’ del trainer rossoverde. Un contrasto di atteggiamento ben noto da tutti già da anni vista l’esperienza di Fondi ma che, in un contesto ben più rilevante come la serie B, in qualche circostanza ha creato dei grattacapi ai piani alti: «Il silenzio stampa – le parole col sorriso dell’allenatore in occasione della festa in sede del 14 dicembre – lo ha voluto il presidente», quando invece in conferenza era stato detto altro. L’ipotesi Mariani, in tal senso, darebbe forse più tranquillità al presidente. Il tutto mentre Pochesci aumenta le richieste – «società sia società, sia più vicina» – per cercare di uscire da una situazione rischiosa e reale. A differenza – poi, magari, le cose cambieranno – dei tanti, troppi annunci lanciati nella fase di lancio della nuova proprietà.

BANDECCHI E LA SERIE A: «CI CREDO SOLO IO ORMAI»

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